Mattiel, Satis Factory

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Mattiel Brown titolare del progetto Mattiel è cresciuta in una fattoria vicino Atlanta, ascoltando i dischi della collezione materna ha formato i suoi gusti musicali, si spazia dal folk al country al psychedelic rock anni ‘60.
Trasferitasi in città cerca in principio di imporsi come Visual Artist e Designer, l’incontro con Randy Michael e Jonah Swilley, è decisivo per far evolvere le sue straordinarie doti di autrice e cantante.
È tempo ora di fondere la sua formazione musicale con le nuove sonorità punk e garage rock.
Dopo qualche anno di gavetta e l’ottimo album di esordio, Mattiel esce con il secondo disco, Il primo lavoro era un disco più istintivo ma anche questo mantiene in parte la stessa attitudine, con questo lavoro si recuperano delle influenze che le appartenevano come le radici più blues.
L’uscita del loro secondo lavoro discografico risente dell’influenza, senz’altro positiva, di Jack White per il quale hanno aperto alcune date lo scorso anno.
Lei fan, da sempre, dei White Stripes era impressionata soprattutto dal loro look senza fronzoli e dal modo di Jack white molto grintoso di interpretare la chitarra Lo-Fi.

Satis Factory è il seguito perfetto per il loro album di debutto e consolida ulteriormente la loro crescente reputazione.
C è rispetto all’esordio una sperimentazione, sempre mantenendo un approccio garage le atmosfere rock’n’roll anni ’60 vengono modernizzate. “Satis Factory” mette al centro una continua ricerca i testi ironici e provocanti ben si adattano alla potente voce di Mattiel Brown, il lo-fi rock di Mattiel trova un suono più pulito ed elegante l’intero album scorre senza stancare e non ci sono tracce che sembrano essere messe li solo come riempitivo.
Si parte con “Moment of Death” che con il suo incedere cantilenante esalta le sue doti vocali. Il primo singolo estratto dal disco , “Keep The Change” una perla pop-rock un po’ retrò ma la meravigliosa voce brillante di Mattiel crea il singolo perfetto.
Millionaire”, omaggio neanche poi tanto nascosto ai Velvet Underground. “Je Ne Me Connais Pas”, forse un po’ ruffiana con il suo ritornello in francese “Non mi conosco” ma anche chitarre e tante.
Per il resto non c’è una canzone che non si ricordi con piacere, “Populonia” “Athlete” e “Berlin weekend” grandi chitarre e l’inimitabile vocal show.
Le grida stile Sixsties e tutta questa sferzata di rock and roll era proprio quello di cui avevamo bisogno.
Per tutti i fans di Holly Golightly e Courtney Barnett.
Cesare de Stefano

genere: rock
Mattiel
Satis Factory
etichetta: Heavently
data di uscita: 14 giugno 2019
brani: 12
durata: 00:34:00
album: singolo

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