Libano. La priorità ora sono gli aiuti internazionali

libano beirut esplosione
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La devastazione seguita allo scoppio (3,5 gradi della scala Richter) delle 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio nella zona del porto di Beirut è di dimensioni immani, a maggior ragione per un paese come il Libano. Si continua a scavare mentre si piangono 135 morti, secondo il Ministero della Salute libanese, e si prova a dare soccorso, che diventa sempre più complicato dato l’affollamento delle strutture sanitarie, agli oltre 5.000 feriti. Alla morte e distruzione si aggiungono anche le oltre 300.000 persone che hanno perso la casa in pochi istanti.
Non è il momento di soffermarsi sulla ricerca dei colpevoli ma quello di un aiuto immediato da parte della Comunità internazionale perché il Libano non può affrontare da solo questa catastrofe. Prima di essa aveva già dichiarato bancarotta non potendo restituire 1,2 miliardi di dollari di obbligazioni emesse in valuta estera. E aveva oltre la metà della popolazione in condizioni di povertà.

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