Ma che bel vento soffia all’Ambra alla Garbatella!

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venerdì, 24 giugno 2011

Alla Garbatella a Roma, precisamente in Piazza Giovanni da Triora 15, è sito un piccolo prolifico teatro: l’Ambra alla Garbatella. Questo quartiere della città è ormai molto noto al popolo italiano, per la birreria della famiglia Cesaroni, che sta proprio lì a due passi. Ma a parte la notorietà acquisita negli ultimi anni, grazie al successo della fiction, la Garbatella resta una delle zone di Roma meglio vivibili, si respira un’aria familiare e popolare, camminando per i vicoli assolati di una mattina d’estate come quella di oggi, capita di incontrare una mamma con le buste della spesa in braccio, i pensionati ai tavoli del bar a giocare a carte, qualche vecchietta al fresco di una panchina, un gatto qua e là. In questa tranquilla atmosfera romana si raggiunge il cortile del teatro, così ampio e spazioso che seduce anche i vari artisti, che si ripromettono di sfruttarlo fin quanto possibile per la messa in scena dei loro spettacoli.

Il Teatro nasce a dicembre 2010 e oggi presenta la sua seconda stagione dopo il buon consenso di pubblico ottenuto nell’anno precedente. Molti sono i giovani artisti emergenti che hanno proposto i loro spettacoli alla direzione artistica per essere inseriti nel cartellone, conseguendo una linea artistica unica e trasversale che spazierà fra i generi, restando particolarmente legata al connubio fra Teatro Civile, Teatro Comico e Nuove proposte.Sul palco a presentare la kermesse ci sono Simona Banchi e Valerio Terenzio, i diretti responsabili dell’intero progetto artistico, si avvicinano con le sedie il più possibile al pubblico, per creare un’atmosfera più confidenziale e per far sentire meglio la loro voce. Con un piccolo e dovuto preambolo esprimono il loro entusiasmo nel ritrovarsi ancora lì, un anno dopo l’esordio, per presentare questa nuova stagione teatrale. L’emozione è tanta, soprattutto perché è sempre più difficile imporre realtà culturali, piccole o grandi che siano, nell’aridità più assoluta di un paese piegato completamente dalla crisi economica e soggiogato da un governo assolutamente indifferente al mondo della Cultura.

La stagione prenderà inizio dal 27 settembre 2011 al 31 maggio 2012.

Si parte da un evento che valorizza location e allestimenti scenografici, “Aire” è uno spettacolo dal forte impatto visivo ed emozionale, in grado di dialogare con ambientazione e architetture circostanti, ossia una produzione per Site Specific. Il regista Marco Paciotti prende in considerazione l’aria come elemento cosmico e lo plasma attraverso le esperienze sensoriali dei protagonisti, fino al fallimento umano rispetto al desiderio del volo. Aria come vento – respiro- gioco – leggerezza – volo – follia – libertà.

“Il vento non lo puoi fermare con le mani e se è la natura che soffia contro, tu almeno puoi cercare il lato su cui posizionarti per non farti abbattere dalle raffiche”. Con questa parole non ci si riferisce allo spettacolo precedente, ma si sintetizza il senso profondo di “Controvento” che andrà in scena nella prima settimana di ottobre. Sei autori teatrali, tra cui Mirella Taranto, Gianni Clementi e Simone Cristicchi, scrivono testi bellissimi, ironici e toccanti per dar voce a chi non ne ha. Attraverso un mix di sinergie si raccontano le malattie rare con rabbia, dolore, ma anche tanti sorrisi. Sfuggendo sempre la retorica, perché il piangersi addosso in alcuni casi non esiste ed è per questo che si è scelto questo titolo, perché Controvento è proprio la direzione in cui viaggiano queste vite.

Massimiliano Bruno, poliedrico autore teatrale e cinematografico, si avvicina al mondo dell’Hip Hop di Frankie Hi Energy e dà “Potere alle parole”. In questo spettacolo i due artisti danno vita ad una vera e propria battaglia di parole senza mezze misure o peli sulla lingua, con tutta la rabbia, l’impegno e i toni dissacranti, che sono i tratti distintivi delle loro intere carriere.

