Le Città-Stato: dalla Grecia antica a Parag Khanna.

Hong Kong
history 12 minuti di lettura

Sento la necessità di riprendere i temi da me aperti sul geopolitico geo-stratega Parag Khanna. Con la suggestione globale dell’Urbanistica del futuro.
Nel quel mio primo spunto avevo precisato che “Urbanistica” non è specifica alla sola città (urbs) o al suo territorio di prossimità diretta, ma anche al “territorio” in senso lato, come contenitore a-spaziale delle attività umane di tutti i tipi.
Con Parag Khanna queste idee di “territorio”, reali ed astratte al tempo stesso, sono proiettate ancora più lontano, grazie ad una inedita connettività vasta, aerea (digitale). Con riferimenti concettuali essenziali, nascenti da nuovi nessi logici-dialogici, dinamici espansi, che partono e ritornano ancora una volta da e verso le città, massimo concentrato umano di sempre.
Prima queste relazioni erano interpersonali fisiche. Poi la scrittura, le lettere epistolari, il telegrafo, radio, televisione, e tutti i media ultimi. Oggi, infine, gli strumenti digitali a scambio virtuale fantasma, che fanno parlare l’umanità in un nuovo linguaggio vicino/lontano senza confini.
Ma il senso della connettività annunciata da Parag Khanna va anche oltre il semplice gioco della connettività digitale, di internet e dintorni. L’era digitale prosegue senza sosta, entrando nel cervello delle persone, potendole anche influenzare. Gli orizzonti potenziali sub-coscienti rovesciano la stessa Società da dentro al fuori lontano.
Così il geografo Parag Khanna ci disegna nuovi assetti geografici, che diventano, però, poi geo-politici, geo-strategici, geo-sociali, e, per quanto detto, anche geo-subconsci, immagini profonde della coscienza o incoscienza. Una umanità ancora più complessa, immersa in una evoluzione-involuzione sconosciuta, individualizzando o collettivizzando le situazioni, in uno stato di solitudine globalizzata. Soli in compagnia di tutti.
Ma questa è anche una speranza per tornare alla umanità primordiale. Driblando la stessa connettività infinita, spaziando ovunque. Fuori ed ora anche dentro di noi. Aggiungerei in tempo reale utile. (Senza l’ironia che si usa per il voto utile).

Tornando agli assetti socio-politici planetari iper reali di Parag Khanna osserviamo, infatti, che essi sono in un certo senso sostenuti e conformati dal grado della densità dei loro fasci di connettività e delle loro estensioni brevi/medie/lunghe. Che da una parte all’altra del globo si intersecano e confluiscono in luoghi speciali, sempre più aggregati e discreti. Sono i nuovi NODI principali della connettività globale, ovvero le singolari Città Stato di Parag Khanna, che competono tra loro e curvano la geografia politica secondo assetti diversi, diversamente influenti l’uno sull’altro.
Si modificano e si ampliano le unità minime della governabilità entro ambiti di territorio, che prima erano solo Superfici estese, definite da confini fisici, e che ora diventano, come dice Khanna, le Città-Stato evolute, con nuovi confini labili che all’inizio sono assimilabili alle attuali Metropoli o alle Megalopoli. Che si evolveranno comunque in nuove categorie iper-urbane, iper-territoriali, ben oltre le precedenti categorie urbane a sviluppo lineare, ma qualcosa di più frattaico.

Le Città-Stato di Parag Khanna sono confrontabili in un certo senso con la storia, in particolare con le parallele Città-Stato della Grecia antica. Probabilmente Parag Khanna ha inteso davvero questo paragone, non solo nel nome. Solo apparentemente paradossale, per definire una serie di connotati subito riconoscibili nei nostri storici archetipi mentali.
Ovviamente con tutti gli adattamenti interscalari necessari che i nuovi tempi della tecno-scienza moderna hanno comunque determinato, in modo sempre più veloce.
Anche noi troviamo affascinante e suggestivo questo paragone, anche perché ci consente di giocare ancora di più con la fantasia del futuro, attraverso gli stessi paradigmi di Parag Khanna. Le Città-Stato antiche si posizionavano dentro le sole terre allora conosciute. Le Città-Stato di Parag Khanna invadono lo spazio di una nuova globalizzazione mondiale, connessa. Estrapolata addirittura fino all’iperuranio fantascientifico, verso la globalizzazione universale.

