Lina Sastri: Maria Maddalena o della Salvezza

Lina Sastri in Maria Maddalena o della Salvezza
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I miti e gli archetipi restano eterni perché nelle diverse epoche alcune donne e alcuni uomini li incarnano rivitalizzandone la memoria. È questo il caso di Maria Maddalena ed è questo il caso di Lina Sastri, attrice pluripremiata, cantante e performer napoletana.

La Sastri porta in scena in questi giorni, al teatro Sannazzaro il monologo “Maria Maddalena o della Salvezza”, di cui è regista e interprete, tratto da Fuochi di Marguerite Yourcenar, autrice nota al più vasto pubblico per il romanzo Memorie di Adriano.

La figura di Maria Maddalena è tra le più complesse e controverse della narrazione evangelica: prostituta liberata da Cristo nella ortodossia cattolica e diventata sua seguace nella collocazione clericale che vuole le donne sempre un passo indietro rispetto agli apostoli (uomini) o consorte di Gesù nelle letture apocrife e in una certa tradizione letteraria che sostiene teorie eretiche dai molteplici epiloghi narrativi.

Nella rappresentazione scenica in cartellone questo week end, la storia di Maria Maddalena è narrata come archetipo della mancanza e della solitudine che segue l’amore spezzato. La storia di questa donna si intreccia e si fonde con quelle principali della tragedia di Cristo: Giovanni, Maria madre, Marta, Lazzaro.

Lina Sastri in Maria Maddalena o della Salvezza

La lettura del personaggio, sebbene marcatamente eversiva rispetto all’ortodossia cristiana, non diventa mai blasfema in quanto Maddalena, così come Cristo e lo stesso Giovanni, non tradiscono la loro assoluta fedeltà all’Amore. È sulla natura dell’amore, nella sua declinazione in passione, che avviene la netta divaricazione rispetto al testo evangelico, trasformando la vicenda di Cristo in un’autentica epopea tragica.

Il termine passione, di cui Maddalena rimarca una differenza qualitativa sostanziale rispetto a quello di amore si ricongiunge con il suo significato primigenio ed etimologico dal latino e dal greco che richiamano il significato di sofferenza (pati in latino soffrire e pathos in greco dolore).

La passione, dunque, come espressione potenziata dell’amore, rivela la sua essenza di dolore in quanto il destino di chi ama, o meglio di chi ama con passione, è inesorabilmente l’abbandono. E così nella tragedia di Maddalena non troviamo sconfessate né la resurrezione del Cristo, né la sua natura di figlio di Dio e di Dio stesso, e neppure la natura castissima del legame alla Maddalena, pur tuttavia la novella cristiana non assurge al lieto fine della salvezza, e il frutto di sangue che Cristo distilla sulla croce diventa inutile a trasformare il mondo.

Nella storia intima e personale della Maddalena, la morte di Cristo in croce è l’estremo segno della dannazione della donna. Maddalena che ama appassionatamente Cristo ha perso tutto, tutto le è stato strappato e non vi è alcun risarcimento. Non aveva avuto la vita serena da matrona, da madre e sposa cui era destinata, non aveva avuto la vita lussuriosa di prostituta di alto bordo cui voleva abbandonarsi per vendetta, e perfino la santità non le viene incontro come consolazione in quanto non è contemplata nel testo duro e rivoluzionario della Yourcenar.

L’epilogo della storia, e in ciò risiede la sua potenza di tragedia, è che Maddalena non viene salvata da nulla, se non dalla felicità. Per affermare questa verità dolorosissima non è stato necessario rinnegare o adulterare niente del racconto evangelico né disconoscere la divinità del Cristo.

Ciò che viene portato in scena non è il conflitto tra l’uomo, o meglio la donna e Dio, viene piuttosto rappresentata una visione di negazione ontologica della possibilità di salvezza e di felicità, nonostante il sacrificio di Dio compiuto in suffragio per l’uomo.

Una simile lettura tanto divergente dal testo biblico poteva essere retta soltanto da una grande artista.

La Sastri, con una scenografia scarna ma efficacissima, punteggiata da candele minuscole, ricorrendo alla magia del suo canto, declinato in tutti i linguaggi antichi, vestita di stracci sovrapposti che non riescono a contenere la sua femminilità dirompente, accompagnata da musiche perfettamente amalgamate alla narrazione, dona al pubblico uno spettacolo di sublime bellezza.

La Maddalena è un ennesimo tassello che va a inserirsi nella straordinaria carriera di Lina che ha prestato corpo, voce e anima a tutte le più potenti figure dell’immaginario femminile. Questa nuovo pezzo teatrale di cui ha curato regia, drammaturgia e costumi, conferma la straordinarietà di questa artista napoletana, che da autentica figlia del Mediterraneo, possiede la forza stratificata di millenni di storia e l’energia ancestrale e incontaminata del sacro femminile.

Stefania Squillante

Teatro Sannazaro – Napoli
fino al 20 Febbraio
Maria Maddalena o della Salvezzad
da Fuochi di M. Yourcenar
regia e drammaturgia Lina Sastri
collaborazione allo spettacolo, installazioni sceniche e disegno luci di Bruno Garofalo
ideazione costumi Lina Sastri
produzione esecutiva Costantino Petrone
coproduzione Tradizione Turismo Centro di Produzione Teatrale e Salina

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