Leandro Erlich: Oltre la soglia. Una mostra sorprendente

Leandro Erlich, Changing rooms (2008)

Al Palazzo Reale di Milano è in corso l'esposizione : Oltre la soglia, realizzata in collaborazione con il Gruppo Arthemisia e a cura di Francesco Stocchi.

Si tratta di un'esposizione, visitabile fino al 4 ottobre 2023, davvero straordinaria e imperdibile. 

Straordinaria perché è la prima grande in Europa di Leandro Erlich, affermato artista argentino, nato a Buenos Aires nel 1973, che ha già esposto in molti tra i più importanti musei internazionali di arte contemporanea (in Spagna, Francia, Stati Uniti, Giappone, Brasile, Cina, Sud Corea). Imperdibile perché insolita, originale, sorprendente, del tutto fuori dal comune, stupefacente e divertente.

È difficile trovare una definizione precisa per le opere e le installazioni di Erlich. Siamo certamente nell'ambito dell'arte concettuale ma sarebbe riduttivo incasellare questo artista in qualche movimento o corrente che certamente non riuscirebbe a dar conto in modo adeguato della sua incontenibile genialità e sfrenata fantasia.

Erlich interviene sulla realtà utilizzando per le sue installazioni oggetti e ambienti comuni con i quali siamo soliti venire a contatto quotidianamente (ascensori, porte, scale, finestre, camerini, aule scolastiche, negozi di parrucchiere), modificandone e manipolandone la nostra percezione attraverso trucchi fantasiosi e spiazzanti.

L'artista ci spinge così a riflettere e a interrogarci sui luoghi che ci circondano e nei quali viviamo e a mettere in discussione le nostre conoscenze e le nostre stesse certezze. E ottiene questo risultato facendoci partecipare attivamente all'installazione, rendendoci a volte protagonisti della stessa, proponendoci di entrare a far parte di un mondo nuovo, fatto di illusione e meraviglia, trasportandoci in una diversa e affascinante realtà che ci diverte e disorienta e invitandoci a ricercare un significato differente e spesso nascosto in ciò che ci appare ovvio e scontato.

Come ha notato Domenico Piraina, direttore di Palazzo Reale, il protagonista indispensabile delle installazioni di Erlich

«è sempre lo spettatore che diventa agente nell'opera poiché ne assume un ruolo attivo, partecipativo, caratterizzato da un forte coinvolgimento sensoriale ed emotivo. I paradossi visivi e le illusioni ottiche realizzate dall'artista argentino, essendo dei veri e propri detonatori di esperienze, costringono il visitatore a mettere in discussione le proprie percezioni della realtà. Ispirato da oggetti ordinari, quotidiani, l'artista li riproduce in maniera molto realistica ma, al contempo, li dota di alcuni dispositivi che sono in grado di ribaltare le percezioni ed è proprio questo aspetto che sorprende e meraviglia lo spettatore; il suo talento sta nel trasformare, direi in maniera surrealistica, quello che è apparentemente ovvio in un'esperienza totalmente “altra”».

Leandro ErlichElevator pitch (2011)
Leandro Erlich, Elevator pitch (2011)
Metal structure, stainless steel, automatic door, back projection screen, video play er, speakers, elevator button, and projector 252x280x37 cm

La mostra ci offre una panoramica piuttosto esaustiva del lavoro di Erlich nel corso degli ultimi venticinque anni presentandoci 18 opere di diverso formato. Tra le più sorprendenti e significative voglio segnalare le seguenti.

Elevator pitch, costituita dalle porte metalliche di un ascensore che si aprono e richiudono di fronte a noi mostrandoci, di volta in volta, le immagini di diverse persone in varie e differenti situazioni.

The cloud, la raffigurazione di una nuvola che prende forma e volume attraverso la sovrapposizione di una serie di lastre di vetro stampate. Erlich spiega così la sua fascinazione nei confronti di questo meraviglioso aspetto della natura: «mi piace pensare che le nuvole siano una forma di arte primigenia. Prima di scolpire l'argilla o disegnare figure sulle pareti delle caverne, l'uomo ha immaginato di creare sculture con il vapore e il vento. Guardando il cielo non si può fare a meno di trovare, in maniera del tutto istintiva, una forma in una nuvola:

Leandro ErlichThe cloud (2021)
Leandro Erlich, The cloud (2021)
Digital ceramic ink printed on ultra-clear glass, wooden case, and LED lights. Dimensions variable and different series

un cane, una tartaruga, un volto, una barca. Per quanto gli artisti si siano chiesti spesso se un dipinto possa “esistere” senza qualcuno che lo osservi, è ovvio che le nuvole esistono senza bisogno di intervento umano».

The view, una video-scultura che ci permette di guardare da dietro una finestra le finestre di un condominio posto di fronte a noi. E in ciascuna di queste finestre vediamo scorrere, grazie a una serie di video, frammenti di vite altrui e ci abbandoniamo al voyeurismo che tutti noi abbiamo qualche volta sperimentato, più o meno volutamente, con quell'oscuro e misterioso compiacimento che si prova nel curiosare per un momento e di nascosto nella vita degli altri. Ci ritroviamo così a passare con lo sguardo da una finestra all'altra per assistere al litigio di due coniugi, ai festeggiamenti di un gruppo di giovani, alla prova abiti di due modelle, alla seduzione di un'avvenente segretaria da parte del suo capo, alla solitudine di un uomo solo che guarda annoiato la tv. Con la complicità di Erlich ci sentiamo un po' come James Stewart nel film di Alfred Hitchcock La finestra sul cortile.