Dal 25 ottobre a metà novembre il teatro Ambra sarà occupato da un intelligentissimo trittico ambientale di forte attualità in questo periodo storico-sociale italiano. Ulderico Pesce prende possesso del palcoscenico con “A come amianto” e racconta la storia di Mantovani, siparista del Teatro alla Scala di Milano che ha un cancro ai polmoni provocatogli proprio dal rapporto quotidiano e diretto con il sipario taglia fuoco, costruito in amianto, che divideva la platea dal palcoscenico; poi “Asso di monnezza” che denuncia il traffico dei rifiuti, partendo da una città come Roma, che in una zona popolare della città offre una discarica a cielo aperto, attraversata per ben 3 fermate dalla linea bus 089, che a sua volta è uno dei 5 mezzi che va con il biogas prodotto all’interno della discarica stessa, è una sorta di strano paradosso italiano, o meglio una vera e propria “illegalità legalizzata”; e “Storie di scorie” che vuole ricostruire l’avvento dell’industria nucleare italiana, il pericolo che ancora oggi rappresenta e le modalità tecniche del funzionamento di una centrale atomica; l’unica finalità che unisce i 3 spettacoli è il fatto che in Italia non esiste il reato contro l’ambiente e si propone una raccolta firme affinchè questo genere di reato venga inserito nel codice penale italiano. Ulderico Pesce alza la voce davanti l’indifferenza di fronte questi problemi, sia delle istituzioni che della gente, in particolare degli abitanti delle grandi città come Roma, che non sentono per nulla il desiderio di giustizia e “anche con una centrale nucleare nel culo, continuate a occuparvi di cazzate (Totti ecc.) dalla mattina alla sera”.

Si presenta come delizioso lo spettacolo di fine novembre di Emanuela Grimalda e Paola Minaccioni“Infinite o sfinite?”. Scritto a 4 mani, unisce due stili di comicità fresca e dissacrante. Dedicato alle donne che tendono all’infinito e si sfiniscono, in un mondo ipotetico in cui Dio è proprio una donna di mezza età con le rughe, che regola l’intero sistema cosmico attraverso i classici problemi femminili (le rughe, la cellulite), vengono presentati tanti prototipi del gentil sesso: manager rampanti, iperfemministe improbabili, vecchie ciniche, povere assassine…insomma le donne che tutte siamo e in riferimento alla posizione opportuna del teatro stesso la Grimalda conclude simpaticamente: “all’ombra di una chiesa, un Dio donna mi sembrava il minimo!”

Un altro spettacolo tutto rosa è “I nervi di Antigone” di Paola Ponti e diretto da Norma Martelli. Vengono messe a confronto l’Antigone di ieri, emblema di caparbietà, a quella di oggi, spaventata e sola, attraverso un monologo interpretato da Cristina Pellegrino, ma con vari interlocutori. Una commedia divertente e allo stesso tempo dolorosa.

Fino al 18 dicembre, prima di Natale, in scena c’è Suicidi?di e con Bebo Storti e Fabrizio Coniglio. Ci si sofferma sulle misteriose morti ai tempi di tangentopoli, si indaga su 3 suicidi eccellenti del periodo e non si mira a trovare delle soluzioni, ma attraverso testimonianze, interrogatori, perizie e autopsie, si tende a insinuare nello spettatore il dubbio che questi suicidi possano essere anche degli omicidi, senza cadere nella retorica, ma usando l’ironia e la forza teatrale della rappresentazione.

Durante le vacanze di Natale dal 20 dicembre all’8 gennaio, imperdibile appuntamento per grandi e piccini, tornano alla Garbatella gli “Imprevedibili ragazzi Cesaroni”. Franco Bixio e Gianluca Balestra ci raccontano ciò che sarà questo attesissimo spettacolo: i più giovani della fortunata fiction escono dallo schermo televisivo e approdano sul palco del teatro ad affrontare una nuova realtà, fatta di nuovi amici, nuovi intrecci, nuove storie, con il tono scanzonato e divertente che più li contraddistingue.

Gianfranco Berardi con la sua compagnia propone 12 giorni di teatro-canzone, dal 10 gennaio al 22. Io provo a volare! è un omaggio a Domenico Modugno con tutto il calore, le passioni ed il sangue scuro della sua terra.

La settimana della memoria che va dal 24 al 29 gennaio, propone uno spettacolo corale ambientato a Firenze, nell’autunno del ’43. “L’armadio di famiglia” di Nicola Zavagli è un noir a tinte civili che scivola lungo il filo delle emozioni, coi tratti del montaggio cinematografico e i tempi della drammaturgia popolare, a volte tragica, a volte amara o spiritosa. Un piccolo affresco di una città e di un momento della nostra storia, per ricordarci che cosa significa convivere con la guerra, perché “della guerra bisogna aver paura…”

Febbraio inizia e procede fino al 12 con “Paiellata” di Max Paiella, che ironizza e reinterpreta con ironia e divertimento la favola di Re Mida che trasforma in oro tutto ciò che tocca e così tutto ciò che tocca Max diventa Paiellato.

