Letteratura, erotismo, pornografia: intervista a Izabel Nevsky

Izabel Nevsky

La società contemporanea è ben strana. Appare insanabilmente contraddittoria. Mentre in Francia nell'ultimo periodo centinaia di uomini hanno denunciato le violenze sessuali subite aggregandosi a difesa e promuovendo l'hashtag #MeTooGarçons [1], in Italia per Netflix – la società statunitense che dal 1997 opera nella distribuzione streaming via InterNET di film, serie televisive e altri contenuti d'intrattenimento a pagamento – si produce e “va in onda” Supersex, la fiction seriale sulla vita di Rocco Siffredi, noto pornoattore, con l'interpretazione di Alessandro Borghi.

Per certi versi, la società odierna quando s'esprime o affronta temi legati alla sessualità, all'erotismo ed alla pornografia – in un continuum linguistico e concettuale non del tutto giustificato -, si comporta come un insieme caotico o casuale di “contenuti” che si implicano incoerentemente, come una sorta di giustapposizione di immagini ed argomentazioni rappresentative del tema, che risultano essere un accostamento di elementi diversi diretto a produrre un effetto sarcastico o stridente, a volte, scandaloso, ma anche alla stessa maniera d'una consueta prassi per indurre la pubblica opinione in uno stato di palese incertezza su come comportarsi, valutare autonomamente e criticamente o reagire.

Si pensi alla decodifica dei “messaggi” pubblicitari, filmici, testuali ed ipertestuali a contenuto erotico-pornografico di ampia parte del pubblico adolescenziale, spesso lasciato privo di guida nell'esplorare l'intima dimensione della sessualità considerata non solo dal un punto di vista della maturazione fisica, ma anche da quello psicologico, formativo-comportamentale e dei modelli socio-culturali.

Alcuni studi dimostrano una progressiva perdita di capacità nelle relazioni interpersonali, una modificazione del tono dell'umore, una cognitività completamente orientata all'uso della rete e correlata all'alterazione del vissuto temporale; queste sono le caratteristiche comuni nei “dipendenti” da InterNET, con esiti devastanti nella psicopatologia web-mediata per quanto riguarda il comportamento giovanile nel dislocare il “desiderio” [2].

Ebbene, questa sorta di blob non televisivo, bensì tecnico-socio-culturale, annovera anche la erotica. In effetti, tale genere «ha sempre faticato a definirsi [… poiché è ancora] incerta tra un'accezione letterale, che tenderebbe a includervi tutto ciò che riguarda la sfera dell'èros, e una troppo angusta, dove è ammessa solamente la descrizione esplicita dell'atto sessuale» [3].

Pare che studi scientifici e tutta l'approfondita trattazione di Sigmund Freud, nell'ambito della psicologia individuale, non abbiano attecchito nel campo letterario specifico, ritagliandosi uno spazio occupato da una peculiare alchimia di elementi eterogenei: la trasgressione (a volte, simile a quella della convivialità dei bar), la morale (confusa, spesso, con il moralismo o con la “doppia morale”), il commercio (che non guarda in faccia a nessuno, vendendo anche “prodotti” tossici). In definitiva, a ben guardare il settore, si ricava una conferma: ad una domanda si risponde con un'offerta, più o meno adeguata. Distinguere tra pulsioni dell'Io, volte alla sopravvivenza dell'individuo, e pulsioni sessuali, rivolte all'oggetto e finalizzate alla continuazione della specie, non ha senso dentro la logica mercantile. Anche se le prime si manifestano sotto forma di interesse e solo le seconde si esplicitano sotto forma di libido, tutto sembra precipitare in una manipolazione particolare che amalgama la prestazione e l'uso dei genitali alle plurime e polifoniche manifestazioni di relazioni affettive ed amicali. Tutt'altro che la partecipazione divina alla creazione del mondo che la semantica del termine èros intende.
Un team di psicologi dell'Università del Nebraska ha rilevato – su un campione di 330 maschi di età compresa tra i 17 e i 54 anni – che l'età in cui i maschi si espongono per la prima volta alla pornografia può influire sui futuri rapporti con l'altro sesso. I risultati dello studio sono stati presentati nel corso del Meeting annuale dell'American Psychological Association, a Washington.

