Mario Marino: Vorrei conoscerti

vorrei conoscerti mario marino
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Il percorso evolutivo di un ragazzo affetto da un disturbo del comportamento e della sfera emozionale nelle parole del padre che ha imparato a seguirlo e ascoltarlo. Un racconto coinvolgente e umano che mette in discussione le nostre facili certezze sull’essere genitori.

Premessa (doverosa e necessaria)
Ho letto Vorrei conoscerti di Mario Marino su suggerimento di una persona a me cara. L’ho letto tutto di un fiato e con un forte coinvolgimento.
Eppure, nel momento in cui avrei dovuto avere una chiave per presentarlo, ho avuto dei forti dubbi e non pochi tentennamenti.

La vicenda che Mario Marino ci racconta, viene così presentata nella quarta di copertina: L’opera esamina, con l’emozione partecipativa e coinvolgente di un padre, il percorso evolutivo di un ragazzo originale, intelligente e sensibile, affetto da un disturbo del comportamento e della sfera emozionale e gravato da alcune difficoltà prassiche e di coordinamento motorio.
Ho compreso poi che era inutile e fuorviante provare a superare i miei dubbi di lettore e che, invece, dovevo partire proprio da essi, per render conto dell’impatto umano ed emotivo che il testo comporta.
Vorrei conoscerti è allora una prospettiva, una strada, un cammino che si snoda continuamente tra le due grandi esperienze della vita che molti di noi conoscono: l’essere figlio e l’essere padre.

Citazione 1
Con il trascorrere dei giorni iniziò ad alimentarsi in noi una certa inquietudine. Costatavamo come la vivacità di nostro figlio, contenuta fino a dieci mesi, diventasse sempre più esplosiva e incontrollabile, al punto da renderlo un bambino ingestibile. Ci risultava difficile portarlo a passeggio senza imbatterci in un pianto strozzante e ininterrotto, partecipare a una festa in famiglia senza vederlo rompere i giocattoli, smanacciare la torta, correre continuamente.

Una storia unica, come tante…
Una giovane coppia, con un quadro familiare e affettivo sufficientemente saldo e avvolgente; un uomo e una donna meritevoli negli studi e ben avviati nel campo del lavoro; un uomo e una donna che si sono ritrovati dopo tanti anni e hanno deciso di affrontare insieme quei piccoli e grandi passi che la vita richiede.
Scelte professionali, trasferimenti, la necessità di conciliare lavoro e famiglia: tutto noto e tutto ignoto, come capita a quasi tutti, del resto.
Il cammino della vita sembra, a volte e per alcuni, proporre delle tappe quasi chiare e nette. E così si va incontro alle nuove esperienze come quella di avere un figlio. Poi qualcosa s’inceppa; qualcosa è poco chiaro; i comportamenti di Luca non sono quelli previsti e la ricerca di una spiegazione diventa sempre più impegnativa.
Questa è anche la storia di una madre e di un padre che hanno imparato a ripensare se stessi per comprendere il figlio.

Citazione 2
Nei primi anni dell’infanzia, infatti, le limitate disponibilità, in Luca, di abilità fondamentali, in ambito prassico-organizzativo e emotivo-relazionale, non solo gli impedivano di riscontrare l’apprezzamento dei propri coetanei, ma lo esponevano anche alla loro ridotta “considerazione”, limitandone l’autostima.

Trovare una definizione, trovare una diagnosi
Trovare una definizione giusta per un fenomeno, un testo, un sentimento ci aiuta a gestirlo e a comprenderlo.
Questo è stato, alla fin fine, il primo problema che ho scorto in questo testo: che cosa è Vorrei conoscerti? Un diario? Una cronaca? Un romanzo particolare? Un resoconto medico/affettivo?
Certo, il testo presenta delle ripetizioni che si potevano evitare e qualche rigidità narrativa, forse, semplice frutto della formazione dell’autore. Peccati veniali, si direbbe.
Il racconto di Mario Marino ci coinvolge però, con coraggio e abnegazione, in un problema ancora più devastante per quanto riguarda la necessità di trovare una definizione: Che cosa ha mio figlio? Come si definisce la sua situazione? Come si cura? E così via.
Trovare una definizione, giungere a una diagnosi, conquistare degli elementi che consentano ai genitori di capire che cosa accade al loro figlio: parole, domande, pianti.
Questa è anche un’utile cronaca del complesso rapporto con i medici, le strutture sanitarie, le scuole, gli spazi associativi, le famiglie di altri ragazzi.
Questa è la storia di Luca che si conquista uno spazio nel mondo e sa farsi amare dagli altri.

Citazione 3
Spesso ho temuto di trasformarmi in un uomo mediocremente rassegnato al sentimento dell’invidia per la soddisfazione degli altri genitori, per ciò che da padre avrei desiderato.
E credo che l’impegno instancabile di questi anni intendesse contrastare in ogni modo, ai miei stessi occhi, un’immagine di me tanto meschina quanto umana, per attingere il valore ben più nobile della dignità genitoriale.

Conoscere e raccontare
Per poterti conoscere davvero, devo raccontare la tua storia: questa è la più grande scoperta che Mario Marino deve aver fatto; da questa consapevolezza è nato questo libro.
Racconto la tua storia perché tu sei mio figlio e non sei una malattia, un male, un difetto, un limite.
Tu sei la tua storia mentre si fa e accade fuori dai canoni che avevamo previsto, fuori dagli schemi che avremmo voluto seguire e, per dire della tua bellezza e della tua creatività, non resta che il racconto di come sei diventato ciò che hai voluto essere.
Questa esigenza del raccontare mi sembra essere la nota più profonda di questo testo.
Antonio Fresa

Mario Marino
Vorrei conoscerti
Erickson Live, 2015
Pagine 176; € 15,00

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