Magellanno. Calci in culo. Molti ospiti e una sarabanda di suoni

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Quando i Magellano hanno descritto il senso del loro ultimo disco, Calci in Culo, ci hanno detto che «sembra di trovarsi sul set di “Dal tramonto all’alba” piuttosto che “The Snatch”, come un roller coaster che passa dalla crudezza della metropoli ai block party delle periferie». Ascoltando e riascoltando le nove tracce che lo compongono la sensazione personale è quella di trovarsi in una processione laica i cui partecipanti, attraversando quartieri popolari e multietnici, cantano ballano raccontano storie e, nonostante alcune di queste siano crude e ironicamente amare, infondono voglia di fare perché il ritmo esonda.

Questa sfilata/corteo capitanato dal trio genovese formato da Drolle, Filo Q e Pernazza, vede aggiungersi di volta in volta diversi ospiti che contribuiscono alla riuscita del disco con quel suo continuo frullare electro-pop, reggae, dub, rap, beat e suoni e voci da ogni dove. La Swingalong Electro Arena in una divertentissima e inarrestabile Cerchi nel grano con quel suono iniziale da astronave in arrivo che si catapulta in pop circense alla ricerca di certezze identità ma anche misteri e segreti.  E se Einstein avesse ragione? insieme alla voce della rapper cilena Escobar dove il ritmo si allenta in quel mix di dub e rap per seguire le rime ben congeniate fino alle grida di Niente rimane/solo l’amaro in bocca/di queste settimane.
E con  gli amici de L’orso che cantano “all’unisono”, siamo in pieno folk (La canzone dell’ukulele) per prendere in giro se stessi e l’indie con il suo mondo di fan e di etichette specializzate. Anche Terzo Pezzo non risparmia versi contro lo straparlare sulla musica invece di suonarla e farla ballare.
La tromba di Roberto Nappi Calcango apre il disco con quella aristocratica austerità che ben sovrasta, dando un tono di sacralità, il vocio in sottofondo e che avvia la processione prima della baraonda delle tracce successive.
Il disco si chiude con Terminal suonata insieme a Gnu Quartet una coinvolgente canzone d’autore racchiusa in un’astronave di suoni prima classicheggianti e poi bassi cupi, inserti noise, elettronica tambureggiante a riprendere il tema del viaggio (quello dell’esordio Tutti a spasso) e della spaesamento: Milano Londra Dubai New York e l’asfalto ripiegato su se stesso lungo la striscia di Gaza.
Non vi curate di noi e ascoltate!
Ciro Ardiglione

genere: electro-pop
Magellano
Calci in Culo
etichetta: Garrincha Dischi
data di pubblicazione: 24 aprile 2014
brani: 9
durata: 34:34
cd: singolo

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