InterNET ha reso facilmente accessibile una grande varietà di materiale pornografico: arrivare a contenuti “01” è ormai molto facile, ed è un comportamento diffuso (anche, ma non solo), prevalentemente tra i giovani maschi, ma anche di parte – in veloce aumento – di donne lettrici (94%), eterosessuali (85%), oltre la metà con un'educazione superiore, un lavoro, una relazione stabile e perlopiù comprese tra i 21 e i 40 anni d'età, quindi non appartenenti esclusivamente al segmento giovanile femminile.

Uno studio del 2008 ha mostrato che l'87% dei giovani adulti guarda materiale pornografico, e la metà ne fruisce con cadenza quotidiana.

La forma letteraria della comunicazione erotica, sessuale e pornografica – tipicamente la scrittura che concorre a formare il “positive excitement“, la qualità più cercata nelle storie che vanno oltre tabù e cliché morali -, grazie all'e-commerce, al libro elettronico e al self publishing, è stata proposta da decenni e riassorbita da altri generi: dal romantasy soprattutto, e in parte dal fantasy e dall'horror. Il ritmo di crescita del pubblico destinatario di tali opere è in crescita – ci sono dati che mettono in correlazione gli anni pandemici con la più ampia fruizione di tali prodotti – tracciando nuove coordinate, non solo di mercato, di un genere che ha anche incrementato un pubblico-target [4], il quale a giudicare dai milioni e milioni di followers degli account di scrittori e scrittrici “di genere”, è ben più vasto del recente passato.

La letteratura erotico-pornografica è un mondo sul quale portare luce, fare ricerca [5], nella consapevolezza che, in moltissimi casi, il livello elaborativo stilistico e contenutistico è manifestamente scadente. In ogni caso, mai anteporre – metodologicamente – stereotipi interpretativi. A questo proposito, si propone una prima intervista, entrando nel vivo della creazione di contenuti erotico-pornografici, senza opinioni rigidamente precostituite e generalizzate, prescindendo dalla valutazione del singolo caso ed evitando d'essere frutto di un antecedente processo d'ipergeneralizzazione e ipersemplificazione, ovvero un inservibile risultato d'una falsa operazione deduttiva.

Con questa motivazione, ci si approccia a Izabel Nevsky. Avvicinarsi all'autrice di “Inside me.  Intervista impudica a un'autrice senza vergogna”, ultima fatica della Nevsky (pubblicato in formato ePub, mobi, pdf, Kindle ed in vendita dal 12 Marzo 2024 sulla piattaforma di commercio elettronico Amazon.com), equivale ad entrare in un intrigante mistero.

Sulla rete, Nevsky è presente [6]. Il mantra, ovunque ripetuto nei vati web site e grazie ai profili proposti sui social network, l'autodescrive così: «Il mio nome è Izabel Nevsky. Sono nata a Kaliningrad il 21 marzo del 1990. Mio padre era un ufficiale russo di marina e mia madre un'insegnante e traduttrice italiana, originaria di un piccolo paese della Sicilia. Con questo nuovo romanzo voglio mettermi a nudo di fronte ai lettori, rispondendo alle numerose domande che mi rivolgete in privato. È l'occasione per raccontare qualcosa in più della mia vita intima e privata. Spero che queste confessioni possano mettere fine alle continue richieste di informazioni che mi arrivano su Messenger, distogliendomi dalla scrittura». Non si vuole interferire con questa narrazione, probabilmente frutto d'una strategia editoriale.

Il cognome, vagamente, riconduce all'asse urbanistico della Prospettiva Nevskij della bella San Pietroburgo, densa di storia, ed alla struggente omonima canzone Prospettiva Nevski di Franco Battiato (nell'album Pastriots, 1980). Eppure non c'è certezza su quanto di Izabel Nevsky viene divulgato. Rischiando la blasfemia, è possibile accostare la sua vicenda all'identità ancora oggi sconosciuta di Elena Ferrante, il più grande rebus della narrativa italiana contemporanea, autrice del best seller L'Amica geniale, del tutto anonima al momento risulta ia più.

