Manchester by the sea. La morte nell’anima

locandina film Manchester by the sea
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Vincitore di due premi Oscar (migliore attore protagonista e miglior sceneggiatura originale, cioè di due statuette di peso), intenso, struggente a tratti, crudo nel suo realismo, Manchester by the sea è un film che, costruito su continui flashback che danno un tassello per volta il quadro di una vita spezzata, interrotta, svuotata, è avvolto da un’aura drammatica, calato in paesaggio gelido, scarno, inospitale (cumuli di neve, ghiaccio e folate di vento sono praticamente sempre presenti lungo il corso della narrazione), che dà il senso di un’umanità alla deriva, esposta ai colpi della vita, in preda ai capricci del caso.


Il protagonista del film, Lee Chandler, un Casey Affleck in stato di grazia giustamente premiato dall’Academy, combatte sulle prime contro un senso di colpa insostenibile (a proposito, da antologia la scena scandita dall’Adagio in sol minore di Albinoni). Poi, decide di annullare se stesso, di lasciarsi alle spalle la vita e le sue pulsioni, le sue speranze ed i suoi inganni, costringendosi ad una lenta, continua, ininterrotta espiazione. E sotto questo aspetto la macchina da presa e, prima ancora, la penna di Lonergan (che, tra l’altro, si concede un cameo dal sapore hitchcockiano comparendo in una scena del film e battibeccando con Casey / Lee) sono particolarmente efficaci nel descrivere l’inesorabile “discesa agli inferi” del protagonista: il lavoro che fa (umile, malpagato e senza prospettive), il posto in cui abita (cioè una sorta di prigione: un monolocale seminterrato con soffitti bassi che danno un senso di oppressione e claustrofobia), le risse nei pub e la mancanza di amici, di affetti, di passioni sono tutti elementi che conducono all’identificazione di un personaggio che, da un lato, vuole sparire e dimenticare il passato; dall’altro, ha bisogno di punirsi per tenere a bada la miscela esplosiva che si porta dentro, fatta di ricordi e rimorsi, di rabbia e dolore.
Il tentativo di lasciarsi alle spalle il passato è però destinato a fallire quando Lee è costretto a tornare a Manchester a causa della morte del fratello; morte che fa il suo ingresso sulla scena già fin dalle prime battute, in montaggio alternato con i flashback delle giornate trascorse in barca, per rendere, se possibile, ancora più stridente il contrasto con queste ultime, peraltro tra i pochi momenti sereni del film.
L’impenetrabilità del terreno ghiacciato di un rigido inverno americano (fa troppo freddo persino per scavare una buca in un cimitero) impedisce di inumare il cadavere del fratello di Lee, e tale impedimento appare chiaramente legato a filo doppio con quello del protagonista di riuscire a seppellire i propri fantasmi, i ricordi che lo tormentano, il passato che cerca di dimenticare. Il racconto “spezzettato” del film, d’altra parte (che va avanti sul duplice piano della narrazione e del flashback, piani che si intersecano di continuo), pare a sua volta metafora del mondo interiore di Lee, anche questo ormai andato in pezzi.
Il disordine nell’animo del protagonista traspare dai molteplici quadri fissi su un personaggio ripreso sempre con i capelli spettinati, gli abiti sgualciti, una birra in mano. Il suo sguardo, ora spento, ora livido di rabbia, quasi mai sereno, dà il senso di un’esistenza tormentata, irrequieta, ma distaccata, spenta al tempo stesso. E, a proposito di quadri fissi, il film ne è pieno: è come se la macchina da presa fosse un occhio immobile che osserva impassibile il dramma che gli si consuma davanti.
Da un lato il mare, allora, una distesa d’acqua che rassicura con la sua costante presenza, rasserena nei pochi attimi di felicità che concede, consola dalle sciagure della terraferma; dall’altro la morte, che fa più volte ingresso nella storia col suo carico di dolore e disperazione, la solitudine, la fuga dal proprio passato. Sulla combinazione di questi opposti, Lonergan costruisce un dramma intenso, vibrante, denso di umanità, che coinvolge fin dalle prime inquadrature e delinea uno spaccato sconfortante ma convincente della condizione umana.
Gianfranco Raffaeli

Scheda del film:

Titolo originale: Manchester by the sea
Genere: Drammatico
Origine/Anno: USA/2016
Regia: Kenneth Lonergan
Sceneggiatura: Kenneth Lonergan
Interpreti: Casey Affleck, Michelle Williams, Kyle Chandler, Matthew Broderick, Gretchen Mol, Kara Hayward, Tate Donovan, Heather Burns, Josh Hamilton, Erica McDermott, Lucas Hedges
Montaggio: Jennifer Lame
Fotografia: Jody Lee Lipes
Scenografia: Ruth De Jong
Costumi: Melissa Toth
Musiche: Lesley Barber

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