Le Bazar de la Charité: dramma di fine secolo in TV

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Bastò un cerino a far scoppiare un incendio che in pochi minuti si trasformò in un rogo micidiale nel quale morirono quasi solamente donne e dell’alta società francese.
La catastrofe ebbe luogo nella Parigi di fine secolo, al Bazar de la Charité, vendita di beneficenza fondata nel 1885 da membri dell’alta società e organizzata ogni anno in primavera. Il Bazar riuniva un buon numero di opere di carità e di organizzazioni cattoliche, ciascuna con un banco di esposizione per la vendita di abiti, lingerie, oggetti.

Vera e propria istituzione parigina, il Bazar era un evento mondano molto atteso e soprattutto molto ben frequentato: i nomi erano i più rinomati, uno per tutti la Duchessa di Alençon, sorella minore dell’imperatrice d’Austria Elisabetta di Baviera. Prestigio, ricchezza e fama insomma, riuniti per aiutare i più poveri con i propri acquisti.

Organizzato nei luoghi più prestigiosi della città, dalla Rue du Faubourg St. Honoré a la Place Vendôme all’ancor più esclusiva Rue de la Boétie, quel 1897 il Bazar venne allestito su un terreno non ancora edificato della Rue Jean-Goujon, nel prestigioso VIII arrondissement. In un’area di 80 metri di lunghezza e 20 di larghezza venne ricostruita una strada della Parigi medievale grazie al recupero di alcuni decori teatrali realizzati in cartone pressato e decorati con pittura a base di benzina; tutto molto infiammabile. La costruzione che circoscriveva il Bazar era anch’essa in legno con un vasto velario di tela pesante a copertura; le porte, girevoli, erano soltanto due ed entrambe sul davanti della costruzione.

Bazar de la Charité, dopo l’incendio.

Il Bazar di quell’anno fu ancor più invitante per l’allestimento di una sala cinematografica dove, al prezzo di 50 centesimi, si potevano vedere le prime sperimentazioni dei fratelli Lumière, tra cui il celebre “Arrivo del treno alla stazione di La Ciotat”. L’invenzione magica che avrebbe rivoluzionato il mondo dell’immagine e dell’immaginario quell’anno attirò oltre alle nobildonne, frequentatrici abituali del Bazar, anche le loro dame di compagnia e molti bambini, tutti altrettanto emozionati di vedere le immagini in movimento di cui tanto si parlava.

Fu proprio dalla sala di proiezione che partì il terribile rogo; accortosi che la riserva di etere della lampada di proiezione si era consumata, il proiezionista fece accendere un fiammifero per riuscire a vedere i livelli di etere durante il riempimento. I vapori dell’etere sprigionati nella saletta mal areata esplosero alla prima scintilla di zolfo sprigionando fiamme subito incontrollabili. Scoppiato alle 16.35, l’incendio impiegò poco più di 15 minuti per distruggere l’intero Bazar ed uccidere 125 persone.

L’evento fu sconvolgente, proprio perché le vittime erano quasi tutte donne, nomi altisonanti e celeberrimi. Un evento che risuonò a lungo sui giornali dell’epoca, in cui a momenti di poetica afflizione, “La Morte ha una volta di più scelto le persone più affascinanti e nobili. Non ne manca nessuna, nemmeno un’arciduchessa, sorella dell’imperatrice d’Austria…” si alternavano altri di acredine e rabbia contro la compagine degli uomini che “nella catastrofe del Bazar de la Charité hanno avuto deplorevoli contegni…che si sono fatti strada tra le donne terrorizzate a colpi di bastone da passeggio”. Alcuni dei giornali più autorevoli arrivarono a proclamare che quella terribile tragedia era stata prevista da una celebre veggente, M.lle Couédon, in occasione di un ricevimento in uno dei più esclusivi saloni di Parigi.

Audrey Fleurot in Le Bazar de la Charité 2019

Dalla fiamma distruttrice di fine XIX secolo, scaturisce la scintilla creativa del XXI che ne fa pretesto per una narrazione rocambolesca in stile romanzo d’appendice, ricca di personaggi tanto pittoreschi e coloriti quanto arditi e impavidi. Parliamo di “Le Bazar de la Charité”, nuova serie televisiva francese in otto puntate prodotta da TF1, Quad Productions e in partenariato con Netflix, e il cui primo episodio è stato trasmesso il 18 novembre.

Creata e sceneggiata da Catherine Rambert e Karine Spreuzkouski, e diretta da Alexandre Laurent, la serie è incentrata su tre personaggi femminili sopravvissuti all’incendio del Bazar e coinvolti in vicende tragiche se non addirittura pericolose, dalle quali non senza difficoltà né dolore riusciranno a districarsi: Adrienne del Lenverpré moglie infelice di un uomo politico di dubbia moralità, crudele e pronto a tutto pur di sedersi sulla poltrona più alta del potere; la giovanissima Alice de Jeansin, figlia di una buona famiglia ma sull’orlo della rovina, costretta a sposare un uomo che disprezza; ed infine Rose, la domestica di Alice, vittima dell’incendio tanto da restarne per metà sfigurata.

Un feuilleton carico di tensione e di ritmo, che la regia sottolinea con una cinepresa sempre in movimento; ambientato in un’epoca e in un paese teatro di importanti cambiamenti sociali e politici ed economici, che la sceneggiatura include rendendo la visione ancor più appassionante.

Serie tv già ambiziosissima sulla carta: 3000 comparse, 1.200 costumi, 100 carrozze e un budget di 2 milioni di euro ad episodio. “Per un film in costume il budget raddoppia sempre e i tempi delle riprese si allungano. Del resto, se si pensa che solo per infilare un corsetto ci vogliono 20 minuti!” ha affermato Iris Bucher, produttrice e amministratore delegato di Quad Productions,. in un’intervista a Le Figaro, aggiungendo di aver fatto riferimento anche ad esperti in etichetta dell’epoca e ad una specialista della condizione femminile del XIX secolo. “Abbiamo puntato sulla veridicità, impedendoci gli anacronismi ma con qualche aggiustamento”.

Ricostituzione impressionante, fin dal primo episodio per lo più incentrato sull’incendio. “Scene di questa potenza in Francia non erano state mai fatte, neppure per un lungometraggio” sostiene Marc Brégain, direttore di produzione “Si è trattato di una impresa straordinaria, sia artistica che tecnica: anche se in post-produzione sono stati aggiunti alcuni effetti speciali le fiamme, immense, erano decisamente reali sul set”.

La scelta del cast non è meno importante: oltre alle tre attrici protagoniste, Audrey Fleurot, Camille Lou e Julie de Bona, lo completano Josiane Balasko, Gilbert Melki, Antoine Duléry e Aurélien Wiik.

In considerazione del fatto che alla produzione ha partecipato anche la Netflix che, come rivela la Bucher “è entrata subito nel progetto leggendo solamente la sceneggiatura e senza aver visto alcuna immagine”, possiamo sperare con prudente ragionevolezza di vedere la serie d’Oltralpe anche sugli schermi del Bel Paese.

V.Ch.

genere: dramma, storico
Le Bazar de la Charité
paese: Francia, Belgio
8 puntate da 52′ – su TF1 18 novembre 2019

regia di Alexandre Laurent
scritto da Catherine Ramberg e Karin Spreuzkouski
con Audrey Fleurot , Julie de Bona , Camille Lou, Sophie Gibert, Michèle Clément, Gilbert Melki, Florence Pernel, Josiane Balasko, Antoine Duléry e Aurélien Wiik

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