Lorenzo, buona la terza

motociclismo
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Lo spagnolo conquista la prima vittoria in MotoGp e affianca Daniel Pedrosa, oggi secondo, in testa al mondiale. Terzo Valentino Rossi, condizionato dalle gomme, sesto il campione del mondo Casey Stoner.

Giornata indimenticabile, questa, per Jorge Lorenzo il quale, in un sol colpo, agguanta la prima vittoria in MotoGp, la vetta della classifica mondiale – anche se in condivisione con “l’odiato” Pedrosa – e sfata la maledizione dell’Estoril, pista sulla quale non era mai neppure salito sul podio.

In una giornata caratterizzata dall’incertezza metereologica più assoluta – pioggia durante il warm up, timido sole per tutta la gara – che ha causato momenti di depressione alternati a episodi di euforia ai box, Lorenzo sfodera tutto il proprio talento e, supportato da una Yamaha velocissima e da gomme Michelin molto performanti, conduce una gara perfetta, segno di una maturità forse inattesa per un debuttante di appena 21 anni. “E’ un momento che non si può descrivere” ha commentato il giovane Jorge al traguardo “mi sento come in una nuvola”

Anche Daniel Pedrosa, secondo al traguardo, è soddisfatto della propria gara anche se non ha mai davvero avuto la possibilità di impensierire Lorenzo “Sono contento di tornare sul podio. Ho provato a prenderlo (Lorenzo) ma avevo la sesta troppo corta e entrava il limitatore”  ha ammesso Pedrosa dopo la bandiera a scacchi con lo sguardo già rivolto alla Cina e alla possibilità di utilizzare (forse) il nuovo motore.

Valentino Rossi, terzo, afferma di essere contento anche se l’espressione del volto dice tutto il contrario. Rossi ha condotto la gara per dodici giri, fino a quando cioè la sua Bridgestone non ha iniziato a deteriorarsi. “Ho cercato di salvaguardare la gomma ma sapevo che qui sarebbe stata dura, ho dovuto solo difendermi. E’ un buon podio, aspettando piste più adatte a noi”. 

La partenza della gara è da cardiopalma, con Lorenzo e Rossi impegnati per la conquista della prima posizione mentre alle loro spalle piombano Daniel Pedrosa che, nella confusione dei primi momenti perde una posizione, e Andrea Dovizioso, autore di una partenza spettacolare (era in terza fila). Al termine del primo giro la spunta Rossi, che imposta il suo ritmo cercando di allungare il più possibile sui suoi diretti inseguitori. I quali, però, non mollano. Anzi, iniziano a spingere. Le posizioni rimangono invariate fino a metà dalla gara quando Lorenzo, con un sorpasso da manuale scavalca Rossi all’interno, e inizia, lui sì, ad allungare. Passano due soli giri e Rossi, in evidente crisi di gomme, è superato anche da Pedrosa.

Il ritmo imposto da Lorenzo è davvero alto e difficile da tenere, segno che la moto, ma soprattutto le gomme, “ci sono”. Ne sanno qualcosa Dovizioso, caduto a dodici giri dal termine mentre era ancora in quarta posizione e Nicky Hayden, scivolato un giro dopo Dovizioso mentre occupava la posizione lasciata libera da Andrea e in piena rimonta a causa della solita, inguardabile, partenza (da quarto a settimo dopo il primo giro).

Ma oggi sembra davvero il Lorenzo Day e, giro dopo giro lo spagnolo concretizza il sogno accarezzato fin dal debutto in Qatar.

Alle spalle dei primi tre giunge un rinato e pimpante Colin Edwards, con una Yamaha del Team Tech Tre, a testimonianza della solidità del mezzo della casa di Ywata. Insomma, la M1 si è trasformata dal drammatico “cancello” della scorsa stagione alla moto più veloce di quest’anno. Complimenti!.

Quinta piazza per la Kawasaki di John Hopkins che riscatta le prestazioni piuttosto incolori del Qatar e della Spagna con una gara onesta, segno che la “verdona” sta pian piano ritrovando la competitività dimostrata nella scorsa stagione.

Preziosissimo sesto posto per il campione del mondo Casey Stoner, reduce da un week end a dir poco tormentato. Partito dalla nona posizione in griglia, Stoner ha condotto una gara all’attacco che, secondo l’imbufalito australiano, avrebbe portato a un risultato ancora migliore se i tre quarti della sua corsa non fossero stati condizionati dalla centralina della on board camera della Dorna che, fuoriuscita dal consueto alloggiamento, sbatteva in maniera fastidiosa sul capolino della Desmosedici.

Chiudono le prime dieci posizioni l’inglese James Toseland (Yamaha Tech Tre) autore dell’ennesima gara “da duri e puri” (sportellata a De Puniet), le due Suzuki di Chris Vermeulen e Loris Capirossi (gomme non proprio all’altezza) e la Honda del Team Gresini di Shinya Nakano.

Nella 250 galoppata solitaria per lo spagnolo Alvaro Bautista, in testa fin dalla partenza, che precede il poleman Marco Simoncelli, molto meno pericoloso di quindici giorni fa in Spagna, e Mikka Kallio, autore di una gara tutta all’attacco. Trasferta sfortunata invece per Mattia Pasini il quale cade a pochi giri dalla fine a seguito di un contatto con Hiroshi Aoyama cedendo così la leadership del campionato a Kallio.

In 125 il romano Simone Corsi consolida la propria posizione in testa al campionato con la seconda vittoria consecutiva davanti al duo spagnolo Juan Olive e Nicolas Terol

Prossima tappa la Cina (4 maggio) dove, a meno di clamorosi ripensamenti, sarà l’ultima volta che si corre il Motomondiale. I motivi? Scarso pubblico e costi esorbitanti.

Così al traguardo:

MotoGP:
1) Jorge Lorenzo (Fiat – Yamaha)
2) Daniel Pedrosa (Honda HCR)
3) Valentino Rossi (Fiat – Yamaha)
Classe 250
1) Alvaro Bautista (Aprilia)
2) Marco Simoncelli (Galera)
3) Mikka Kallio (KTM)

Classe 125
1) Simone Corsi (Aprilia)
2) Juan Olive (Derbi)
3) Nicolas Terol (Aprilia)

Alessandra Rossi

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