Massimo Carlotto: La banda degli amanti

Massimo Carlotto la banda degli amanti
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Il ritorno dell’Alligatore in una complessa vicenda che vede protagonista anche Giorgio Pellegrini, un altro dei personaggi creati da Carlotto.

Di chi parliamo?
Ben folta è stata la schiera di lettori che hanno atteso, dopo un silenzio apparso fin troppo lungo, il ritorno di Buratti, Rossini e Max.
Per chi non appartenesse ancora alla compagnia dei lettori di Carlotto, è bene ricordare che Marco Buratti è un investigatore senza licenza che indaga e agisce con il supporto di Beniamino Rossini, “vecchio contrabbandiere” la cui fama non è stata mai oscurata dall’inganno o dalla delazione, e di Max la Memoria, archivista dei delitti e della malavita internazionale.

Buratti, Rossini e Max hanno la consistenza dei “relitti” di un’epoca che tramonta e agiscono, ancora e comunque, nel rispetto di regole che sentono necessarie a distinguere i “buoni” dai “cattivi”.
I loro metodi non sono ortodossi e neppure legali; eppure nel loro agire resta la traccia di una sorta di nostalgia per una giustizia tradita, per un’onestà creduta possibile, per un’utopia pensata come raggiungibile.
I nostri eroi credono ancora, ognuno con una strada diversa, nell’amore, nei perduti amori o nei possibili amori.
I nostri eroi conoscono tutto il marcio del mondo e degli uomini, e sanno affrontarlo con durezza, cattiveria e violenza; eppure portano nei loro sguardi, nelle loro parole e nelle loro scelte l’impressione che il mondo potrebbe anche essere diverso, almeno per un poco, almeno per un sogno, almeno per un ricordo, almeno per una canzone, almeno per l’ultimo bicchiere.
In questa commistione è sempre emersa, nelle storie fin qui narrate, la struggente capacità narrativa di Carlotto nel tenere insieme dolore e schifo, violenza e amore.

Citazione 1
L’estate aveva tradito ogni aspettativa. Aveva deciso di essere dispettosa, a tratti insopportabile, costringendo gli esperti a frugare nel passato alla ricerca di una stagione altrettanto bagnata e ventosa. Quel tardo pomeriggio le nubi coprivano il cielo ma non sarebbe piovuto.

Perché ci diciamo convinti lettori di Carlotto?
La crisi italiana non è soltanto economica, ma, prima di tutto o contemporaneamente, è una crisi etica e morale che vede una torsione violenta della storia del nostro paese e uno smarrimento che è figlio di un cambio d’epoca per il quale spesso non troviamo le parole e i paradigmi.
Le vecchie categorie interpretative, quelle che hanno sorretto il secolo scorso e gli albori di questo, non bastano a descrivere una realtà che cerca un nuovo equilibrio e una nuova definizione sociale.

Nei suoi romanzi, attraverso personaggi unici e scolpiti con sapienza, come Marco Buratti, Beniamino Rossini e Max la Memoria, Massimo Carlotto si è assunto, ben prima della sociologia e della cronaca, l’onere di guidarci nelle mutazioni antropologiche di un paese che ha subito in pochi anni uno stravolgimento irreversibile.
Esageriamo per intenderci e speriamo che l’autore non ce ne voglia: la caduta del Muro di Berlino, salutata da molti come la vittoria del capitalismo, avrebbe dovuto indurre a un’analisi più attenta della nuova realtà storica ed economica.
L’ebbrezza per le celebrazioni del dio denaro/mercato hanno accomunato i popoli dell’Est alla ricerca di una nuova ribalta e quelle regioni d’Italia che da poco avevano dimenticato la loro originaria povertà. In questo incontro/scontro tutto è cambiato e tutto risponde a una sola legge: quella della corruzione, economica, morale, politica.
Ognuno ha il suo prezzo; ognuno ha il suo vizio che lo rende ricattabile; ognuno ha un’ambizione che richiede mostruosi alleati.
Ecco il mondo che Carlotto ha narrato nei romanzi dedicati all’Alligatore e alle attività di Giorgio Pellegrini.

