“Molto divorzio per nulla” per chi nella vita non ama dire “sorry”!

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Parafrasando la famosa opera shakespeariana di fine XVI secolo che tematizza, nella forma della tragicommedia, temi amorosi intrisi di elementi farseschi e giocosi, “Molto divorzio per nulla” fonde ironia e impeto per una riflessione profonda su quello che è il rapporto di coppia oggi e per sempre.
In scena a Roma al Teatro Flavio dal 3 ottobre al 17 novembre, la compagnia Venturini si divide nei 4 ruoli prototipi che servono per dar vita a una storia d’amore di quelle molto animate: il classico triangolo amoroso più l’immancabile figura dell’avvocato.

Sirio e Maria sono sposati da svariati anni, lui è un importante uomo politico di una certa età, lei una donna un po’ all’antica ma allo stesso tempo forte e rivoluzionaria. L’esuberante marito, non si accontenta della sua stabile relazione, quindi decide di ravvivare la sua vita frequentando una giovane donna di facili costumi, Ambra. Lei però non sa calarsi perfettamente nella veste di sola amante e malgrado le sue passate avventure abbiano influito negativamente sul suo atteggiamento verso l’amore, usa tutte le sue armi seduttive per convincere Sirio a mollare tutto e trasferirsi da lei. La loro convivenza si alterna perfettamente tra un’effusione e un “centone”, ma abitini succinti e biancheria di pizzo della giovane donna non bastano a spingere l’uomo verso la rottura definitiva con sua moglie, quindi diventa importante l’entrata in scena del punto di vista legale della situazione: l’avvocato divorzista. Proprio per la carica che riveste, non c’è persona più adatta a traghettare l’amico verso l’interruzione del proprio matrimonio, ma anche in questo caso continuano a sussistere alcune riserve, l’avvocato conosce entrambe le donne e di ciascuna elogia vizi e virtù, ma di certo le doti di Maria sono quelle più durature. Infatti nel frattempo la mogliettina tradita, non si arrende, fonda un’associazione di donne deluse e lotta fervidamente per la sua causa. Lei che ha sempre vissuto il vero amore come un impegno per la vita e non come una parolina utile solamente a intercalare un intero frasario, così come gli inglesi usano il termine “sorry”.

Rappresentato per la prima volta in Germania nel 1977 e seguito da infinite polemiche, Franco Venturini ne ha successivamente tratto un film, molto apprezzato sia dal pubblico che dalla critica.
Seppur la data di nascita di quest’opera sia precedente di molto ai nostri giorni, “Molto divorzio per nulla” assomiglia perfettamente a una situazione politico-sociale, ma direi anche erotico-indecorosa che noi italiani conosciamo bene sotto ogni punto di vista, anche quelli più inopportuni.
Il regista attraverso un’accurata analisi psicologica, fa in modo di dipingere due ritratti di donne davvero convincenti.  Malgrado sia Sirio a cercare il colore della vita, lui appare come l’incolore, costretto a cercare in Ambra e Maria quell’impeto e ardore che emerge attraverso sfumature quasi accecanti, pennellate dirompenti. Il grigiore degli uomini, avvocato compreso in questo caso, sono solo la tela vergine su cui ciascuna donna può imprimere il proprio fervido dipinto.

Annalisa Liberatori

MOLTO DIVORZIO PER NULLA
di Franco Venturini
con Federica De Vita, Franco Venturini, Chiara Conti e Maurizio Venturini

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