Alfabeto letture alternative: Errico Buonanno

Errico Buonanno Teresa sulla luna
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“So che i racconti sono stati l’intima essenza e la sostanza di nonna, il modo che aveva per resistere, e rendere belli i fallimenti e le perdite, rendere dolci le banalità del passato. E ora che resta la realtà, ora che ho visto dove vanno a parare le storie, gli amori e i successi, questa magra biografia di un’artista è di più: è un resoconto, una confessione, una cronaca.”

Errico Buonanno Teresa sulla LunaErrico Buonanno è uno scrittore, giornalista, autore radiofonico e televisivo e traduttore nato a Roma nel 1979.
Nel 2009 pubblica un interessantissimo libro dal titolo Sarà vero. Falsi, sospetti e bufale che hanno fatto la storia, con il quale ci accompagna, in maniera leggera ma estremamente documentata, in un viaggio alla scoperta di falsi storici tanto diffusi quanto incredibili. Nel 2019, Errico Buonanno ci sorprende con Teresa sulla luna, un libro nel quale racconta “vita, musica e peccati” della amata/odiata nonna Teresa Piserchia. Un personaggio (forse) inventato e millantatore del quale è impossibile non subire il fascino che sanno sprigionare i sognatori che vivono i propri sogni come se fossero la propria realtà. Teresa è un vulcano, una forza della natura inarrestabile, una donna che tutto ha visto e conosciuto; una perfida e nel contempo innocente manipolatrice, un’affabulatrice e una mitomane con la quale è impossibile discutere che coinvolge il nipote nel suo mondo di illusoria grandezza provocandogli solo disincanti e frustrazioni dalle quali risulterà difficile liberarsi.

Un libro divertentissimo e ironico che riesce, fra le righe e con il sorriso sulle labbra, a farci riflettere sul senso della vita e sull’importanza del sogno, sulla difficoltà di distinguere ciò che è vero da ciò che vorremmo fosse tale, sul fallimento delle illusioni e sul dolore del disincanto.

 

 

Alla lettera B di questo alfabeto come alternativa la mia proposta è

Aldo Busi
“Che resta di tutto il dolore che abbiamo creduto di soffrire da giovani? Niente, neppure una reminiscenza. Il peggio, una volta sperimentato, si riduce col tempo a un risolino di stupore, stupore di essercela tanto presa per così poco, e anch’io ho creduto fatale quanto si è poi rivelato letale solo per la noia che mi viene a pensarci.”

Aldo Busi, nato a Montichiari nel 1948, scrittore, traduttore e opinionista, può essere considerato il più importante scrittore italiano contemporaneo. Certamente il più grande per lessico e sintassi, in possesso di una prosa sontuosa, barocca, dotta, ridondante. E nel contempo, quando occorra, popolare e rozza, finanche volgare, di una ricchezza e raffinatezza che non conoscono rivali. Lui stesso ha avuto modo di affermare: “Il mio stile è tale, non credo si possa imitare, perché, di sintagma in sintagma, resta una meraviglia imprevedibile per me per primo.”
Con i suoi romanzi, che appaiono a volte crudelmente autobiografici, ha tracciato un ritratto impietoso degli atavici difetti del nostro paese, dalla corruzione al finto moralismo, dall’ipocrisia catto-clericale al conformismo e al razzismo più o meno latente. Purtroppo il suo straripante egocentrismo, la sua bulimia creativa e le inevitabili ingiurie dell’età gli hanno fatto perdere progressivamente lo smalto dei suoi primi folgoranti libri e lo hanno ridotto spesso a un’inutile ripetitività, trasformandolo suo malgrado nella triste caricatura di se stesso. Restano comunque imprescindibili almeno i suoi primi tre libri: Seminario sulla gioventù (1984), Vita standard di un venditore provvisorio di collant (1985) e La Delfina bizantina (1986).

GianLuigi Bozzi

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La stesura di questo Alfabeto non ha alcuna particolare pretesa.
Vuole solo essere un gioco, un espediente per ricordare e segnalare autori e titoli che ritengo validi.
Ho volutamente privilegiato, salvo rare eccezioni, autori italiani tra i meno celebrati e, per tener fede alla contemporaneità, ho segnalato solo libri pubblicati negli ultimi trent’anni.

 

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