L'acropoli di Atene fotografata da lontano
Atene, Acropolis

Le Città-Stato della antica Grecia avevano inventato la democrazia, intesa come partecipazione diretta di tutti i cittadini al governo del loro ambito spaziale/socio-culturale totale. Pericle era solo una specie di Coordinatore dell’Assemblea popolare ateniese, eletta per sorte e a rotazione. Non un antico populismo preconcetto, perché le soluzioni derivate per confronto in divenire.
Le Città-Stato di Parag Khanna prefigura quello che sta oltre la democrazia, e non solo in termini autoritari.
La Polis era intesa, come dice Massimo Cacciari nel suo libro “La città”, un complesso coacervo sociale, politico, culturale (filosofico). La città fisica, a sua volta, era il contenitore della cultura impalpabile, che si raffigurava nella Architettura eccezionale bellezza perfetta. Emblemi visibili dell’intero sostrato concettuale globale greco. Astrattivo, metafisico, onnicomprensivo.
Era il luogo del ghenos greco. Da intendersi come stirpe originaria, subsidente, primigenie costitutiva, che si manteneva inalterata nella sua essenza primordiale, pur esprimendosi in un comune senso di grecità assoluta, estesa ed estendibile nello spazio e nel tempo.
Le guerre interne tra le Città Stato greche erano per supremazie di territorio od altro. Ma mai guerre di razza. Tante stirpe autonome, che si confrontavano anche aspramente, ma che, nell’insieme, lasciano tracce di misteriosa omogeneità.
Diversa era la gens romana, aperta, forte del modello della Civitas romana, che dominava su un impero straripante, attraverso la concessione della cittadinanza romana alle genti soggiogate, a condizione di accettare le leggi romane (con i conseguenti vantaggi di parità concessa).
Il modello romano si è esteso a dismisura, fintantoché i suoi meccanismi non si sono corrotti e disgregati dall’interno o per azione delle sue stesse periferie disobbedienti, geneticamente diverse, che hanno usato quanto imparato dai Romani, per una conquista all’inverso.
L’armonia della cultura greca derivava dalla sua filosofia sublime che si richiamava al modello della perfezione naturale, dove tutte le parti sono diverse e tra loro nemiche, ma che alla fine si ricompongono in un’unica visione di bellezza euritmica.
Le tante Polis greche, restie concettualmente ad una preconcetta politica espansionista, hanno in ogni caso guardato alla loro clonazione multipla, anche qui autonoma, verso il centro del Mediterraneo, con la creazione di varie colonie italiote lontane, tipo tante Città-Stato parallele. L’effetto è risultato ancora una volta globalmente unitario. Il nostro immaginario storico, infatti, vede una sola Magna Grecia, modello greco doppio. Senza prevaricazioni interne ed esterne.
Nelle colonie greche della Magna Grecia la molteplice cultura greca si è quasi messa alla prova nei confronti di un nuovo fenomeno diffusivo, che è sembrato il vero e primo approccio storico per l’idea del successivo Continente europeo. Mitologia a parte.
Sono nuove in tal senso anche alcune forme di governo più personalizzate (un avanzamento o recesso del processo democratico?). Si allude alla tyrannis greca, apparsa soprattutto nella Magna Grecia nella seconda metà del V secolo a.c. Inventata dai Greci in una forma particolare, scaturita alla insoddisfazione popolare per un governo democratico diretto, non più vera espressione dal basso. La tirannide greca era un potere personale originale, perché ottenuto con l’appoggio delle stesse classi popolari scontente. La tirannide greca non stravolgeva le leggi e le istituzioni preesistenti. Una differenza sostanziale rispetto all’istituto della dittatura moderna, perché in genere non spaccava il popolo in due parti fortemente opposte.
La iniziale democrazia greca ha poi tanto camminato nei secoli. Fino all’epoca moderna, anche quando si è caratterizzata come forma rappresentativa delegata, più o meno leaderista (lontana dal leaderismo italiano di ultima generazione, dove il Leader è richiesto ma poi subito rinnegato).
Le Leghe panaelleniche prima e l’Ellenismo post-Alessandro Magno hanno poi inventato il modello del primo confederatismo antico, antesignano della nostra imperfetta Unione Europea.

