La Repubblica italiana riconosce la LIS

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La Camera ha finalmente approvato la conversione in legge del Decreto Sostegni, che all’Articolo 34-ter “riconosce, promuove e tutela la lingua dei segni italiana (LIS) e la lingua dei segni italiana tattile (LIST)”. Era il 25 maggio del 2011 quando si svolse a Roma una grande manifestazione nazionale di protesta a seguito della decisione di sostituire il termine LIS, Lingua dei Segni Italiana, con l’acronimo LMG, linguaggio mimico-gestuale, andando a sminuire il valore della lingua propria dei componenti della comunità sorda segnante. Dopo 10 anni di lotte, manifestazioni e petizioni, l’Italia colma il grave ritardo che l’aveva portata ad essere l’ultimo dei Paesi in Europa a non aver riconosciuto la propria lingua dei segni nazionale. La legge identifica le figure professionali dell’interprete LIS e dell’interprete LIST e con successivo decreto definirà anche i percorsi formativi per l’accesso a queste professioni nonché le norme transitorie per chi già le esercita. Nel testo si fa riferimento anche al fatto che le pubbliche amministrazioni dovranno favorire l’accessibilità dei propri servizi promuovendo “la diffusione dei servizi di interpretariato in LIS e in LIST, la sottotitolazione e ogni altra modalità idonea a favorire la comprensione della lingua verbale nonché iniziative di formazione del personale“. La battaglia per il rispetto dei diritti non finisce certo qui e occorrerà vigilare affinché dalla legge si passi ai fatti.

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