Lo sciopero generale contro la Legge di Bilancio 2022

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Nei giorni scorsi CGIL e UIL hanno dichiarato lo sciopero generale per il 16 dicembre prossimo per protestare contro la proposta di legge di bilancio 2022 ritenuta a dir poco insoddisfacente in ogni suo comparto, dopo un lungo e serrato colloquio già il 2 dicembre scorso per tentare di rivedere alcuni dei punti della manovra.
A tale iniziativa, non si è allineata la CISL che per bocca del suo Segretario ne ha spiegate le ragioni: ”la Cisl considera sbagliato ricorrere allo sciopero generale e radicalizzare il conflitto in un momento tanto delicato per il Paese, impegnato ad affrontare una pandemia che non molla la presa e teso a consolidare i segnali positivi di una ripresa economica e produttiva che necessita di uno sforzo comune per essere resa strutturale” [1].
Sostanzialmente, le misure sulle quali i sindacati si sono scontrati con il governo Draghi, riguardano la decisione di abbassare l’Irpef e il quantum di risorse stanziate per limitare l’aumento del costo delle bollette energetiche, ritenuto insufficiente, e proprio su questo versante si attendono nel Consiglio dei Ministri di oggi pomeriggio nuove indicazioni.

Sul primo punto i sindacati  hanno evidenziato  una riduzione delle aliquote agganciate ad una rimodulazione delle fasce di reddito; si tratta di un pericoloso combinato disposto che non genererà risparmi alle fasce con i redditi più bassi.
Il più colpito sarà soprattutto il ceto medio, quello cioè che ha un reddito lordo annuo compreso fra i 28.000 e i 50.000 €, perché si andrà a conteggiare un risparmio di circa 320 euro all’anno – per chi però ha un reddito di 30.000 € – fino ad un massimo di 920 € per chi può vantare un reddito di 50.000 €.
Per le due fasce più basse, i risparmi saranno minori in quanto per chi ha un reddito di 20.000 € si stima un risparmio di 100 € [2].
Va poi ricordato che proprio di fronte a questo cuneo che spinge sempre più in basso le fasce sociali maggiormente esposte, il segretario della CGIL Landini aveva proposto come alternativa quella di lavorare sulle detrazioni e non sulle aliquote, proponendo al Presidente del Consiglio di congelare per un anno la riduzione dell’Irpef ha chi aveva redditi oltre i 75.000 €. Lo stesso presidente Draghi non aveva nascosto una qualche apertura n questa direzione, tanto da sottoporla al precedente CDM.

Ma qui è intervenuta l’opposizione sconnessa ed arrogante della “Lega”, di “Forza Italia” e dell’onnipresente “Italia Viva”, ormai a braccetto con la destra, a dire no alla proposta, a mettere in difficoltà il governo che loro stessi compongono, evidentemente sperimentando e temprando quell’intesa, ormai non più un mistero, che dovrà fare blocco compatto per le prossime elezioni del Presidente della Repubblica.
Un vero e proprio schiaffo a mano aperta a chi, da anni, è spinto sempre più ai margini della società da redditi da fame. Questo ormai è un dato incontrovertibile e le statistiche ci dicono che in 30 anni – dal 1990 al 2020 – i salari medi (in termini reali) “sono cresciuti del 31% in Francia, del 33% in Germania e del 25% in Belgio, mentre in Italia sono calati del 2,9%” [3].

Nonostante l’evidenza di questi dati, rimangono molte le perplessità sulla necessità dello sciopero generale, e su questa linea si è espresso il segretario del PD Letta che, in una recente intervista, ha sintetizzato così il suo pensiero: ”I sindacati fanno il loro mestiere. Lo sciopero generale? Non me l’aspettavo. Si è realizzata la più grande riduzione di tasse sul lavoro mai fatta prima. Io ritengo che la legge di Bilancio… sia una legge equilibrata per il Paese” [4].
Ecco perché, in sostanza, quello che CGIL e UIL richiedevano si sarebbe potuto concretizzare più che in una riduzione delle aliquote, in un allargamento della base imponibile in modo da garantire in maniera tangibile una progressività del sistema. La nostra Costituzione, voglio ricordare, incardina all’articolo 53 proprio il criterio della “progressività”, stabilendo a chiare lettere che l’imposta gravante su ogni cittadino deve essere proporzionale all’aumento della loro possibilità economica. Tutto ciò, sul piano pratico, sta a significare che l’imposta cresce con l’aumento del reddito.

