Libri da ardere di Amelie Nothomb

Elio De Capitani Angelo Di Genio Carolina Cametti in Libri da ardere
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Libri da ardere” è l’unico testo che la scrittrice belga Amelie Nothomb abbia scritto specificatamente per il teatro sulle dieci drammaturgie teatrali ispirate ai suoi libri. Quasi tre decenni sono trascorsi da quando Amelie Nothomb lo ha consegnato alle stampe eppure l’impianto della storia è più che mai attualissimo. E infatti ne è stato proposto un nuovo allestimento – rispetto alla versione del 2006 al teatro Elfo Puccini – sempre con la regia di Cristina Crippa. La regista dirige ancora il compagno Elio De Capitani nell’interpretare il ruolo del professore proprietario dell’appartamento nel quale si svolge l’intera rappresentazione, cambiati invece gli altri due interpreti, vale a dire Angelo Di Genio nel ruolo che fu di Corrado Accordino e Carolina Cametti in quello che fu di Elena Russo Arman.

Durante un conflitto in un freddo inverno, in una città assediata un professore di letteratura con una casa ricolma di libri ospita il suo assistente universitario e l’ultima fidanzata di lui, Marina. La ragazza magrissima è ossessionata dal freddo che la perseguita, non desidera altro che utilizzare i libri della casa come combustibile nella stufa per riuscire ad ottenere un minimo di conforto. L’unico luogo ancora caldo della città risulta essere la biblioteca dell’Università dove tubi bollenti attraversano i muri, ma a causa dei cecchini è diventato un luogo irraggiungibile. Il professore è  un barone dell’Università e per vanità intellettuale, in passato, ha costretto i suoi studenti allo studio di autori ostici. Il suo assistente ha usato invece la sua posizione per sedurre e poi sistematicamente abbandonare le studentesse con le quali ha intrattenuto relazioni sentimentali. Marina sembra uscita da una fiaba dark; una piccola fiammiferaia moderna propensa a bruciare tutti i libri in un’unica fiammata pur di poter avere caldo una sola volta senza voler pianificare una sopravvivenza dei giorni successivi; in lei troneggia la frenesia giovanile del qui ed ora e l’indifferenza all’idea di una morte imminente. Il professore è un uomo maturo per il quale invece pianificare la sopravvivenza ha molta importanza, egli ha l’attaccamento alla vita propria dei vecchi. Vivere l’obbligata convivenza in una situazione di guerra fa saltare qualunque convenzione sociale fra i tre. L’unica priorità è la sopravvivenza; le relazioni sociali, i ruoli, l’etica delle proprie scelte, la fedeltà, la deontologia professionale, tutto scompare dinanzi all’urgenza del sopravvivere. Marina accetta di farsi sedurre dal professore per avere un corpo con il quale potersi scaldare. Il professore intraprende con i due quello che inizialmente sembra un gioco intellettuale volto a distinguere tra i libri che possono diventare combustibile e quelli qualitativamente superiori che devono essere risparmiati o meglio bruciati per ultimi e che forse potrebbero salvarsi se la guerra finisse.

Carolina Cametti e Elio De Capitani in Libri da ardere
Carolina Cametti e Elio De Capitani in Libri da ardere. Foto Luca Del Pia

Anche “Libri da ardere” come gli altri testi della Nothomb cela significati ed interrogativi profondi nascosti nelle metafore del racconto. Questo probabilmente anche il motivo del successo di questa scrittrice ed in effetti lo spettatore non può non chiedersi uscendo dalla sala: in cosa risiede l’essenza della nostra umanità se la priorità della sopravvivenza fa saltare ogni schema nelle nostre relazioni? Quando si rinuncia anche alla cultura che cosa rimane dell’ homo sapiens? O meglio rimane qualcosa?

La stanza dove si svolge la pièce si svuota progressivamente dei libri che la ricoprivano nella scena iniziale fino a rimanere spoglia mentre una tormenta di neve irrompe attraverso la porta rimasta aperta dopo che l’ultimo libro è arso. Marina è andata via incontro ad un inevitabile destino, il professore è rimasto solo ed è in preda ad una risata demoniaca.

Una coppia collaudata quella composta da Elio De Capitani e Angelo Di Genio che aveva già funzionato benissimo nella produzione di successo “Angels in America” di Kushner andato in scena qualche anno fa. Una coppia alla quale si è aggiunta Carolina Cametti brava nel mostrarsi esile e annichilita nella volontà dal freddo che prende il sopravvento in lei su qualunque altra considerazione di opportunità e ragionevolezza.
C’è in questo soggetto, in questo verbo, in questo complemento, in questo avverbio, c’è qualcosa, qualsiasi cosa che valga una bella fiammata dentro una stufa?“, Libri da ardere di Amelie Nothomb

Adelaide Cacace

Teatro Elfo Puccini
fino al 10 Aprile
Libri da ardere
di Amélie Nothomb © Editions Albin Michel
traduzione Alessandro Grilli
regia
luci di Nando Frigerio
con  Elio De Capitani, Angelo Di Genio, Carolina Cametti
assistente alla regia Alessandro Frigerio
coproduzione Teatro dell’Elfo e La Corte Ospitale
Nuovo allestimento – Lo spettacolo ha debuttato al Festival Asti Teatro ’06 con Elena Russo Arman nel ruolo di Marina e Corrado Accordino nel ruolo di Daniel.

durata 1h e 30 minuti

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