Alfabeto letture alternative: Tullio Avoledo

Tullio Avoledo L'elenco telefonico di Atlantide
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“Le assemblee del Nobile, per chi vi partecipi, sono un evento paragonabile alle mitiche adunate dei guerrieri nordici…
Sono eventi da Jurassik Park, in cui riti e vocaboli di un’era perduta (quella dei comitati di quartiere e dei consigli di classe) sopravvivono e prosperano, anche se per l’effimero spazio di poche ore.
Sarà per questo che i protagonisti ci tengono a prolungare l’assemblea oltre ogni limite di resistenza umana. È come quando tiri fuori una pelliccia gli ultimi giorni d’inverno. Ti viene la smania di usarla anche se comincia già a fare caldo.”

L'elenco telefonico di Atlantide Tullio AvoledoTullio Avoledo nasce nel 1957 a Valvasone, in Friuli. Si laurea in giurisprudenza, collabora a vario titolo con la stampa locale e, nel 1991, inizia infine a lavorare nell’ufficio legale della Banca Popolare FriulAdria di Pordenone.
Evidentemente non a caso il protagonista di questo suo primo romanzo L’elenco telefonico di Atlantide, pubblicato nel 2003, è il legale di una piccola banca friulana in procinto di essere assorbita da parte di una multinazionale il quale vede la sua banale e tranquilla vita lavorativa sconvolta da una serie di avvenimenti sempre più incredibili e misteriosi. Dapprima la minaccia di un trasferimento a Milano o della perdita del posto di lavoro, quindi l’inaspettata avventura erotica con la nuova responsabile del personale con conseguente crisi familiare e cacciata da casa. Infine l’incontro con alcuni strani e inquietanti personaggi che gli rivelano i misteri riguardanti il condominio Nobile nel quale vive e nei cui sotterranei potrebbe celarsi addirittura l’Arca dell’Alleanza, concupita da un gruppo di loschi figuri che intendono ripristinare il dominio degli dei dell’antico Egitto.

Tullio Avoledo non ci fa mancare nulla: dalle dotte quanto improbabili disquisizioni e ricostruzioni storiche ai reperti di una serie di universi paralleli; dalle peregrinazioni di ex criminali nazisti e di sopravvissuti ai campi di sterminio alla scoperta di una fonte dell’eterna giovinezza e a una sequenza di colpi di scena degni di un nuovo capitolo della saga di Indiana Jones (che viene infatti più volte citato nel libro).
Insomma una vicenda ai confini della realtà, un groviglio narrativo a volte un po’ confusionario ed esagerato ma sempre avvincente, ironico e divertente. Una lettura disimpegnata ma apprezzabile per lo stile e soprattutto per la sfrenata fantasia.

Avoledo pubblicherà nel 2004 altri due romanzi, ancor più decisamente ucronici e distopici, che meritano una segnalazione: Il mare di Bering e Lo stato dell’Unione.

 

Nel caso la fantascienza proprio non vi piaccia e siate alla ricerca di una lettura più seria e impegnata vi segnalo un’alternativa.

Bruno Arpaia

E poi, sempre lo stesso incipit, sempre la stessa fine: quella che ci sconfigge inevitabilmente, tutti. Quella che ci trasforma, comunque ci sia andata, in dei perdenti. Tutto sta a perdere con qualche dignità…. Alla finfine, conterà soltanto non morire vergognandosi di quello che si è stati.

Bruno Arpaia, nato a Ottaviano, in provincia di Napoli, anch’egli nel 1957, giornalista e importante traduttore di narrativa spagnola e sudamericana, ha pubblicato questo libro nel 2006.  È il racconto corale del percorso di formazione di un gruppo di ragazzi in un paesino del sud Italia negli anni 70.
Attraverso la rappresentazione delle loro idee, delle lotte politiche, degli entusiasmi e delle paure, delle speranze e delle delusioni, delle loro vicende intime e personali, Arpaia ci offre il ritratto di una generazione che si illudeva di cambiare il mondo e che è stata inesorabilmente sconfitta. Un libro serio e’ meditato, ma mai noioso, per riflettere su un decennio importante della storia italiana e sul fallimento e tradimento degli ideali.

GianLuigi Bozzi

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La stesura di questo Alfabeto non ha alcuna particolare pretesa.
Vuole solo essere un gioco, un espediente per ricordare e segnalare autori e titoli che ritengo validi.
Ho volutamente privilegiato, salvo rare eccezioni,  autori italiani tra i meno celebrati e, per tener fede alla contemporaneità, ho segnalato solo libri pubblicati negli ultimi trent’anni.

 

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