Izabel Nevsky potrebbe essere anche una presenza del tutto virtuale, simile a quanto sta accadendo negli ultimi mesi con il moltiplicarsi degli account di influencer virtuali, generati grazie all'intelligenza artificiale: dalle content creator con oltre 300 mila follower come Emily Pellegrini ad Aitana Lopez, fino alle italiane Rebecca Galani e Francesca Giubelli.

Intenzionalmente, si lascia l'aura misteriosa o di venerazione o di innocenza intorno ad Izabel Nevsky, non svelando niente che non sia accertato. Del resto, aura ha come primo significato “brezza”, “venticello”. Izabel Nevsky è soprattutto questo: uno zefiro che scuote; come nella mitologia greca, pare essere la personificazione del vento che soffia da ponente soprattutto in primavera, considerato dai Greci figlio di Astreo e di Eos. I racconti di Izabel Nevsky fanno venire la pelle d'oca, suscitano un tumulto emotivo indotto da eccitazione, soggiogati da una spinta libidica improvvisa, imprevedibile, crescente pagina dopo pagina.

L'autrice pur incorporando un'enigmatica personalità, è scrittrice comprensibilissima nelle sue opere – ad oggi annovera nove libri – quattro delle quali appaiono come un vero e proprio sequel, ciascuna completa in sé, ma che può essere considerata come una ‘puntata' di un ciclo, non a caso i libri sono intitolati Fragole. I miei peccati, Volumi digitali I, II, III e IV (Giugno 2020). Una ciliegia tira l'altra è il detto originario, ma grazie alla licenza poetica, funzionale a rendere il suo componimento più incisivo, le fragole in questione, profumate e gustosissime alludono palesemente alla qualità o alla condizione di ciò che è o si ritiene peccaminoso, ma intensamente ricercato e liberato da sensi di colpa, da inibizioni morali, rendendo la trama un percorso – tra l'inferno ed il paradiso dantesco – nel quale i comportamenti sensuali non sono affatto dissoluti, semmai occasioni di apprezzamento del Sé.

Izabel Nevsky ExhibitionIn realtà, quasi a tutte/i sarà capitato di mangiare una ciliegia e poi scoprire di desiderarne un'altra e un'altra ancora. Il sesso morigerato per Izabel Nevsky è un nonsense. Lo si capisce leggendo il suo OmOsapiens – il testo è riservato al solo pubblico adulto -, pubblicato in formato Kindle, in coerenza con i contenuti di racconti d'esordio  Fragole e Exhibition, dei quali sono disponibili, su vari web site, ampi stralci.

Volendo inoltrarci nel suo immaginario, chiediamo direttamente ad Izabel Nevsky:
Cosa ti ha spinta a scegliere la letteratura erotica?
Non ho mai pensato di scrivere dei libri, almeno finché un amico, che conosceva i miei trascorsi a Kaliningrad, mi ha suggerito di tradurre i diari di ragazza e trasformarli in romanzi. Si è trattato quindi di una scelta obbligata.

(Sui “trascorsi a  Kaliningrad”, non esplicitati, riscontriamo una prima manifestazione dell'arcana biografia. Ci confida solo che ha 34 anni.)

Hai delle abitudini particolari durante la scrittura?
I primi quattro romanzi sono semplicemente la traduzione dei miei diari, come ho spiegato prima, unitamente alla cronaca dei miei anni passati in Italia, prima ad Agrigento e poi a Milano per l'università. Gli ultimi sono invece frutto della mia crescita personale e sessuale di questi ultimi anni.

Cosa vi è nella tua narrazione dell'esperienza personale e di autobiografico?
A parte due romanzi, nati da esperienze non vissute in prima persona (Ménage à trois e The Best) tutti gli altri sono saldamente e volutamente autobiografici.

Che messaggio vuoi lanciare con i tuoi libri?
È difficile scrivere un libro cercando di racchiudere nel testo un messaggio per gli altri. Mi accontento di raccontare le mie storie e lasciare ogni giudizio a chi legge. Se questo mi rappresenta come una ragazza sessualmente libera, non ho niente in contrario.

(In queste risposte ricaviamo conferma della simbiosi tra “vita” e “istinto narrativo” e dell'importanza, per una scrittrice, di lasciar generare dalle esperienze personali l'ispirazione fondamentale per la scrittura.)

