Le Ricchezze di Algeri. La Libreria della rue Charras di Kaouther Adimi

history 3 minuti di lettura

La scrittrice di origine algerina Kaouther Adimi dedica il suo terzo romanzo alla vita incredibile di Edmond Charlot, che appena ventunenne aprì una libreria ad Algeri realizzando, sulle orme di Adrienne Monnier, un progetto innovativo che prevedeva anche una biblioteca di prestito, una galleria d’arte e sopratutto una casa editrice.

Nipote di un marinaio francese che si stabilì ad Algeri nel 1830, Charlot dedicò la vita intera ai libri creando con “Les Vraies Richesses” un’avventura che sin dalla sua fondazione nel 1936 si divise tra grandi successi e amare delusioni.
Sotto l’iscrizione “Un uomo che legge ne vale due” (ancora presente sulla porta della libreria), Charlot aspirava a creare un luogo in cui amici e amanti della letteratura e del Mediterraneo potessero incontrarsi e discuterne. Oltre ad organizzare mostre di artisti importanti come Bonnard, pubblicò i primi saggi e romanzi di Albert Camus, suo compagno di liceo, di Jules Roy ed di Emmanuel Roblès; ma anche le opere di Garcia Lorca, Rilke, Saint-Exupéry e Gertrude Stein a causa della quale, per una improvvida pubblicità radiofonica della sua casa editrice, venne imprigionato per 3 mesi con l’accusa di essere un gaullista simpatizzante comunista.

copertina del romanzo La Libreria della rue CharrasLa Adimi sviluppa questa storia straordinaria attraverso un immaginario diario dell’editore che si avvia con l’ideazione del progetto nel 1935 e va avanti fino al 1961, quando tornato ad Algeri dopo il fallimento delle Edizioni Charlot parigine, gestisce in società con lo zio la nuova libreria “Rivages”; narra la vita di un uomo appassionato nella Algeri ancora colonia francese ma già in odore di ribellione; dei suoi sempre più pressanti problemi economici; dei rapporti con gli scrittori amici e dei problemi logistici con l’arrivo della Seconda Guerra Mondiale, che renderà quasi impossibile il rifornimento di carta necessaria per pubblicare i “suoi” autori.
Accanto alle vicende del passato l’autrice sviluppa una storia parallela nel presente in cui concepisce la chiusura definitiva dei locali acquisiti dalla Biblioteca Nazionale di Algeri per trasformarsi in un negozio di ciambelle fritte; mette in scena il giovane Ryad, studente di ingegneria nient’affatto interessato alla lettura e ai libri sbarcato da Parigi per svuotare i locali e l’anziano Abdallah, che di quel luogo polveroso e quasi abbandonato se n’è preso cura fino a quel momento, amando ogni pagina di ogni libro su ciascun scaffale. Un incontro scontro che disvela non solo i caratteri dei personaggi ma anche la personalità della città nordafricana, tanto vivace quanto contraddittoria.

L’alternanza tra le due parti del romanzo crea un interessante quadro storico e sentimentale; le vicende del passato dell’editore-libraio che tanto ha lavorato per creare uno spazio per la letteratura e l’arte, si alternano ai soprassalti della storia politica ed economica di un paese che tra gli anni ’30 e i ’60 si ribella con sempre maggior violenza al dispotismo francese; fino alle discussioni spesso essenziali dei protagonisti del presente, che prendono per mano il lettore in un inatteso viaggio sentimentale in terra algerina, dove ancora in questo XXI secolo il rapporto con l’ex dominatore risulta essere altrettanto complesso e doloroso del secolo precedente.
Inno alla letteratura e alla cultura che nonostante l’oblio di alcuni può ancora essere salvifica.
V.Ch.

Kaouther Adimi
La Libreria della rue Charras
L’Orma Editore – 16,00 euro

newsletter mentinfugaIscriviti alla newsletter

-----------------------------

Se sei giunto fin qui vuol dire che l'articolo potrebbe esserti piaciuto.
Usiamo i social in maniera costruttiva.
Condividi l'articolo.
Condividi la cultura.
Grazie

In this article