Maurizio de Giovanni: Serenata senza nome

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In Serenata senza nome, notturno per il commissario Ricciardi, Maurizio de Giovanni ci racconta una struggente storia d’amore. Distanza, rabbia e gelosia si mescolano per un delitto pieno di violenza. Ancora una volta l’apparenza inganna e il commissario Ricciardi, sempre alle prese con le donne che comunque gli girano intorno, sarà chiamato ancora una volta a misurarsi con il dolore della vita.

serenata senza nome maurizio de giovanniIl lettore, soprattutto se affezionato ai personaggi e alle trame, si sente autorizzato a impossessarsi del testo e del racconto, e lo spinge anche oltre le intenzioni dell’autore stesso.
In qualche recente intervista, Maurizio de Giovanni ricordava la sua vocazione a narrare storie più che elaborare conoscenza o pillole di saggezza.
Acquisita questa sua riflessione, dobbiamo però confessare che forte resta la tentazione di leggere questa sua ennesima prova, anche come una riflessione sulla forza dell’amore, sulla sua possibile durata, sul disperato bisogno di credere in qualcosa di duraturo.

Citazione 1
Dopo qualche istante Jack andò da Alfonso e gli porse una manciata di banconote. Il chitarrista sollevò il cappello in segno di ringraziamento, prese la custodia dove aveva riposto lo strumento e fece cenno al giovane collega, avviandosi lungo la discesa. Il ragazzo lanciò un ultimo sguardo all’ubriaco e lo seguì.
Si sentiva come se avesse assistito a un funerale.

Non soltanto le navi partono per terre assai lontane, portando il carico di disperazione di chi cerca fortuna fuori dalla propria terra. Su quelle navi, viaggiano anche uomini che hanno dovuto abbandonare le proprie donne. E, quello che sembrava o poteva essere un capriccio giovanile, diventa per Vincenzo la stella polare della sua vita. Il suo amore per Cettina non sarà scalfito da niente e la sua carriera da pugile sembrerà la via maestra per tornare da lei, ricco e famoso, per riprendere quel dialogo affettivo interrotto bruscamente anni prima.
E così Vincenzo diventerà Vinnie, The Snake, il pugile implacabile dal colpo risolutore e dalla vittoria conseguita senza paura della sofferenza.
Anche il regime fascista sarà orgoglioso di questo italiano che si conquista la fama sui difficili ring americani. Vincenzo dentro è ancora un uomo buono che non ama quella violenza che è costretto a praticare e, quando i suoi colpi provocheranno la morte di un suo avversario, contro tutto e contro tutti, deciderà di chiudere la sua carriera e di tornare in Italia alla ricerca dell’amore di un tempo.

Citazione 2
Un match dopo l’altro. La palestra. Il quartiere. La città. Lo Stato. Il Paese. Il continente. Tutti giù come birilli al bowling; ognuno con un punto debole da sfruttare al momento giusto. Lui, The Snake, il Serpente, scattava e colpiva non appena trovava lo spiraglio. E lo spiraglio, prima o poi, si apriva sempre.

Per disperazione non si parte soltanto; a volte si ritorna alla ricerca di qualcosa che era rimasto in sospeso e che potrebbe essere perduto per sempre.
Cettina, per una serie di circostanze che emergeranno con chiarezza nel corso della narrazione, ha dovuto sposare un uomo che ha garantito, con il suo denaro, la soluzione di molti problemi.
Una serenata notturna, un plateale incontro a teatro, una furiosa discussione e tutti avranno chiara l’idea che Vincenzo sia tornato per ritrovare Cettina e farne fuori il marito.
Gli eventi, l’autopsia, le chiacchiere, e anche la volontà politica del regime che ha ripudiato un campione che si è ritirato troppo presto, sembrano preparare una facile e veloce soluzione dell’omicidio.
A indagare ci sono però il commissario Ricciardi e il brigadiere Maione, la coppia di sempre, che non ama fermarsi alle apparenze e soprattutto non ama cedere alle volgari pretese dei superiori.

Citazione 3
La Irace sospirò.
– Noi non abbiamo avuto figli. Purtroppo non sono venuti, anche se io ne avrei voluto tanti. Chissà, magari sarei stata una cattiva madre e il Padreterno non me li ha mandati, non lo so. Con gli anni mi sono abituata all’idea e ho trovato altri interessi. Ora, però, dovrò occuparmi del negozio. Mio fratello avrà bisogno di aiuto, lui…lui non può certo farsi carico di tutto.

In una Napoli piena di una pioggia dolente, mentre Ricciardi è chiamato a confrontarsi con il suo universo di dolore e con le attenzioni delle donne che si perdono nei suoi occhi, l’indagine svela la natura contorta di legami che sembravano semplici e naturali e apre a un finale che lascia, dopo tanta sofferenza, una traccia di speranza e di attesa.

Citazione 4
Il brigadiere lo fissava negli occhi come se leggesse i suoi pensieri. Come se la titubanza che mostrava fosse lo specchio di ciò che aveva nel cuore. Ricordò la notte di sedici anni prima, in bilico sul parapetto della nave che lo aveva portato in America, le acque nere cinque metri sotto di lui. Allora non aveva esitato. Allora aveva ben chiaro il proprio futuro.

L’indagine si snoda fra affaristi senza scrupoli e parenti serpenti con alcuni colpi di scena. Nuove trame si vanno componendo e le vite dei personaggi creati da Maurizio de Giovanni si vanno fondendo le une con le altre, creando le premesse per nuovi amori, nuovi legami e nuovi fallimenti.
In fondo al romanzo, nelle ultime e definitive pagine, la difficile relazione fra il misterioso commissario Ricciardi e la sua dirimpettaia Enrica conoscerà ancora una tappa fatta di dedizione, coraggio e attesa.
Antonio Fresa

Maurizio de Giovanni
Serenata senza nome
Einaudi, 2016
Pagine 384, € 19,00

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