Come mai la letteratura erotica, nonostante un'autorevole tradizione [7], è misconosciuta, è un prodotto di “nicchia”?
Chi mi ha introdotto alla scrittura della “letterature erotica” non la considera un prodotto di nicchia. Sono d'accordo con lui e con chi lo definisce un “genere sommerso”, perché non raccoglie ufficialmente molti pareri favorevoli, però allo stesso tempo crea un grosso indotto nascosto, fatto di un sostanzioso numero di lettori e lettrici, che ovviamente non vogliono apparire.

(Altro enigma: “chi” l'ha introdotta nell'editoria, consapevole dei possibili fatturati del settore?)

Perché in alcuni tuoi scritti ti descrivi come una donna tutto sommato insoddisfatta?
Non sono una ragazza insoddisfatta (non mi considero ancora una donna). Se dalle mie storie emerge questa sensazione è perché il mio modo di vivere appare molto intenso. In verità sono una ragazza come tante altre, che si ritaglia qualche avventura nei momenti in cui avverte la necessità di uno sfogo. Anche sessuale … perché no?

(Sicuramente disinibita.)

Quando scrivi un nuovo libro hai già tutta la storia in mente o la elabori strada facendo?
Essendo storie che ho vissuto in prima persona (o sto vivendo) la stesura avviene sotto dettatura dei ricordi e delle sensazioni ancora calde che mi sono rimaste cucite addosso. Un chiaro esempio è “Rosa e le sue spine” frutto di un mio recente viaggio in Sicilia. Nella pratica, la trama non può essere che un semplice e diretto resoconto dei fatti.

Izabel Nevsky Fragole 1Qual è il libro più intrigante che hai scritto?
Fragole, (Vol 1), è sicuramente il romanzo che ha avuto un impatto più forte sui lettori e di conseguenza anche su di me. Era la prima volta che raccontavo pubblicamente i miei primi approcci col sesso e le conseguenze si sono rivelate inaspettate. L'improvvisa “popolarità” mi ha costretta a tradurre il mio profilo Facebook in italiano, per poter rispondere direttamente alle richieste di amicizia che prima rifiutavo. A distanza di qualche anno credo che i romanzi che ho scritto in questi ultimi mesi siano più inerenti alla mia sessualità odierna.

Come hai scoperto la tua passione per la letteratura erotica ? Come l'hai coltivata?
Sin da ragazzina ho sempre tenuto un diario coi piccoli peccati che vivevo in quel periodo e mi piaceva rileggerli, perché mi restituivano una prurigine a cui non sapevo resistere. Quando li ho pubblicati, ogni sensazione si è amplificata in modo esponenziale.

Cosa ti aspetti dalla carriera di scrittrice?
Sono molto pragmatica, per cui rispondo semplicemente che mi aspetto semplicemente di continuare a pagare l'affitto.

Che differenze ci sono nello scrivere libri per tutti o per adulti?
Non ho mai scritto libri di genere diverso dall'erotico. Presumo che sia necessario inventare una storia di fantasia e questo non lo so proprio fare. Più che una scrittrice, mi sento una cronista della mia vita di tutti i giorni. In Ménage à trois e The Best ho raccontato storie vissute da altri, ma proprio per questo sono romanzi che sento meno miei.

(Una “diretta” dalla camera da letto o ovunque sia possibile un orgasmo.)

Che cosa ti trasmette l'idea di eccitare sessualmente i lettori?
Credo che eccitare sia principalmente una fonte di autoeccitazione. Lo è nell'amore, e quindi lo è anche nel rapporto passionale e sessuale. Nella scrittura si crea inizialmente un legame a distanza, che in seguito diventa palese quando il lettore mi comunica i suoi stati d'animo. Nei miei libri lascio sempre il mio contatto diretto proprio per avere un riscontro oggettivo dei miei testi.

(Dunque, prevede il contatto, si dispone ad esso.)

Come è cambiata la tua vita scrivendo?
Non è cambiata affatto, se non per qualche insignificante vantaggio di notorietà che mi ha facilitato l'ingresso in alcuni ambienti esclusivi (oltre a pagarmi l'affitto).

