Libano: esplode la rivolta e inizia la ridda di ipotesi sull’esplosione

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In Libano la situazione sta precipitando. Mentre continua la conta dei morti (158 quando scriviamo), di aiutare feriti (circa 6.000) e le centinaia di migliaia di sfollati, la rabbia dei libanesi è riesplosa con una rivolta che è arrivata al Parlamento e ai ministeri. Una rivolta iniziata mesi fa contro l’élite politica ed economica che non ha saputo dare una vita accettabile a molti cittadini lasciandone oltre la metà nell’indigenza. Ora è iniziata la ricerca delle responsabilità e delle colpe per quella tremenda deflagrazione che ha raso al suolo una parte della città. Inevitabile per il Libano, crocevia di interessi, l’allargarsi del campo delle ipotesi. Oltre alla probabile incuria iniziano a parlare di attentato (Trump ha parlato di attacco), missile israeliano su un bunker di Hezbollah, armi (magari iraniane) esplose insieme al nitrato. Ipotesi che, come spesso accade in questi casi, sono utilizzate ad uso e consumo dei contendenti. Per ora la priorità deve restare quella di aiutare i libanesi in questa immane catastrofe evitando di approfittarne.

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