Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte

Daniele Fedeli Ginestra Paladini e Davide Lorino
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Scritto da Mark Haddon e grazie anche alla drammaturgia di Simon Stephens, Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte è la storia di un successo.

Un successo iniziato dalla pubblicazione del libro di Mark Haddon tradotto in oltre venti paesi e proseguito nel 2013, grazie una fortunata e pluripremiata pièce teatrale nata dall’adattamento di Simon Stephens fino ad approdare alla produzione italiana in scena al teatro Elfo Puccini di Milano dove Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte risulta il titolo dello spettacolo più visto da sempre.

La storia
Christopher è un quindicenne affetto da un disturbo dello spettro autistico che rende la sua vita complessa; Christopher non riesce ad interpretare le espressioni del viso degli altri, odia essere toccato, non sopporta il giallo e il marrone, l’interazione con le persone è per lui difficile. È Christopher stesso a definire il suo modo di percepire la realtà, una percezione che fa si che il suo cervello si sovraccarichi di informazioni perché gli è impossibile ignorare ciò che lo circonda e cade sotto i suoi occhi. Christopher è molto bravo in matematica e vorrebbe fare l’astronauta perché l’idea si essere chiuso da solo nello spazio in una piccola navicella spaziale non lo spaventa, “perché in una navicella spaziale non c’è nulla di giallo o marrone“.
Una notte il cane della vicina viene trovato morto ed il ragazzo decide di indagare per scoprire chi abbia ucciso Wellington, nonostante il padre, con il quale il ragazzo vive solo dopo la morte della madre avvenuta due anni prima, gli abbia proibito di occuparsi della faccenda. Sembrerebbe una detective story, ma l’originale punto di vista di Christopher che deciderà di indagare nonostante il divieto paterno scrivendo un libro delle sue osservazioni trasformerà l’indagine su un fatto marginale nella scoperta di una verità sconcertante che lo porterà a far luce sul più grande dolore della sua vita ed a prendere una decisione radicale.

L’empatia
Dieci personaggi popolano il palco e ruotano attorno all’interprete, ma è nella coppia genitoriale che ritroviamo l’archetipo della madre e del padre con figlio autistico: l’impotenza, la frustrazione, la rabbia, la violenza, il tradimento, l’annientamento dell’altro, non ci troviamo di fronte a dei genitori idealizzati che si immolano, senza se e senza ma, alla causa di un figlio con disabilità, ma persone fallibili a tratti meschine e mediocri con le quali è impossibile non trovare delle note di sintonia nella loro impietosa umanità.

Il cast
Una recitazione corale di dieci attori che ruotano attorno al protagonista interpretato da Daniele Fedeli che è a mio avviso l’elemento di successo più importante di questa pièce teatrale, un vero talento nell’interpretare il ragazzino autistico con tutta la sua fine gestualità, uno sguardo che non tradisce mai la “normalità” che evita sempre di guardare negli occhi i suoi interlocutori.

Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte

I disegni ed i filmati
Tre grandi pannelli delimitano il palco dove scorrono immagini che sembrano uscite dalla fantasia del ragazzo che contribuiscono a regalarci una scenografia ampliata, rappresentando esterni o interni e rendendo estremamente dinamico il racconto. Molto originali le parti il cui Christopher esce dalla realtà per entrare nella rappresentazione filmata nella metropolitana di Londra per inseguire il suo topolino domestico.

Una storia delicata che tocca temi e dinamiche profonde, dove non manca il coup de théâtre, con un cast di attori di livello tra i quali troviamo la sempre convincente Elena Russo Arman nel ruolo dell’educatrice di Christopher e Cristina Crippa nella parte della vicina di casa che condividerà con il ragazzo delle verità sorprendenti. Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte incanta perché è una piccola Odissea con un ragazzo che si impegna per il superamento di prove che lo spingeranno oltre i propri limiti e nella conquista di una autonomia di scelte che lo condurranno alla autodeterminazione della propria vita che si guadagnerà per merito sul campo
C’è chi mi prende in giro per la diagnosi che mi è stata fatta, ma la sindrome di Asperger non è una malattia, è un dono“, Greta Thunberg
Adelaide Cacace

Teatro Elfo Puccini – Milano
fino al 6 Maggio 2022
Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte
di Simon Stephens dal romanzo di Mark Haddon
traduzione di Emanuele Aldrovandi
regia Ferdinando Bruni e Elio De Capitani
scene Andrea Taddei, costumi e disegni Ferdinando Bruni
maschere Saverio Assumma, video Francesco Frongia
musiche originali Teho Teardo
movimenti scenici Riccardo Olivier e Chiara Ameglio di Fattoria Vittadini
luci Nando Frigerio, suono Giuseppe Marzoli
con Corinna Agustoni, Cristina Crippa, Elena Russo Arman, Ginestra Paladino, Debora Zuin, Nicola Stravalaci, Daniele Fedeli, Davide Lorino, Marco Bonadei, Alessandro Mor
coproduzione Teatro dell’Elfo e Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale

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