Marco Bonifazi, La Balena

Marco Bonifazi
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La figura disarmante dell’epilogo è ciò che caratterizza La Balena, opera prima di Marco Bonifazi, che raccoglie venti racconti brevi, scritti con raffinatezza e ossessiva ricerca di una scrittura insieme, scarna e ‘particolarista’, capace di restituire la profonda insussistenza dell’esistenza umana e la sua più animale fisicità. Ed ‘epilogante’ è l’essenza dei suoi personaggi e delle sue storie comuni, di ordinaria ed efferata tristezza.
Ogni personaggio che si affaccia sulla scena della narrazione bonifaziana nulla ha da raccontare, nulla può aggiungere all’insuperabile completezza del proprio non-senso: prima di ogni esistere sta già la parola ‘fine.

Citazione 1
Non ricordava dove avesse imparato a fare animali coi palloncini, forse non aveva mai imparato, forse un giorno si era messo davanti ad uno specchio e aveva cominciato a soffiare, ma ora i polmoni erano andati, perciò gli rimaneva soltanto il suo corpo da mettere alla berlina. Le facce dei bambini deformi stavano sullo sfondo e lui a volte si sentiva solo; prendeva una bottiglia di gazzosa e se la versava in testa facendo smorfie mostruose, imitando la deformità stampata su quei visi che lo osservavano, e allora tutti scoppiavano a ridere e si accalcavano e cominciavano a dare calci e lanciare oggetti con inaudita crudeltà, lui chiudeva gli occhi e digrignava i denti, provava a sorridere ma i colpi erano violenti e gli facevano male.

Nessun accadimento, fatto o esperienza è in grado di aggiungere o mutare qualcosa della condizione in cui i personaggi de La Balena sono immersi. E proprio a partire da questa condizione esistenziale – che diventa l’ossatura narrativa dei racconti di Bonifazi – si dipanano le esistenze smembrate, sconfitte – alcune finanche agonizzanti – dei suoi personaggi, di questi uomini e donne “senza qualità”.
La lezione di Musil – non è un caso che la raccolta si apra proprio con una citazione da L’uomo senza qualità – è condotta alle estreme conseguenze: l’assenza di qualità è l’assenza di ogni possibilità ulteriore, l’assenza di qualsivoglia ulteriorità o potenzialità da venire, miraggio (infranto) di poter disattendere a quell’epilogo già annunciato.

Citazione 2
I genitori trascorsero gli ultimi decenni della loro vita in camera, seduti l’uno di fronte all’altra, sulle rispettive poltrone; R. non ricordava l’ultima volta che li aveva sentiti parlare. Vivevano in silenzio, fissandosi giorno e notte. R. occupava la stanza che ora era della nipote. Vivevano di sguardi e riempivano la casa di silenzio.
-Attendiamo la morte – gli disse la madre.

Ogni progresso è anche un regresso” incalza l’esergo musiliano – ed è un’eco che risuona per l’intero libro. Così La Balena riaffiora in superficie col suo carico di esistenze frammentarie e spossate, incapaci di avvertire finanche questa stessa spossatezza, incapaci di ribellarsi al giogo che le sottomette poiché è un giogo privo di peso, privo di consistenza.
Così, si diceva, La Balena riaffiora: giusto un momento per riprendere fiato e poi giù, nelle profondità del sempre-notturno ‘sottosuolo’ dostoevskijano, fino a sparire, in un’apnea che, forse, non conosce risalita.

Tra gli altri una possibile esemplificazione: Buon Compleanno racconta di un povero clown per bambini che vive in un’auto, primo episodio della “trilogia della festa”, serie di racconti che costituisce, in fondo, il cuore de La Balena. Un clown di nessun talento, alla fine della propria desolante carriera, che ha però la strana consuetudine di farsi pagare con gli avanzi dei compleanni. Poche pizzette e qualche tramezzino gli sono sufficienti per vivere poiché “i soldi erano più complessi, ingombranti, avere soldi significava dover uscire dall’auto e comprarsi cibo e acqua, camminare senza uno scopo, parlare alle persone”.

Citazione 3
Non avevo bagagli, non dormivo da una decina d’anni, la notte vagavo e sentivo freddo, il sonno era andato come se non fosse mai stato un mio problema e in fin dei conti è una gran cosa perché non hai bisogno di una casa.
Ho smesso di lavarmi da anni, da anni non so cosa sia l’acqua corrente, ma il vecchio non faceva caso alla mia puzza. Il vecchio non faceva caso a niente.
Giacomo Petrarca

Marco Bonifazi
La Balena
Meligrana Editore, 2015
Pagine, 115; € 15

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