Manifestare per abbattere le barriere e per l’indipendenza

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Mattina di burrasca oggi a Milano, che però non ha impedito a quattro coraggiosi in carrozzina, accompagnati dalla banda degli ottoni a scoppio, di ritrovarsi e manifestare per i loro diritti, in occasione della giornata europea della vita indipendente.
Qualcuno dirà “Ma eravate in quattro gatti”.
Certo. È vero. Ma c’era sempre un gatto in più rispetto all’anno scorso.
E poi avete mai visto i gatti randagi quando c’è da difendere una cucciolata?
Avete mai visto i gatti far baruffa con i cani?
Sono gatti pirati.
Sono i disabili pirati.

La pioggia non ha impedito di sfilare da piazza 25 Aprile a piazza Gaia Aulenti e da lì fino al centro polifunzionale “La stecca”. Percorso breve ma peno di allegria.
Dei carrozzati di Abbatti le Barriere, c’erano tra gli altri: Andrey con la sua energia dirompente; Tyrone con il suo sorriso ingenuo, Giacomo, accompagnato dalla fidanzata, tanto carina da far apparire bello anche lui; c’era il sottoscritto.
C’erano i rappresentanti della Vita indipendente.

La gente guardava incuriosita. Per niente abituata a veder sfilare gruppi di persone in carrozzina.
Insieme a un popolo a rotelle, colorato e allegro, sfilavano gli amici: Alessandro, provetto aggiusta tutto; Elvira, ex docente universitaria di filosofia, attualmente danzatrice a tempo pieno. C’era Federica, giovane donna dagli occhi chiari, piena di entusiasmo e sempre pronta a buttare il cuore oltre l’ostacolo; c’era Bruno, conosciuto proprio oggi, sempre disponibile e senza cui mi sarei trovato a mal partito, soprattutto quando la carrozzina elettrica ha smesso di funzionare. Ma questa è un’altra storia.
Insomma! Come si dice abitualmente “Pochi ma buoni”.

E i pochi ma buoni hanno diviso il pranzo insieme per poi riunirsi in assemblea.
È subito apparso chiaro che le esigenze delle persone riunite erano nettamente diverse tra loro.
C’erano coloro i quali accompagnati dai badanti, affermavano che per loro vita autonoma, significa innanzi tutto avere un assistente personale che possa aiutarli nelle necessità primarie come: alzarsi dal letto la mattina, fare l’igiene, avere un pasto caldo, essere imboccati.
C’erano i ragazzi di Abbatti le Barriere che rivendicavano: l’abbattimento delle barriere architettoniche, una maggior vivibilità della città. E hanno presentato i loro progetti di campeggio a misura di carrozzina in val di Susa, in Spagna. Inoltre hanno comunicato che il progetto di mappatura delle barriere architettoniche in specifici quartieri della città è ormai quasi completato. Con questo si sono detti pronti a presentarsi nelle sedi istituzionali appropriate, per consegnare i risultati del loro lavoro e una lettera-petizione, in cui si chiede al Comune l’applicazione del regolamento edilizio urbano, che prevede la piena accessibilità di uffici pubblici e esercizi commerciali.
Nonostante esigenze così diverse si è ben presto trovata una base comune.
Al di là dei bisogni specifici di ognuno, alla base della vita indipendente deve esserci la possibilità di autodeterminarsi nelle proprie scelte.
Si è poi parlato di inclusione come accesso alla cultura, al tempo libero.
Dal dibattito sono emersi anche altri punti che Abbatti le Barriere e Vita indipendente porteranno avanti: richiedere che la concessione del contributo statale non sia vincolato alla presentazione dell’ISEE; uniformare gli interventi a livello nazionale. Far sì che non ci siano disparità di trattamento da una Regione all’altra, da un Comune all’altro. Per cui Milano a partire da agosto, ha deliberato di restringe la platea di coloro che beneficiano dei contributi, mentre i Comuni confinanti fanno sì che i fondi continuino ad essere erogati, senza che ci siano sostanziali variazioni rispetto agli anni precedenti.

Un’assemblea ricca di spunti quindi quella di oggi. Che ha avuto l’indubbio merito di farci incontrare e conoscere ancora di più. Di farci mettere in comune conoscenze, strategie ed entusiasmi.
Una giornata quella di oggi che ha aiutato a renderci ancora più consapevoli che disabilità non significa essere meno individui, meno cittadini.
Disabilità significa solo un modo altro di affrontare le sfide che ogni individuo ha da affrontare, per considerarsi soggetto e soggetto di diritti.

Gianfranco Falcone
www.disaccordi.it

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