Le Sacre di Susanna Beltrami: una poetica rinascita

danza le sacre
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“Le Sacre” di Susanna Beltrami, con l’étoile Luciana Savignano e la compagnia DanceHaus l’abbiamo vista in una cornice sublime: i Bagni Misteriosi del Teatro Franco Parenti di Milano.

All’interno delle due piscine delicatamente illuminate due piattaforme attendono l’arrivo dei danzatori, mentre il folto pubblico gusta la piacevolezza del silenzio, rotto solamente dal rumore dello scoppiettio delle due piccole braci poste sul fondo della scena, di fianco ad un grande drappeggio rosso che, quasi simbolicamente, copre i gradini fino ai piedi della piscina. Questo silenzio è tutt’altro che privo di significato: la sua carica di attesa, infatti, preannuncia la dirompenza di un qualcosa che sta per succedere.
Lo spettatore attento coglie questa tensione, ma la musica, precedendo i ballerini, lo anticipa nella riflessione; e ancora lo spettatore non è riuscito a far propria la dolce- ma incalzante- melodia di Stravinsky che una figura femminile entra in scena, posizionandosi sulla piattaforma centrale. Il drappeggio rosso posto ai suoi piedi diventa un vestito che enfatizza la potenza evocatrice della donna, Luciana Savignano, la quale con semplici movimenti riesce a catturare ermeticamente lo sguardo della platea. Sembrerebbe, infatti, che attraverso la sua danza, introflessa ed estroflessa al contempo, ella stia raccogliendo e facendo propria tutta l’energia dell’audience, per poi ri-emanarla più consapevole e più luminosa. Ed è proprio con questa energia infatti che i numerosi e giovanissimi ballerini della compagnia DanceHaus vengono attratti dalla Savignano ad entrare in scena.

Le Sacre di Susanna Beltrami ai Bagni Misteriosi, Teatro Franco Parenti.
Foto Gianfranco Falcone 2020

In un climax di tensione e prorompenza corale essi danzano prima sulla piattaforma posta parallelamente a quella in cui si trova la Savignano, poi intorno a lei e ai suoi piedi, in un susseguirsi frenetico e gioioso di cambio di direzioni e prospettive che, tra disorientamento e stupore, accompagna lo spettatore in una visione di rinascita.

Luciana Savignano in Le-sacre di Susanna Beltrami Bagni Misteriosi Teatro Parenti 15 settembre 2020.
Foto Prandoni

Luciana Savignano, infatti, è una Grande Madre che chiama a sé tutta la forza della performance e gli artisti gravitano intorno alla sua presenza, irradiati dalla sua energia ed irradiandone a loro volta. È in corso una rinascita vorticosa, e i ballerini danzano e creano al contempo questa spirale ascendente di positività e forza; spirale che si fa unica e poi duplice grazie all’utilizzo di entrambe le piattaforme. Lo spettatore fa correre il suo sguardo da un capo all’altro della scena, desideroso di seguire sia il gruppo dei “Figli della Rinascita”, sia Madre Terra che, accompagnata dalla figura maschile di Matteo Bittante, prosegue instancabile in una dolce danza di risveglio.

Il corpo di ballerini, dai movimenti curati e perfettamente coordinati, incede come se fosse un unicum verso la prima ballerina, avvolgendola e lasciandosi avvolgere dalla sua Potenza, per poi ritirarsi di nuovo. Il culmine della tensione e della sensazionalità di questo movimento giunge quando i danzatori, quasi sopraffatti dalla gioia, improvvisamente si buttano in acqua, in un –soltanto apparentemente- impeto di confusione e casualità. Segue un passaggio danzato in acqua, in cui i giovani producono una festa di schizzi e getti d’acqua (anch’essi sorprendentemente coordinati), immergendosi ed emergendo subito dopo, girando su se stessi e sbattendo le mani nell’acqua.

Le Sacre di Susanna Beltrami ai Bagni Misteriosi Teatro Franco Parenti. foto Gianfranco Falcone 2020

L’effetto è quello sorprendente di un grande vortice giocoso e incontenibile, ma dall’importante significato simbolico. L’acqua, infatti, è elemento di purificazione e -potremmo dire- risurrezione, e dunque gli artisti immergendovisi portano all’estremo, in termini sia metaforici sia reali, il percorso di Rinascita che è il vero protagonista della performance. Invero, a questo passaggio concitato ne segue uno molto più fluido e armonioso in cui i ballerini, spogliatisi (ancora una volta, metaforicamente e non) delle loro vesti ma ancora bagnati dall’acqua purificatrice, si adagiano intorno alla Savignano e, guidati dai suoi lievi gesti, danzano a terra. Vi è in questo passaggio la stessa idea di avvolgente turbinio, ma alla concitazione si sostituisce la calma di un’armonia corale ritrovata. La musica si fa più leggera, quasi sfumata, e ad essa si sostituiscono progressivamente i respiri dei danzatori che, guidati dalla Madre della Rinascita, vengono condotti e si conducono reciprocamente nella Primavera attraverso la loro sola Forza, tutta racchiusa in un unico, profondo Respiro. Questo è il respiro di un’umanità nuova, la quale ha finalmente (ri)trovato in se stessa la capacità di “risorgere” dal boccheggiare dell’Inverno.

In questa performance la coralità dei danzatori si fonde con la travolgente individualità della Savignano, la Madre Terra che non si limita ad attrarre a sé l’umanità per dirigerla verso una nuova Stagione, ma profonde in essa energia magnetica affinché attivamente possa muoversi verso la Luce.
L’impegno politico, nel senso di intimamente umano, di questo spettacolo è immenso; esso infatti non è una semplice rivisitazione di un precedente successo di Susanna Beltrami, ma è uno spettacolo nuovo da leggersi con occhi nuovi. E questi occhi con cui noi vediamo i danzatori rinascere sono quelli di una collettività costituita da individui profondamente disorientati in un Inverno nuovo di paure e incertezze, ma desiderosi a loro volta di ricominciare ed immergersi in una nuova Estate di festa e di Luce.
La danza, ancora una volta, dimostra a se stessa e al pubblico la sua indicibile potenza di saper unire intimo e collettivo, corporale e sentimentale, reale e metaforico, coinvolgendo a tal punto lo spettatore dal fargli pensare: “Vorrei star danzando nell’acqua anche io”.
Carola Diligenti

15 – 16 settembre 2020
Bagni Misteriosi
Le Sacre
uno spettacolo di Susanna Beltrami
con Luciana Savignano
e con la partecipazione di Matteo Bittante e dei giovani danzatori di DanceHaus

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