L’orso. La provincia in un’atmosfera di sapori pop

musica concerti
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L’orso ha già annunciato che il prossimo anno darà alle stampe altri due Ep. Una dichiarazione d’intenti per un album e per un progetto per nulla precario e che ha già in archivio l’Ep L’adolescente.

Messaggi da centoquaranta caratteri, email, chat, internet, tatuaggi, stagista, precario, smartphone. Ecco le parole, non tutte, che attraversano i temi di questi quindici minuti. “Conversazioni allagate” del mondo giovanile dentro e fuori la provincia.
La provincia appunto il titolo dell’ep appena uscito di Mattia Barro (testi e canzoni), Tommaso Spinelli (basso e voce ), alias L’orso. Una band, un collettivo in continuo divenire come mano definirsi, a cui partecipano per il disco di Matteo Romagnoli, Alberto Bebo Guidetti, Christian Tonda, Davide Lelli e Gaia D’Arrigo.

Non ci si lasci ingannare dalla solennità (quasi) della tromba della iniziale Baci dalla provincia perché è sempre un ritmare pop senza sosta con la felice intuizione della tromba. Le sonorità si sono arricchite rispetto agli esordi senza perdere comunque in freschezza lasciando scorrere fluidamente il racconto, anche quando si addensa e cattura con  “proteggimi la gola ch’è da un po’ che non canto più, parlarci è diventato impossibile, con tutte le sommosse che abbiamo sedato travestiti da black bloc” de Invitami con un tè.
Un pop che in alcuni frangenti mi sembra provenire da spartiti di bande dei Balcani ed in altri, per la leggiadria pop, ricordare l’atmosfera dei brani di Jens Lekman dalla periferia di Goteborg.
Non vi curate di noi e ascoltate.
Ciro Ardiglione

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