L’oasi WWF del lago di Alviano, un viaggio nella natura

Maria Neve Medori
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L’oasi del lago di Alviano, con i suoi 900 ettari è una delle più estese aree naturalistiche del WWF. Nata nel 1990, ospita decine di specie di uccelli e offre scorci incantevoli in estate e anche in inverno. All’interno dell’oasi è attivo il Centro di educazione ambientale con uno stagno didattico. Un itinerario umbro che lega natura, cultura e bellezza.
Foto di Maria Neve Medori
Foto di Maria Neve Medori

Sei un viaggiatore? Forse è il momento di prendere una pausa.
Se stai percorrendo l’Autostrada del Sole, esci ad Orvieto, godi dell’arte, perditi nella città sotterranea, calati in un pozzo, lasciati illuminare dalle tesserine dello splendido duomo, poi, segui le indicazione per l’oasi naturalistica di Alviano.
Se sei in superstrada, sulla E45, lasciala all’altezza di Todi, fai una passeggiata in centro, non perderti il capolavoro rinascimentale di Santa Maria della Consolazione, poi segui il corso del fiume Tevere.
Foto di Maria Neve Medori
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Altri viaggiatori, alati, nei loro lunghi viaggi di migrazione hanno scelto la tua stessa meta.
Stai andando nella direzione giusta e presto la natura ti prenderà per mano.

Stai arrivando in una delle zone umide più interessanti in Italia: in inverno oltre 12.000 uccelli si stanno nutrendo nelle generose acque basse, centinaia di moriglioni, mestoloni, fischioni, alzavole, canapiglie popolano la palude.

Foto di Maria Neve Medori
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In primavera gli svassi si esibiscono nelle loro danze nuziali, gli ardeidi prendono possesso di una delle garzaie più meridionali in Italia. I canti dei passeriformi si mescolano al tamburellare dei picchi, il tempo è scandito dall’orologio del bosco, è arrivato il cuculo.

In estate i piccoli s’involano, decine di nibbi bruni veleggiano sull’oasi, pulli arruffati e spettinati escono dai nidi e i “brutti anatroccoli” aspettano il candido piumaggio.

Foto di Maria Neve Medori
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Tutto l’anno trovi gli stanziali: germani, folaghe, aironi bianchi, cenerini, garzette e tanti altri, per un totale di oltre 190 specie censite.

Puoi osservare il “popolo migratore”, percorrendo un sentiero ad anello di un chilometro e mezzo, accessibile anche ai disabili, dotato di 6 capanni di osservazione, un’aula didattica e una torre di avvistamento.
Ti puoi affacciare in palude, sui prati umidi, puoi attraversare un bosco igrofilo, costeggiare stagni didattici e un piccolo frutteto antico.

Se le condizioni meteo lo permettono o sei dotato di stivali di gomma e vuoi farti una passeggiata più impegnativa, puoi avventurarti nel “vecchio sentiero”.

Costeggiando il fiume Tevere, addentrandoti in un bosco planiziale e attraversando un argine tra lago e palude, completerai un percorso di sette chilometri quasi del tutto pianeggiante.

Foto di Maria Neve Medori
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Se hai voglia di approfondire la conoscenza di questo scrigno di biodiversità, sappi che l’oasi ospita uno dei centri di educazione ambientale e alla sostenibilità della regione Umbria.

Il laboratorio didattico è dotato di microscopi e stereoscopi e permette di scoprire la sorprendente vita in una goccia d’acqua. Un’esperienza didattica per bambini, ragazzi e adulti curiosi.
Non dimenticare, ovviamente, la tua Reflex, molti capanni sono ottimi per la fotografia naturalistica.
Maria Neve Medori

Per saperne di più
http://www.wwf.it/oasi/umbria/lago_di_alviano/
https://www.facebook.com/Oasi-WWF-Lago-di-Alviano-299148338515/

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