Leandro ErlichClassroom (2017)
Leandro Erlich, Classroom (2017)
Two rooms of identical dimensions, wood, windows, desk, chairs, door, glass, lights, blackboard, school supplies and other classroom decorations, and black boxes. Dimensions variable

Classroom, un'installazione che ci proietta all'interno dell'opera e ci trasforma da spettatori a parti attive e integranti della stessa. Erlich ci introduce in uno spazio arredato solo con cubi e parallelepipedi neri, separato con una grande vetrata da un altro spazio che riproduce una vecchia aula scolastica abbandonata, con sedie e banchi di legno che ci riportano indietro al tempo della nostra infanzia. Muovendoci nella stanza vediamo la nostra immagine misteriosamente proiettata nell'aula e ci ritroviamo ad agire in essa come fantasmi del nostro stesso passato.

Global Express, un semplice finestrino di treno, forse di metropolitana di superficie, attraverso il quale vediamo scorrere il paesaggio urbano di tre grandi metropoli: New York, Parigi e Tokyo. Un viaggio fantastico e impossibile che ci consente, nelle intenzioni di Erlich, di «viaggiare senza muoversi» e di colmare in pochi minuti, alimentando un'affascinante forma di fantasia visiva, distanze insuperabili.

Staircase, la fedele riproduzione, a grandezza naturale, di un tratto di scala di un palazzo ruotata di novanta gradi a darci l'illusione, grazie al sapiente utilizzo di specchi, di sporgerci sopra un'infinita e vertiginosa successione di gradini.

  Hair Salon, la sorprendente riproduzione di due saloni di parrucchiere, minuziosamente arredati con tutti i loro accessori, con le tipiche poltroncine girevoli e con una serie di specchi appesi alle pareti, identici e posti uno accanto all'altro. Il visitatore è invitato a sedersi come fosse un normale cliente ma, una volta accomodatosi, guardandosi allo specchio, vedrà, in ragione della poltroncina scelta, la propria immagine riflessa oppure un altro visitatore che lo scruta sorpreso e perplesso. Il gioco degli specchi moltiplica all'infinito lo spazio espositivo dando forma e vita, grazie alla presenza dei diversi visitatori, a un nuovo e sempre differente labirintico universo.

Leandro Erlich, Bâtiment (2004)
Leandro Erlich, Bâtiment (2004) A building facade laid flat under a mirror suspended at a 45-degree angle Dimensions variable Fourteen different facades each specific to the city that hosted the temporary install

Bâtiment, l'installazione più famosa di Erlich. Creata in occasione della Nuit Blanche di Parigi nel 2004, è stata poi riproposta, in sempre nuove versioni, in tutto il mondo (Londra, Berlino, Shanghai, Pechino, Hong Kong, Tokyo, Seoul, Sydney, Houston, Buenos Aires, Montevideo). Si tratta di uno specchio di enorme dimensione posizionato in obliquo a 45 gradi sulla riproduzione della facciata di un edificio, coerente con l'architettura della città che ospita l'opera e completa di finestre, balconi, nicchie e decorazioni varie, posta orizzontalmente a terra. I visitatori si dispongono su tale facciata e si rivedono, grazie allo specchio, “appesi” alla stessa in posizioni acrobatiche e impossibili come in totale assenza di gravità. L'effetto è straniante e divertente e i visitatori che agiscono nell'opera diventano opera essi stessi nei confronti degli altri visitatori che li guardano e li fotografano. Si realizza così quanto affermato dal filosofo francese Michel : «Nello specchio mi vedo là dove non sono, in uno spazio irreale che si apre virtualmente dietro la superficie; io sono là, là dove non sono, una specie d'ombra che mi rimanda la mia stessa visibilità, che mi permette di guardarmi laddove sono assente: utopia dello specchio».

Il critico e curatore Jacopo Crivelli Visconti individua con precisione le caratteristiche salienti e i temi ricorrenti e maggiormente significativi nell'opera di Leandro Erlich: «il senso di inquietudine suscitato dall'inspiegabile dislocazione di alcuni particolari; il leggero sfasamento tra il mondo e la sua rappresentazione; la progressiva scoperta e comprensione da parte dell'osservatore del meccanismo che aziona la macchina e genera l'illusione; l'idea della creazione come processo al contempo scientifico e artistico, metodico eppure inevitabilmente alimentato dalla passione».

Le installazioni di Erlich vanno viste e vissute. La loro semplice descrizione risulta inevitabilmente povera ed estremamente riduttiva rispetto all'emozione che produce l'impatto con la loro realtà. Concludo tuttavia consigliando vivamente l'acquisto del catalogo della mostra che illustra, con un ricco corredo fotografico e nel miglior modo possibile, oltre a quanto presente nell'esposizione milanese, l'intera opera dell'artista argentino, consentendoci così di meglio conoscere una personalità geniale della quale sentiremo ancora molto parlare negli anni a venire.

GianLuigi Bozzi

Palazzo Reale – Milano
Leandro Erlich: Oltre la soglia
22 aprile – 4 ottobre 2023
Esposizione a cura di Francesco Stocchi realizzata da Comune di Milano, Palazzo Reale di Milano e Gruppo Arthemisia
Catalogo edito da Toluca Éditions (Paris, France)

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