Magister pedagogus, una specie molto curiosa

insegnamento educazione insegnante
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La Magister pedagogus è una specie bipede molto particolare. Oggi parleremo di questa specie di umanoide che presenta addirittura una mutazione genetica nel corso della vita.
Ma procediamo con ordine.
Si tratta di un mammifero piuttosto longevo, prevalentemente di sesso femminile che vive a stretto contatto con prole non sua, della quale si prende cura per quanto concerne l’educazione nei primi dieci anni di vita, a volte in sinergia con i genitori ma più frequentemente è indipendente da loro.
La Magister vive nel sottobosco sociale, non è un essere predatore e neanche un esemplare che emerge nella società in cui vive e si riproduce, infatti è frequente incontrare esemplari che vivono nel branco ma non si accoppiano e non creano nuclei familiari personali.
Dall’aspetto piuttosto riconoscibile, presenta una livrea di stile dimesso: negli esemplari più giovani talvolta si può notare il lungo pelo intorno alla testa, avvolto in crocchie scomposte. Man mano che l’età adulta avanza, il manto si correda di foulard sulle spalle, in quanto diventa più sensibile a spifferi e correnti d’aria fredda, , alcune specie hanno in corrispondenza degli arti anteriori, una specie di oggetto che, mosso, crea aria comunemente detto anche ventaglio variopinto. Inoltre, Il pelo tende a cambiare colore, soprattutto alle radici evidenzia un colore grigiastro, mentre il resto rimane scuro per diverso tempo.
Nel sottobosco la Magister è facile da riconoscere perché è sovente munita di sacche a tracolla piene di libri e carta, essendo una accumulatrice seriale di materiali colorati e luccicanti. Questa specie ha la capacità di raccattare tutto ciò che solitamente viene gettato e di riciclarle in lavoretti e oggetti, allo scopo di attirare l’attenzione affettuosa dei genitori della prole.
Insomma si tratta di un a specie che si adatta alla vita sociale per salvaguardare i cuccioli della specie, a discapito anche proprio della sua stessa vita, spesso riesce a sopperire a mancanze economiche, educative e di risorse proprie di una migliore organizzazione del branco.
Con il completamento della crescita, avanzando sempre più nell’età, gli esemplari più anziani passano da magister a docent, cambiando prevalentemente sesso, e quindi emergendo dal sottobosco; la versione maschile tende ad essere più dominante, in habitat definiti atenei.
È una specie molto curiosa che si augura buon anno due volte l’anno: in autunno (solitamente i primi di settembre) e a dicembre con tutti gli esemplari del bosco.
Ultimamente temendo il proliferarsi di epidemie, gli scienziati hanno adottato una vasta campagna vaccinale, portando tutti gli esemplari a essere strettamente monitorati.

Laura Marino

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