L’emergenza ambientale resta ai margini della politica

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Nonostante i disastri e i lutti di questi giorni causati da eventi atmosferici catastrofici, soprattutto nel centro-nord, non c’è un dibattito serio sull’emergenza climatica e ambientale continuando a sottovalutarne le conseguenze. Quello che non si vuole accettare, nonostante le evidenze sui rischi di distruzione, è che va avviato un piano di riconversione dei modelli di produzione e consumo perché non si può più produrre a questi ritmi e soprattutto con queste modalità. E i fondi dall’Europa ce ne sono, non sono tanti ma nemmeno pochi. Non basta più riciclare ma la filiera deve prevedere il reso, non possiamo confezionare beni usa e getta ma da riparare, non costruire nuove strade ma diminuire le automobili, non costruire nuove ferrovie ma migliorare e rendere efficienti quelle che ci sono, l’energia solo quella da fonti rinnovabili e senza consumare altro terreno agricolo… Nel frattempo ogni Regione prova ad andare per la sua strada e il Governo vuole il tunnel sotto lo Stretto di Messina.

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