Luigi Mazzella: Federico Fellini, il visionario realista

copertina del libro di Luigi Mazzella Federico Fellini il visionario realista
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A venticinque anni dalla sua morte, ritornare sulla sua produzione e sulle suggestioni che i suoi film hanno offerto a tanti registi a lui successivi, è sicuramente un’opera necessaria.
Luigi Mazzella propone un’attenta ricognizione sulla filmografia felliniana, basandosi su di una scansione in fasi e soggetti.

copertina del libro di Manzella Federico Fellini il visionario realistaCitazione 1
Il genio del grande Federico Fellini resta, invece, unico. Di lui, del suo cinema, nella mia attività hobbistica (ma neanche poi tanto anche se certamente collaterale) di pubblicista e di critico cinematografico, mi sono occupato più volte e mi pare di poter tracciare un suo profilo, distinguendo nella sua attività creativa quattro momenti, di cui tre successivi e uno trasversale.

Il lavoro di Luigi Mazzella sembra, inoltre, in grado di soddisfare due tipologie molto diverse di appassionati di cinema.
Le sue pagine sono in grado di fornire informazioni e spunti critici a chi già conosce la cinematografia felliniana e ne ha frequentata e apprezzato l’opera.
La struttura, davvero rispettosa del percorso del regista, offre, d’altra parte, una comoda introduzione a chi volesse avvicinarsi ai suoi film in occasione di questa ricorrenza.

Citazione 2
Senza anatemi, condanne e sdegni né mielosi compatimenti, Fellini dona al cinema, con la Cabiria di Giulietta Masina, un personaggio incantevole e amabile, di soave e tenera leggerezza. Molto bella, suggestiva e di grande forza drammatica la ripresa d’insieme del pellegrinaggio di tanta gente povera e derelitta al Santuario del Divino Amore, con le sue processioni imploranti e le delusioni cocenti dei miracoli attesi ma non avvenuti.

Non è qui, ovviamente, possibile ripercorrere la galleria di storie e personaggi che Fellini – affiancato in tanti film da nomi di primo piano del cinema e della letteratura (Ennio Flaiano, Tonino Guerra per citarne due) – ci ha regalato contribuendo a generare un immaginario collettivo “nazionale”.
Il sodalizio con Nino Rota, autore d’indimenticabili commenti sonori ai film felliniani, ha prodotto alcune dei più celebri passaggi della storia del cinema.
Tra i tanti dettagli, per chi ancora non ha avuto modo di approfondire il cinema di Fellini, è sufficiente ricordare il successo internazionale delle sue opere e la fama che l’ha circondato per anni.
La filmografia con le schede di presentazione – a cura di Serena Pezone – si propone quale agile strumento di consultazione per poter davvero scegliere la strada per orientarsi in una ricchissima produzione.

Citazione 3
In Otto e ½, però, Federico Fellini il suo “bilancio consuntivo” lo anticipa e lo compie “nel mezzo del cammin” della sua vita, aggiungendovi le inquietudini di un presente angoscioso che ci racconta essere dominato da una profonda crisi di identità. E, quel che è peggio per un artista, di creatività. Il protagonista della storia, Guido (Marcello Mastroianni), è un regista cinematografico di successo (il riferimento autobiografico è più che esplicito) cui vengono improvvisamente a mancare l’ispirazione, l’energia e il coraggio per dare il “ciak” a un nuovo film per il quale, peraltro, ha preteso la realizzazione di una mastodontica e costosa impalcatura che dovrebbe fare da scenografia a un racconto fantastico se non fantascientifico.

Partendo dai primi passi e dall’impatto fra un ragazzo di provincia e la grande città della “Dolce vita”, il mondo felliniano si va sempre più definendo in una dialettica che sa tenere insieme la riflessione sulla modernità e la società del dopoguerra e il ricordo di un passato che assume una dimensione mitica e insostituibile.
Mazzella, film dopo film, riesce a restituirci la ricchezza e la complessità di un grande artista.

Citazione 4
Le figure grottesche costellano di tanto in tanto il cast degli interpreti. Tra di esse si ricordano l’energica e decisa suora-nana che riporta all’ordine uno zio di famiglia simpatico e squinternato (Ciccio Ingrassia), che si è rifugiato su un albero di alto fusto per far valere il suo diritto di matto ad avere anch’egli “una donna”, e la macchietta della classe (Alvaro Vitali) che si impegna in una serie di clownesche esibizioni, di cui talune al limite della licenziosità. Della musica e dei costumi s’è già detto. Costituiscono elemento essenziale e oltremodo significativo di questa pellicola apparentemente costruita sul niente ma densa di umori, di sensazioni, di piaceri visivi (e uditivi) altamente seducenti.

Antonio Fresa

Luigi Mazzella
Federico Fellini, il visionario realista
Istituto culturale del Mezzogiorno, 2018
€ 25,00, pagine 64

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