A differenza (con lontana analogia) del mondo greco, quello contemporaneo naviga ancora in una tempesta di confusione/incertezza, con presupposti comunque comparabili. Anche attraverso i fili magici di Parag Khanna, che saltano a pie’ pari la attuale situazione bloccata, e che, magari, con un percorso simile, potrebbero portarci a soluzioni ideali e culturali simili a quelle greche.
L’esaltazione esasperata della connettività khanniana, potrebbe anche vaporizzare nei mondi paralleli dell’umanità virtuale trasposta, in un eccesso di mobilità mentale oltre che spaziale, comunque contraria, alla stabilità inerte del dubbio costante dell’era contemporanea.
La teoria di Parag Khanna, nel nostro gioco al futuro, appare come un ellenismo contemporaneo parallelo, che proietta nel grande firmamento universale una punteggiatura discreta delle sue Città-Stato, dove la connettività traccia grandi scie di una velocità e tempo resi visibili.
Le Città-Stato di Parag Khanna stanno ancora percorrendo, per ora, la strada del riconoscimento delle loro diversità specifiche, dei loro autonomismi, dei loro separatismi/indipendentismi. Comunque segno prodromo di nuovi blocchi e/o poteri planetari sempre più discretizzati, concentrati, basati su rispettive supremazie economiche-finanziarie/produttive, e altro, anche spazialmente sezionate. In ultimo rinvigoriti anche dalle resuscitate minacce super-atomiche, astratte o reali premonitrici di guerre fredde o guerre vere.
Sull’onda delle deviazioni potenziali dei flussi della iper-connettività globale ogni minaccia può rientrare o esplodere ancor più. La teoria aperta di Khanna su questo non dice nulla. Possiamo solo guidare i flussi. Ritorniamo alle prerogative umane della scelta. In bilico.
Contrasta, ovviamente, con tutto questo l’ottimismo di Parag Khanna, che sposta a dismisura i suoi flussi di dialogo, per ipotesi lunghe di comprensione globale, come roseo finale della favola.
Le analisi preliminari di Parag Khanna sono anche quelle dei mutamenti epocali in atto. Quindi delle grandi migrazioni inarrestabili; della crescita convulsa delle Metropoli/Megalopoli; della nascita consequenziale di Zone economiche speciali, a-tipiche; della moltiplicazione crescente delle comunicazioni a distanza, bi-direzionali o multi-direzionali (anche multidimensionali), in tempo reale; quindi dei cambiamenti climatici, che minacciano un mescolamento informe totale di tutte le carte in gioco, non solo per quanto riguarda la geografia planetaria.
I nuovi Stati saranno regolati e definiti solo dal meccanismo dei flussi comunicativi. Che sono anche i flussi delle persone. Tema nascente della mobilità globale (diversa dal semplice viaggiare), che porta con sé nuove e complesse questioni di assetto urbanistico e non solo.
Saremo sempre più soggiogati, quindi, dall’irreale mondo della Finanza, ultimo fantasma che ci corrode, senza farci più sentire il profumo dei soldi. Ovvero pressati dai nuovi temi energetici, che ci costringono alla necessità di una simil-sostenibilità solo apparente. Che presto esaspereranno tutte le nostre dipendenze. Chi possederà i nuovi flussi energetici conquisterà il futuro.
Il digitale è complementare al tutto. Sempre che il digitale non ci conquisti esso stesso.
Eppure Parag Khanna continua a ritenere che la nuova era dei flussi disarmerà gli eserciti in termini diretti dell’uno contro l’altro, limitati alla sola difesa delle infrastrutture della connettività.
Nel frattempo gli Stati di una volta si saranno sbiaditi nelle Città-Stato, a loro volta sempre più densificate ad opera di flussi connettivi sovrapposti . Come un grande campo magnetico terrestre doppio, che ci protegge dalle tempeste solari e dai noi stessi, eccessivamente connessi.
I segnali della similitudine tra le diverse situazioni antiche e le Città Stato di Parag Khanna diventano, così, più congruenti. A parte la drammaticità e complessità di alcune situazioni e trasformazioni contemporanee al limite. Il rapporto reciproco è tra Mitologia e virtuale.
