Libia, la guerra nel paese dei porti sicuri

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In Libia l’escalation militare continua a crescere. Le notizie si rincorrono circa la presa dell’aeroporto internazionale di Tripoli (chiuso dal 2014) da parte delle forze del generale Khalifa Haftar. Quindi la guerra è a una ventina di chilometri dalla capitale. Per ora sono cadute nel vuoto le richieste dei membri del Consiglio di Sicurezza dell’Onu e della Commissione europea. La Libia è troppo divisa da interessi locali connessi, influenzati o anche manovrati dall’esterno a partire dall’Egitto per finire alla Francia, all’Italia passando per i sauditi.
Questa è la Libia da diversi anni, una guerra continua. A morte e distruzione per i libici si aggiungono quelle dei migranti. Il governo continua a considerarlo porto sicuro, mentre l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) spiega come durante gli scontri avvenuti nell’agosto 2018, più 14 mila civili furono sfollati e oltre 2 mila migranti coinvolti in scontri.

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