Marianna Nobile ci parla di grafologia, scrittura manuale e personalità

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La grafologia suscita posizioni polarizzate tra chi la giudica un metodo che presume di dedurre alcune caratteristiche di personalità da un individuo e chi le riconosce la dignità di scienza umana che può aiutarci a conoscere noi stessi.
Senza volerci addentrare nelle motivazioni a sostegno delle due tifoserie contrapposte, possiamo riconoscere che la grafologia studia il risultato di un’attività che coinvolge cervello e motricità fine, tra idea e atto creativo. Dal punto di vista neurologico l’atto dello scrivere è influenzato dal nostro stato d’animo, dalle nostre emozioni, dai nostri desideri.
Attraverso l’osservazione della nostra scrittura possiamo indagare noi stessi: si tratta di un’impronta unica e originale, in quanto nostra diretta emanazione.
Il grafologo opera nell’analisi del nostro scritto attraverso lo studio di vari parametri tra cui spazio, forma, movimento e tratto.
La grafologia nasce a metà dell’Ottocento, all’incirca nello stesso periodo in cui nasce la psicologia.

Abbiamo incontrato la dottoressa Marianna Nobile, grafologa, psicologa e perito grafico giudiziario a Milano per farci spiegare quali sono le aree di applicazione e le potenzialità di questa scienza umana.

Marianna Nobile
Marianna Nobile

Chi è Marianna Nobile e come nasce una grafologa?
Ho lavorato per anni nell’ambito della ricerca/selezione e formazione del personale prima di decidere di perseguire una mia passione frequentando la scuola triennale di grafologia di Milano (Arigrafmilano – indirizzo francese). Ho avuto inaspettatamente delle opportunità professionali ed ho deciso di approfondire poi gli aspetti di fragilità delle persone che si rivolgevano a me, il che ha reso indispensabile completare la mia formazione con un percorso accademico che mi ha portato a diventare anche Psicologa.
Quali sono i campi di applicazione della grafologia?
La grafologia fornisce una fotografia delle caratteristiche fondamentali del soggetto. Permette di valutare le modalità relazionali e le attitudini professionali. A livello personale può essere utile per conoscersi meglio, individuare punti forti e punti deboli del modo di essere e di relazionarsi con gli altri. Può aiutare ad avere una maggiore consapevolezza di se stessi su diverse aree (affettività, socievolezza, energia vitale, autostima e tanto altro ancora). La fotografia viene scattata nel qui et ora e non prevede che si ripercorra l’anamnesi della/o scrivente.
Il campione di scrittura da analizzare deve essere sempre in originale per permettere al grafologo di “sentire” la pressione della grafia sul foglio al fine di analizzarla in relazione al contesto grafico.
Un individuo che si trovasse nella necessità di ricollocarsi professionalmente e che ha sempre svolto mansioni operative potrebbe scoprire attraverso un’analisi grafologica di possedere abilità relazionali sulle quali orientare le proprie risorse ed investire sia da un punto di vista personale che professionale.
Chi si rivolge a Marianna Nobile?
Tante sono le persone incuriosite che stanno vivendo un momento di transizione nella loro vita e che cercano nell’analisi grafologica delle conferme rispetto alle proprie scelte.
Dall’analisi grafologica emergono spesso dei feedback che non tutti sono pronti ad accettare. È sempre importante per il grafologo porre molta attenzione alla restituzione di un’analisi, cercando di usare un linguaggio appropriato e delle parole che siano comprensibili e rispettose del soggetto che ha di fronte. Si possono evidenziare delle aree di fragilità e degli spunti che poi possono portare la persona a decidere anche di indirizzarsi verso un percorso psicologico. Ma occorre, ripeto, misurare e adoperare un linguaggio consono alla professione del grafologo proprio perché non tutti i grafologi sono psicologi e non è assolutamente richiesto che lo siano, visto che si tratta di due professioni con campi di applicazioni differenti che, però, potrebbero collaborare.
L’analisi grafologica può essere anche uno strumento di cui lo psicologo potrebbe avvalersi per avere quella fotografia iniziale utile per cominciare a “mettere a fuoco” un paziente.
Quanto è conosciuta e come è utilizzata la grafologia oltre i confini dell’Italia?
In Svizzera e in Francia la grafologia è molto diffusa nell’ambito della selezione del personale. Ci sono studi interessanti anche in altri paesi dove si cerca di valorizzare l’importanza della scrittura a mano anche per metterla al servizio nel campo della riabilitazione. Per esempio, in Argentina, dove sia la psicologia che la grafologia sono molto diffuse, c’è una collega che sta facendo degli studi su come la scrittura manuale, attraverso un metodo specifico, possa essere utilizzata per ottimizzare l’espressione grafica compromessa a causa dei sintomi della malattia di Parkinson. Questo metodo ha anche un effetto positivo sulla realizzazione di altre attività che necessitano di abilità motorie fini.
È così importante continuare ad esercitare la scrittura manuale?
Assolutamente si e ci sono molte ricerche internazionali nell’ambito delle neuroscienze che lo evidenziano. Io utilizzo ovviamente gli strumenti digitali nell’ambito del mio lavoro ma quando desidero scrivere per me o prendere appunti lo faccio “a mano”. Sto esplorando anche il campo della scrittura autobiografica che riguarda la narrazione di sé ed è utile per far emergere ricordi, stati d’animo ed emozioni. Sto pensando a dei percorsi per unire la scrittura autobiografica alla grafologia come possibilità per conoscersi meglio scrivendo di sé ma, anche, per approfondire che “come” si scrive racconta tanto di noi.
Adelaide Cacace

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