“Rosso vivo” di e con Alessandra Magrini tratta un tema delicato e difficile. Ripropone la storia di Valerio Verbano, ispirandosi al libro scritto dalla madre, sulla sua breve vita. Militante dell’Autonomia Operaia, viene ucciso il 22 febbraio 1980, a soli 22 anni. Attraverso questo spettacolo Alessandra cerca di rendere giustizia e dignità alla memoria del giovane e alla passione di una madre. Raccontando un pezzo di storia italiana che sembra ancora celare tanti segreti e misteri.

Di “Pasticceri” che sarà in scena dal 21 febbraio al 4 marzo, dalla platea qualcuno grida: “non se ne deve parlare, si deve solo assaggiare!”

“Chicago boys” fino al 18 marzo è uno spettacolo di Renato Sarti. Con due schermi, un simulacro di Jacuzzi e due soli attori, la pièce conduce anche lo spettatore meno avvertito sui terreni impervi e scabrosi dell’economia e gli permette di capire e vivere un dramma che condiziona e comprime le nostre vite. È questo l’intelligente motto a cui si auspica “Se vedi che non ti sazi…fermati!”

Dal 20 marzo all’1 aprile ci sarà anche Ambra all’Ambra, ovviamente mi riferisco ad Ambra Angiolini che con Edoardo Leo interpreta una bella commedia romantica popolare scritta ancora da Massimiliano Bruno, dal titolo “Ricordami di te”. Vengono proposti due personaggi fuori dalle righe, intrisi di nevrosi e fissazioni, che culminano in un rocambolesco incontro sotto il portone della loro psicologa. L’unione di una narcolettica e un cleptomane dà vita a equivoci, scontri, malintesi, amnesie e coraggio che li porterà a trovare il giusto equilibrio.

“Stelle danzanti” racconta le storie di donne recluse. Chiara Tomarelli porta in scena le zone più invisibili, oscure e nascoste del mondo femminile in rapporto al luogo del carcere, attraverso un lavoro di ricerca e ricostruzione di testimonianze, dalle detenute alle poliziotte penitenziarie. Al fine di aprire in un certo senso la porta al pubblico, attraverso un gioco di dentro e fuori il luogo.

Vittorio Viviani con “L’ultima lettera di Shylock” ironizza su Shakespeare e in particolare su questo personaggio de “Il mercante in fiera”. Shylock vorrebbe fare giustizia alla sua reputazione, completamente rovinata con tutta quella storia della libbra di carne, del prestito a tasse esorbitanti, del processo-farsa davanti al Doge. Cerca difesa e scrive lettere a chiunque: Otello, Marx, Desdemona e soprattutto Shakespeare che ha dimostrato da sempre di saperne più di noi sugli italiani.

Dal 24 al 29 aprile Massimo di Michele è alla regia di “Scritto apposta per me”, un esilarante quanto sarcastico ritratto contemporaneo del mondo dello spettacolo. L’attore diventa metafora di precarietà e di quanto le incertezze professionali finiscono per avere pesanti ripercussioni sulla sfera personale di ognuno di noi. Tutto è sviluppato attraverso un monologo divertente, intimo e commovente, che racconta le nevrosi, la solitudine e le difficoltà esistenziali di una giovane donna.

“Itagliani” di Antonella Cilento e Eleonora Pippo, sposa una struttura drammaturgica classica, per una scena moderna e dinamica, caratterizzata da una tavola basculante su un carrello che l’attrice muove trasformandolo in qualsiasi ambiente. Con questo metodo e con l’aiuto del dialetto napoletano, si racconta la storia cinica e italiana di Cinnicò.

Dall’8 al 13 maggio Giacomazzi e Di Gangi mettono in scena “Ergo non sei” la storia di un uomo messo di fronte a un fatto compiuto e a cui non è richiesta nessuna scelta, se non l’ammissione della propria responsabilità. E, poiché chi è unto unge a sua volta pur non volendo, anche le persone accanto a lui cambieranno malgrado tutto.

Carmen Giardina sceglie di raccontare Alda Merini attraverso il tango, perciò dal 15 al 27 maggio all’Ambra si balla con “Milonga Merini”. Barbara Saba interpreterà scritti, diari e lettere della poetessa che condivide con questa danza la passione d’amore senza speranza, la struggente malinconia e una vitalità inarrestabile.

La stagione si conclude con “Exit” vetrina teatrale che negli ultimi 3 giorni di maggio proporrà 3 spettacoli a sorpresa, tra confronto di autori classici e drammaturgia contemporanea.

Exit è teatro: fatto e non detto, teatro per la gente e tra la gente.

È questo l’abito che l’Ambra alla Garbatella vestirà in questo nuovo anno, un abito ricco, colorato, vivace, seducente e interessante. Ma soprattutto coraggioso e libero, finalmente lontano dalle caste, dalla politica e dalla censura.

Annalisa Liberatori

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