Un fermo monito di Mattarella alle istituzioni e ai concittadini

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Scontro istituzionale e responsabilità individuali al centro del duro discorso all’Assemblea dell’Anci del Presidente Mattarella. Forse varrebbe la pena ripartire dalle parole di Antonio Decaro, sindaco di Bari, che all’Assemblea ha chiesto «scusa ai cittadini a nome di tutta la classe dirigente italiana. Perché non ci siamo mostrati adeguati a fronteggiare questa maledetta pandemia». Quanti avrebbero detto la stessa cosa,  dal governo all’ultimo dei sindaci italiani? Gli amministratori regionali stanno chiedendo con forza il cambio dei criteri che indicano il colore della loro Regione ricevendo per ora un no da Roma. Assistiamo al caos in Calabria a proposito del quale Gino Strada ha detto che “la situazione è già difficile senza che diventi anche grottesca“. Il fermo e duro discorso del Presidente ricorda che «la libertà rischia di indebolirsi quando si abbassa il grado di coesione. È questa la prima responsabilità delle istituzioni democratiche, a tutti i livelli». Ma si è rivolto anche ai cittadini «affinché ci si renda conto, tutti, della gravità del pericolo del contagio che sta investendo l’intera umanità».

 

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