Mahmoud J. Alkurd: respirare la libertà

Mahmoud J. Alkurd
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Mahmoud J. Alkurd è nato nel campo profughi di Jabalia, nel nord di Gaza.
Prima di concludere i suoi studi in letteratura inglese, ha comprato la sua prima reflex digitale, ha sempre voluto approfondire la conoscenza dell’arte concettuale e così ha studiato fotografia come autodidatta. Ha iniziato raccogliendo tutorial sui passi essenziali  e poi ha proseguito con la pratica scattando fotografie. Quando è cominciata la guerra la sua vita era già cambiata.
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Mahmoud J. Alkurd, serie “we breathe freedom”
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Durante la guerra ha iniziato a lavorare sulla serie “respiriamo libertà” e il lavoro è proseguito anche dopo la guerra. «È stato molto importante per me farmi conoscere con questo lavoro perché avevo bisogno di dare al mondo un’idea più precisa di ciò che stava succedendo qui. Le scene indelebili di bombardamenti e di violenza mi hanno condotto alla creazione di queste foto, quindi era importante raccontare tutta la storia così com’era, e ancora una volta sulla questione palestinese. Il mio messaggio è che siamo esseri umani, sogniamo di vivere in libertà e in pace. Noi non siamo statistiche, e ci batteremo per riprenderci i nostri diritti».

La ragazzina è sua sorella di 8 anni. Perché i bambini?
«Sono quelli sono essere più colpiti dalle guerre; volevo parlare dei loro sogni, semplici, e delle loro speranze. I bambini non dovrebbero mai affrontare una vita così difficile».

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Mahmoud J. Alkurd, serie “we breathe freedom”
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L’arte concettuale. «Ritengo che l’arte concettuale sia la mia finestra pacifica per creare questo tipo di fotografia, con cui posso esprimere al meglio la mia visione “umanitaria”. Per quanto riguarda il processo di creazione delle mie foto, abbozzo sulla carta l’idea non appena mi si concretizza nella mente poi arrivo all’azione cominciando a  raccogliere e creare gli oggetti di scena, disegnare i vestiti, e infine lavoro sulla foto stessa, sia che si tratti di esterno che di interno. Il processo continua fino a quando non torno a casa con la fotografia perfetta».

 

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Mahmoud J. Alkurd, serie “we breathe freedom”
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Il futuro? «Il mio prossimo progetto è completare la serie in 51 foto, saranno pronte per la fine di luglio, e pubblicarle in tutto il mondo in occasione del primo anniversario dell’ultima guerra. La gente pensa che, una volta finita la guerra, a Gaza vada tutto bene: non sanno che  ci sono ancora oggi persone che abitano in tenda e che la situazione è molto peggiore adesso di prima».

Per maggiori informazioni www.mahmoudalkurd.com

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