Citazione due
Andando al parcheggio allungai il percorso per ripassare davanti alla Nena. Mi fermai sull’ingresso per sbirciare. Faceva ancora abbastanza caldo per lasciare la porta spalancata. Il ristorante era al completo. Giorgio Pellegrini svolazzava tra i tavoli con il solito sorriso affascinante. A un certo punto mi vide e affrontò per un attimo la mia curiosità. Non cambiò espressione. Solo gli occhi erano diversi. Erano svuotati di ogni traccia di umanità.

La vicenda
Guido Di Lello è un tranquillo professore universitario che scompare all’improvviso. Dopo qualche mese il suo caso finisce tra quelli insoluti, la sua fotografia mescolata a quelle degli altri scomparsi.
Oriana Pozzi Vitali, la sua amante segreta, appartenente a una ricca e nota famiglia d’industriali svizzeri, è l’unica ad avere elementi per ricostruire la verità dei fatti.
La donna ha scelto a lungo il silenzio per evitare di essere coinvolta. Spinta da un insostenibile senso di colpa, si confida con un’avvocatessa che le consiglia di rivolgersi all’investigatore senza licenza Marco Buratti, detto l’Alligatore.
Buratti, dopo molte resistenze, accetta e inizia a indagare insieme ai suoi due soci: Beniamino Rossini e Max la Memoria.

Un labile indizio, dopo un iniziale scoramento, li conduce sulla pista giusta e i tre si trovano coinvolti in una tremenda storia che li costringerà a scontrarsi con la raffinata mente criminale di Giorgio Pellegrini (protagonista di altri romanzi di Carlotto come Arrivederci amore, ciao e Alla fine di un giorno noioso).
In questa lotta sempre più mortale, sarà coinvolto anche Giulio Campagna, un poliziotto molto particolare che in tutta la sua carriera non ha mai agito secondo le regole.
I colpi di scena saranno tanti e tante volte il lettore sarà costretto a cambiare la prospettiva attraverso cui inquadrare le cose che accadono.

Citazione tre
Passando vicino al loro tavolo aveva “casualmente” allungato il braccio per far salire il polsino e mettere in evidenza i bracciali. Fino a quel momento ero certo si trattasse di una leggenda, e invece lui stesso aveva voluto farmi vedere la sua collezione di scalpi. Ogni braccialetto un morto. Povero vecchio stronzo, ne avevo sicuramente ammazzati più di lui.

La sfida senza limiti
La sfida senza limiti, iniziata in questo nuovo romanzo e destinata a inattesi sviluppi, è quella tra Buratti e soci e Giorgio Pellegrini.
Tutti i personaggi nati dalla penna di Carlotto appaiono sulla scena in questo romanzo. E forse anche tutti i fantasmi di Carlotto, si danno appuntamento in questa sorta di “epica sfida” tra personaggi letterari.

La sfida è anche quella accettata dallo scrittore, nel mettere a confronto i suoi personaggi, provenienti da due diversi e ben distinti cicli narrativi.
Giorgio Pellegrini sembra il “male assoluto”, sembra un uomo che per sopravvivere e riciclarsi, ha finito con il cancellare dal suo cuore ogni pietà, ogni attesa, ogni debolezza.
Il suo cammino, fatto di vendetta, sfruttamento e paura, incrocia quello dell’Alligatore nel corso dell’inchiesta: i due si osservano come in uno specchio deformato che un poco li avvicina e molto li allontana.
Se dovessimo dare un’indicazione al lettore per dipanare la matassa di questa storia, e per aiutarlo a comprendere fino in fondo la potenza della disperazione che si nasconde in queste pagine, lo inviteremmo a leggere con attenzione, per tutti i dettagli, la scena dell’incontro tra Beniamino Rossini e Giorgio Pellegrini: due mondi, due strade, due destini che camminano sul filo della stessa lama, della stessa violenza, della stessa voglia di dimostrare la propria forza.
Piccola, magistrale e narrata con maestria, qualche differenza tra i due emerge, sfumata, labile e ognuno potrà sentirsi chiamato a stabilire quale limite li separa, quale idea della morte li distingue. Il resto è tutto da scoprire…
Antonio Fresa

Massimo Carlotto
La banda degli amanti
Edizioni e/o, 2015
Pagine 208, € 15,00

 

 

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