In che modo i social network posso favorire la promozione di tale scelta letteraria?
Nel mio caso, Facebook è stato (e lo è tuttora) l'artefice del piccolo successo che i miei romanzi hanno ottenuto. Mi basta “postare” l'anteprima del nuovo libro per ottenere un picco considerevole delle pagine lette su Kindle Unlimited di tutti gli altri.
Gli svantaggi riguardano invece le numerose richieste private in cui mi vengono poste domande che spesso non hanno altro scopo che sondare la mia sfera intima e sessuale. Ho sfruttato questa curiosità per pubblicare una specie di “intervista” composta da tutti i quesiti ricevuti. È disponibile da pochi giorni è ha già superato le 40.000 pagine lette su Unlimited. Si chiama Inside me.
Grazie per l'intervista. Riconoscente davvero.

Giovanni Dursi

[1] Il movimento, in realtà, nasce nel 2017 dalle accuse femminili rivolte al produttore cinematografico americano Harvey Weinstein. #MeTooGarçons (“garçons” vuol dire “ragazzi”) è sostenuto anche da alcuni movimenti femministi ed è diventato l'occasione per mettere in discussione diversi luoghi comuni sulla virilità e sulla sessualità maschile.
[2] Da segnalare, tra l'altro, che dal 2016 c'è la presa incarico di un numero crescente di patologie legate alla grande diffusione di InternìNET e delle applicazioni digitali da parte del Centro pediatrico interdipartimentale per la Psicopatologia da web del Policlinico “Gemelli” di Roma e della Facoltà di Medicina e chirurgia dell'Università Cattolica: aiuta i giovani e i giovanissimi che fanno uso eccessivo e scorretto dell'I. and C. T.; smartphone, tablet e pc nascondono rischi sul fronte dello sviluppo cognitivo, della salute psichica, ma anche del comportamento e di tipo più prettamente fisico. È accertato che oltre il 22% dei giovani che frequentano le scuole superiori presenta un rapporto disfunzionale con il web.
[3] Definizione tratta dalla Voce Letteratura erotica dell'Enciclopedia Italiana Treccani – VII Appendice (2006), a cura di Carlo D'Amicis.
[4] Di questo pubblico si interessa per la prima volta «Chi legge i romanzi erotici contemporanei e perché ?» il primo interessante studio empirico sull'argomento, pubblicato nel 2021 da Nature, sulla base di un'inchiesta condotta in Germania con metodo e rigore, proprio su questo lettorato.
[5] Interessanti, a questo proposito, alcuni articoli pubblicati da fanpage.it: Il porno è pericoloso per gli adolescenti? I rischi per la salute sessuale e mentale, intervista alla Dott.ssa Maria Claudia Biscione, a cura di Francesca Parlato, 7 Gennaio 2022; Adolescenti e porno, l'esperto spiega i rischi: “Mancano gli strumenti per capire il materiale più estremo”, intervista al Dottor Matteo Merigo, a cura di Giusy Dente, 6 Marzo 2024; Sesso e magia, il 2024 è l'anno dei libri Romantasy che uniscono fantasia ed erotismo, a cura di Giusy Dente, 17 Marzo 2024.
[6] Qui, il web site personale che rende disponibile un insieme dei i suoi libri.
[7] A titolo d'esempio, si citano: Emmanuelle, romanzo del 1967 di Emmanuelle Arsan; Histoire D'O, del 1954 di Pauline Réage; L'amante di Lady Chatterley, del 1928 di David Herbert Lawrence; Il delta di Venere, la raccolta del 1977 di 15 racconti erotici di Anaïs Nin; L'amante, del 1984, il romanzo della scrittrice francese Marguerite Duras; Le mille e una notte, titolo di una raccolta anonima che risale al X secolo, composta da novelle arabe di varia origine (egiziane, mesopotamiche, persiane, indiane); molteplici sono stati gli autori e molto varia è anche l'ambientazione storico-geografica; Le età di Lulù, del 1989, primo romanzo della scrittrice spagnola Almudena Grandes; Lolita, romanzo di Vladimir Vladimirovič Nabokov del 1955; I romanzi maledetti di Donatien-Alphonse-François de Sade (1787-1804); Tropico del Cancro, il romanzo di Henry Miller pubblicato prima in Francia nel 1934.

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