Leonardo. Le Opere

history 5 minuti di lettura

Il bel docu-film che non ha la pretesa di essere esaustivo su quelle che sono state le grandi opere di Leonardo, si concentra sulla produzione pittorica del grande genio anche nel rispetto del suo pensiero che riteneva la pittura la più grande delle arti umane, superiore anche alla scultura e sorella solo della musica. Per il grande genio la pittura riusciva a mostrare sia il visibile che l’invisibile.

Andrea Verrocchio e Leonardo da Vinci, Battesimo di Cristo, 1470-80, Uffizi Gallery, Google Art Project

Partiamo ripercorrendo gli anni dal suo apprendistato presso la bottega del Verrocchio e osservando alcune figure alle quali probabilmente Leonardo contribuì all’interno dei quadri del suo “mentor”.
Dobbiamo, ad onore del vero, sottolineare che il “povero” Verrocchio si poté fregiare dell’appellativo di “maestro” di Leonardo solo per un breve periodo; tale fu la bellezza del piccolo angelo dipinto da Leonardo ragazzo ne il  “Battesimo di Cristo” (1475) dove la mano di Leonardo è riconoscibile. Un abisso stilistico separa il suo angelo da quello dipinto dal Verrocchio.

L’analisi degli appunti di Leonardo ci introduce negli infiniti orizzonti dei suoi molteplici interessi, incontriamo la vita di un uomo che fu sempre inquisitoria, volta all’osservazione ed allo studio, testimonianza di ciò fu il continuo rimaneggiamento che subirono molte sue opere non essendo egli mai completamente soddisfatto del risultato finale.

Accompagnati dalla bella colonna sonora di canti gregoriani il docu-film ci trasporta da Firenze a Milano alla Francia, dalla corte dei Medici a quella degli Sforza fino al cospetto del sovrano di Francia Francesco I.
Un film documentario che ci consente di coprire grandi distanze: girato tra Russia, Germania, Francia, Italia, Stati Uniti, Inghilterra, Scozia, Polonia, tutte le opere di Leonardo sono state riprese “in situ” dal regista Phil Grabsky.

Madonna Litta di Leonardo da Vinci, Hermitage Museum, St. Petersburg ┬® EXHIBITION ON SCREEN

La produzione di Leonardo la si segue con l’avanzare delle committenze che gli verranno richieste. Per ogni ritratto veniamo condotti al cospetto di una dama come la bella e pare intelligente Cecilia Gallerani. Chi era costei? da quello che conosciamo era l’amante di Ludovico il moro, la Dama con Ermellino, ma cos’altro ci trasmette Leonardo con la sua perfetta ed enigmatica immagine? Intuiamo la riservatezza della dama e nel suo sguardo che sfugge allo spettatore l’indicazione forse data dal suo amante a Leonardo di non rendere accessibile l’anima dell’amata ad altri.

Ogni dipinto è accompagnato dagli interventi dei curatori dei musei o di critici d’arte di alto profilo. E così risulta stimolante e approfondito il confronto tra due dipinti: la “Madonna Benois” e la “Madonna Litta” entrambi presso il museo Ermitage di San Pietroburgo. Il raffronto ci fa scoprire ad esempio l’evoluzione della sensibilità di Leonardo che ne la Madonna Benois è rappresentata una giovane donna inconsapevole del futuro che ride apertamente rivolta verso il suo bambino, mentre ne la Madonna Litta scorgiamo un’immagine di donna malinconica quasi triste perché consapevole del destino che attende suo figlio.
Dettagliata anche la descrizione della Gioconda e dei continui rimaneggiamenti delle sue opere perché, come dicevamo, il Genio non era mai pago, sempre alla ricerca di una perfezione irraggiungibile.

Un uomo il cui genio ebbe la fortuna di essere riconosciuto e giustamente ricompensato dai suoi contemporanei e che non dimenticò mai di fare delle scelte dettate dal “mercato” delle committenze. Totalmente dedito ai suoi studi e alle sue attività scientifiche e artistiche, omosessuale e senza una famiglia che lo distraesse. 

Caso emblematico del suo essere empiricamente “business oriented” la scelta di creare una seconda versione della “Vergine delle rocce”, probabilmente nelle intenzioni dell’autore dedicata ad essere venduta; la prima versione era stata invece realizzata su commissione da parte di una confraternita religiosa milanese e si trova attualmente al Museo del Louvre, la seconda versione, visibile presso la National Gallery di Londra, nella quale il maestro modifica alcuni elementi, ma mantenendo la struttura della versione precedente.

Leonardo da Vinci, L’ultima cena

Ampio spazio è dato al Cenacolo vinciano, alla storia della sua elaborazione, ai materiali usati alla collocazione, ma soprattutto alle figure ivi rappresentate ed in particolare alle dinamiche relazionali tra gli apostoli, perché Leonardo non dobbiamo dimenticarlo, fu non solo uno straordinario anatomo, ma anche un profondo conoscitore delle emozioni umane e dei rapporti tra le persone, un antesignano in questo di Freud e Jung. La descrizione delle relazioni tra gli apostoli durante l’ultima cena permette allo spettatore di cogliere aspetti che sfuggono ai più. Come non riconoscere che nel gesto di Pietro che si porta verso Giovanni spingendo avanti Giuda una volontaria marginalizzazione di quest’ultimo rispetto al gruppo dei commensali?

Commovente la descrizione dell’ultima opera alla quale lavorò Leonardo, la sua Sant’Anna nella quale sul viso della Madonna diede le ultime pennellate della sua vita lasciandola incompiuta, nonostante ciò la bellezza della Vergine è meravigliosamente soprannaturale.

Il merito di questo docu-film è quello di portare la conoscenza delle opere di Leonardo al grande pubblico rendendo la loro bellezza fruibile, grazie anche ad una altissima definizione delle immagini, ad una platea trasversale per età e sdoganando la conoscenza dei dipinti del grande genio dalla possibilità che ciascuno spettatore può avere o non avere di viaggiare per poter ammirare queste opere nei grandi musei del mondo dove sono custodite.

Adelaide Cacace

Tra i vari interventi del docu-film, anche quelli di: Luke Syson – Direttore del Fitzwilliam Museum di Cambridge; Martin Kemp – Professore Emerito al Trinity College di Oxford; Larry Keith – Head of Conservation and Keeper della National Gallery di Londra; Mikhail Piotrovsky – Direttore del Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo; Andrzej Betlej – Direttore Museo Nazionale, Cracovia; Tim Marlow – Storico dell’arte e Direttore Artistico della Royal Academy of Arts di Londra.

Leonardo. Le Opere

13 14 e 15 gennaio 2020 al cinema
Una produzione Nexo Digital

newsletter mentinfugaIscriviti alla newsletter

-----------------------------

Se sei giunto fin qui vuol dire che l'articolo potrebbe esserti piaciuto.
Usiamo i social in maniera costruttiva.
Condivi l'articolo.
Condivi la cultura.
Grazie

Temi relativi all’articolo: