Massimo Popolizio moderno aedo racconta La caduta di Troia.

Massimo Popolizio
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Massimo Popolizio è un aedo moderno che ci racconta, nell’unica serata in cartellone, della caduta di Troia. Non so se sia in contatto con gli dei, non credo. Ma con il suo La caduta di Troia, l’attore romano ci ha fatto sognare. Ci ha portato all’interno della scena, riuscendo con la forza della voce a evocare l’assedio, la strage, il sangue, la disfatta di una città.

Massimo Popolizio riesce a restituire vis tragica e pathos a ognuno dei momenti del secondo libro dell’Eneide, da cui è tratto lo spettacolo. Rende vivi i personaggi dipinti da Virgilio, e noi li vediamo, li viviamo, come fossero presenti sulla scena.
Mi sono chiesto più volte durante lo spettacolo quale fosse la qualità artistica di Massimo Popolizio. Mi sono risposto definitivamente quando il boato per il goal segnato da Chiesa alla Spagna mi ha sorpreso, mi ha riportato alla realtà, ricordandomi che ero immerso in un sogno, il sogno del teatro. Per un attimo mi sono distratto, per poi ritrovare subito dopo Enea che portava in spalle il padre Anchise. Ma prima di quell’urlo da goal esisteva soltanto Ecuba, il clangore della battaglia, le fiamme, la disperazione di un popolo che muore.
L’Italia ha vinto ai rigori sulla Spagna, cinque a tre. Massimo Popolizio vince sulla nazionale italiana cinquecento sessantotto a cinque. Tanti erano gli spettatori arrivati a I bagni misteriosi del Parenti. Se le vie adiacenti al teatro, le strade per arrivarci, erano semi deserte a causa della semifinale, I bagni misteriosi erano pieni di un pubblico che non attendeva altro che immergersi nelle storie del passato.

I bagni misteriosi, così è stata ribattezzata la vecchia piscina Caimi, costituiscono uno dei luoghi magici di Milano, che Andrée Ruth Shammha, anima e strega benefica del Parenti ha riportato a nuova vita, vivificandoli a ogni stagione con una programmazione sempre di alto livello.
Massimo Popolizio con il secondo libro dell’Eneide ha portato in scena storie che appartengono a epoche antiche, ma che sempre si ripetono nell’oggi. Perché l’uomo è un accanito sostenitore del dolore e della violenza nei confronti degli altri uomini. Le storie di Virgilio, de La Caduta di Troia hanno preso vita attraverso parole, canto, musica.
Un posto d’onore sicuramente va conferito alle musiche eseguite dal vivo da Stefano Saletti (oud, bouzouki e bodhran) e da Pejman Tadayon  (kemence,  daf e ney strumenti della tradizione persiana). Calda, sognante, tragica e arcaica, la voce di Barbara Eramo diventa di volta in volta pianto, invocazione, nostalgia, dolore, immagine del sacro. Ma soprattutto è in grado di conquistare un pubblico attento.

Aveva ragione Popolizio nella recente intervista che ci ha rilasciato. La musica dello spettacolo non è un accompagnamento, una mera giustapposizione, messa lì ai soli fini dell’intrattenimento. Essa costituisce una tessitura finemente intrecciata ai versi del poeta, alla voce del nostro aedo, ai sentimenti, all’immaginario che il prezioso insieme di questo spettacolo riesce ad evocare.
Musica colta, musica sacra, parole di lingue antiche, lingue rare, si mescolano sul palco dei Bagni misteriosi. E il pubblico beve quei suoni, quelle voci, quelle storie come se fosse preso da una sete che non riesce ad estinguersi.
Ancora una volta dobbiamo ribadirlo. Quello di Popolizio non è un lavoro da doppiatore, e già quello basterebbe a nobilitare la sua interpretazione. Quello di Popolizio è il raffinato lavoro di un artista che tramite la voce riesce a costruire scene epiche. È in grado di restituire al contempo la magia di scene campali, lo struggimento degli incontri intimi di Ecuba e Priamo, la morte feroce del re, la delicatezza di Ecuba con Enea. Massimo Popolizio dispiega per ognuno dei personaggi ormai entrati nel mito, uno sguardo attento e partecipe, che porta il segno dell’amore.
Amore per il teatro, amore per questa arte effimera che sempre sopravvive, in cui tutto è falso ma proprio per questo ancora più vero.

Gianfranco Falcone

Interpretazione Massimo Popolizio
con musiche eseguite dal vivo da Stefano Saletti, Barbara Eramo, Pejman Tadayon
produzione Compagnia Orsini

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