Le poltrone del governo gialloverde

governo palazzo chigi
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Mentre continua l’ignobile comportamento nei confronti delle persone che sono sulla Open Arms alla fonda di Lampedusa, gli ex-alleati – potrebbero diventare ex-ex-alleati – si accusano vicendevolmente di voler conservare le poltrone. Mentre l’intero M5S rinfaccia a Salvini le mancate dimissioni dei ministri dopo aver aperto la crisi e la chiacchierata con gli avversari-alleati (delle amministrative) per un’alleanza elettorale e lo stato maggiore del M5S, riunitosi oggi, ha definito in una nota ufficiale Matteo Salvini un interlocutore non più affidabile per i suoi andirivieni dall’8 agosto, i leghisti Claudio Borghi e Alberto Bagnai parlano di “riforma dell’Europa e delle banche a braccetto con Renzi, Boschi e Prodi? Tradimento per salvare le poltrone“. Il ministro degli Interni nella solita diretta Facebook, “ai 60 milioni di italiani”, ha detto che “Se non c’è un governo la via maestra sono le elezioni. Altrimenti ci si risiede al tavolo e si lavora”. Così si conservano le poltrone…

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