Ora anche un osservatore superficiale o disattento, non può non essere colpito dal fatto che l’attuale impostazione della manovra finanziaria si configura inversamente proporzionale a quanto è stato fatto fin qui per combattere la crescente diseguaglianza sociale, la piaga sempre più aperta del lavoro precario, e non sarà il traguardo di far guadagnare pochi spiccioli che potrà disinnescare la ormai palese esistenza di un’enorme questione sociale.
Ecco perché la decisione di convocare uno sciopero generale – decisione che non si assume mai con leggerezza – è stata presa dai segretari delle due sigle sindacali per protestare contro quella che hanno definito una manovra “socialmente ingiusta”, ma anche per puntare il dito contro quello che potremmo definire il “metodo Draghi”, che dimentica ad esempio di affrontare proprio con la finanziaria il problema delle delocalizzazioni.
Questione assillante che è stata anche oggetto di un emendamento alla Legge di Bilancio presentato dal senatore di “Potere al Popolo” Matteo Mantero insieme ad altri senatori e senatrici, introducendo nuove norme per impedire casi come quello eclatante di GKN che tutelino l’occupazione e il tessuto produttivo del Paese da atteggiamenti predatori [5].

Ma le tracce delle dimenticanze sembrano costellare questa legge finanziaria, dato che non sembrano previsti interventi risolutivi per ciò che riguarda le tante aziende in crisi come, per citare le più note, “Whirlpool”, “Treofan”, “Pernigotti”, “Bekaert”, oggetto di ben 152 tavoli di discussioni gestite dal ministro del MISE Giorgetti e dalla sottosegretaria Todde, che hanno sfornato elenchi di pendenze risolte non convincendo i sindacati che già a novembre scorso evidenziavano i loro dubbi [6]. Su questo tema i sindacati hanno chiesto un fondo unico per gestire le riconversioni industriali. E comunque andrebbe legiferato per impedire delocalizzazioni selvagge.

Di pensioni se ne riparlerà lunedì quando sono stati convocati i sindacati visto che la quota 100 va in scadenza e per ora non c’è traccia di una soluzione, se non temporanea, della Legge Fornero. E soprattutto non c’è una soluzione per la stragrande maggioranza dei giovani disoccupati o che con contratti precari che non vedranno pensioni se non di sussistenza.
C’è anche la questione dell’inadeguatezza dei fondi per l’autosufficienza delle persone che ne necessitano.

Insomma, tanti i motivi per considerare questo sciopero generale più che legittimo e a nulla sono valse le obiezioni e contestazioni piovute come sassi da più parti, in primis proprio da Confindustria per bocca del suo presidente Bonomi che in un convegno tenuto in provincia di Palermo ha detto: ”Credo che lo sciopero generale sia un problema per l’Italia… imprenditori in fabbrica come sempre. Lo sciopero sembra essere ormai concepito sempre più come una manifestazione identitaria, invece di rappresentare un ricorso estremo rispetto alla logica del confronto volto alla ricerca di soluzioni condivise” [7].
Forse, ancora una volta, per capire e condividere le ragioni di questo sciopero generale bisogna ripercorrere in sintesi il pensiero di Maurizio Landini che con apprensione solo pochi giorni fa evidenziava il timore che, sia la maggioranza di governo che i singoli partiti che lo compongono, non si rendano conto della reale situazione sociale nella quale versa il Paese.

Stefano Ferrarese

[1] CISL.it – “Sbarra, sbagliato ricorrere allo sciopero generale” – 6/12/2021
[2] Il POST.it – “Perché ci sarà uno sciopero generale” – 10/12/2021
[3] Sbilanciamoci.it – “Le ragioni del sindacato” – Giulio Marcon, 8/12/2021
[4] ilfattoquotidiano.it – “Cgil e Uil confermano lo sciopero generale del 16/12” – 9/12/2021
[5] poterealpopolo.org – “Legge di bilancio 2022: Montero presenta emendamento contro le delocalizzazioni” – 6/12/2021
[6] ilfattoquotidiano.it – “Cgil, risposte non adeguate” – 4/11/2021
[7] ANSA.it – “Bonomi, sciopero generale sbagliato” – 10/12/2021

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