Il collante virtuale aggiunto delle Città-Stato greche è stato il suo racconto mitologico, una specie di Bibbia greca, tramandata oralmente come una fantasiosa commistione di Dei, Semidei, Eroi, Titani, Giganti, Spiriti concettuali, etc., fino all’anello ultimo dei comuni mortali. Diversa dai libri sacri delle altre Religioni, grazie ad una fantasia ineguagliabile, ed una successione trascendentale, che creava il primo concetto di mito, una connessione mitologica/filosofica razionale, trasformata in poesia, ovvero nel senso virtuale del tempo. Sui generis, per sempre.
Lunghi fili spirituali/mentali, che curvavano il senso delle cose antiche, senza molte divaricazioni dogmatiche. Una relazione dinamicamente intercambiabile tra divino ed umano.
Una analoga magia delle Città-Stato di Parag Khanna, che con una specie di mitologia contemporanea muove i flussi eterei digitali, curva presente e futuro verso una nuova e strana alleanza umana/divina.
Se ci volessimo divertire ed immaginare il futuro delle Città-Stato di Parag Khanna secondo un simil percorso greco postumo, potremmo trarlo direttamente dall’epopea greca della sconfinata conquista di Alessandro Magno, poi passando per l’Ellenismo, inteso come il periodo della grande diffusione della cultura greca, spandendo luce riflessa dappertutto. Poi con la fine del potere greco con l’avvento vorace dell’Impero romano, che tutto ha metabolizzato. Preservando comunque il senso classico della grecità.
Le Città-Stato di Parag Khanna continueranno a moltiplicare e saldare tra loro i loro flussi dinamici, fino a che questi si uniranno in mega-flussi condensati. Riducendo, a loro volta, il numero delle Città Stato a quelle solo vincenti. Le altre residue (perdenti) rimarranno le Metropoli/Megalopoli di un passato minore. Abbandonate o distrutte dalle fondamenta, perché prive di connessioni primarie (linfe vitali del futuro). Si ripeterà, così, la storia antica delle Città dimenticate, sepolte dalla polvere. E poi riscoperte solo dalla Archeologia del futuro.
I nuovi poteri continentali o intercontinentali che siano, si ridurranno essi stessi, fino ad diventare, alla fine, un unico mega-potere connettivo planetario, poi interplanetario. Qualcuno dice che questo processo è già iniziato. Sarà il nuovo impero totale del futuro. Attenzione alle cadute successive (Roma docet).
Se tanto mi dà tanto perché non guardare a qualche alternativa ancora più ardita di quella di Parag Khanna? Tutto è già obsoleto. Abbiamo già perso la vecchia pelle della politica storica, perché il futuro sarà senza più le incerte sinistre, destre, centro per i Leaders del futuro, dice Jacques Séguéla. Nell’unico mega-canale e potere ultimo tutti ci ritroveremo indistintamente. Forse, con l’ultimo ottimismo di Parag Khanna. Possibilmente non disperdendo l’essenza della eterna cultura e il culto della bellezza greca perfetta.
Con l’ultima aggiunta della profezia di Yuval Harari, secondo il quale potremmo presto diventare immortali e senza democrazia (!?).
Eustacchio Franco Antonucci

Bibliografia navigante

– Parag Khanna, “La rinascita delle Città-Stato“, Fazi Editore
– Parag Khanna, “Connectography“, Fazi Editore
– Parag Khanna, “Come si governa il mondo“, Fazi Editore
– Parag Khanna, “I tre Imperi. Nuovi equilibri globali nel XXI secolo“, Codice Edizioni
Luciano Canfora, “Il mondo di Atene di  – Editore Laterza – Si confronta la democrazia greca classica con il sistema democratico attuale.
Il guru della pubblicità Jacques Séguéla: «Basta destra e sinistra per i leader del futuro» – Il Messaggero del 19-12-2017.
http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2016/12/16/IMMORTALI-E-SENZA-DEMOCRAZIA-Yuval-Harari-parla-del-futuro-dell-umanita-oggi-16-dicembre-2016-/738233/

canale telegram Segui il canale TELEGRAM

-----------------------------

Newsletter Iscriviti alla newsletter

-----------------------------

Se sei giunto fin qui vuol dire che l'articolo potrebbe esserti piaciuto.
Usiamo i social in maniera costruttiva.
Condividi l'articolo.
Condividi la cultura.
Grazie

In this article