Mondiale di basket: vince la Spagna di Marc Gasol e Ricky Rubio

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Torna la Spagna di Marc Gasol sul tetto del mondo. All’Argentina l’argento ed un abbraccio storico tra Scola e Ginobili.
Le volte del palazzetto di Pechino sono un cielo tutto latino per il mondiale di pallacanestro 2019. Sono Argentina e Spagna a competere per il gradino più alto. Una finale imprevista che metteva da parte le classiche ipotesi vittoriose di USA, Serbia, Australia e che invece regala alla pallacanestro l’immagine più classica di due formazioni che attingono dalla tradizione di questa disciplina.

Due compagini che annoverano non solo talento ma anche cuore, chimica tra gli atleti, e un senso di squadra che le accomuna e si rivela vincente. La Spagna di Sergio Scariolo è cresciuto cammin facendo, anche soffrendo per tre quarti nell’incontro con Italbasket.
Nelle gare finali è arrivata ad un livello tale da supplire la mancanza di talento, rispetto ai suoi roster più vincenti, attingendo da altre sue caratteristiche che si sono rivelate efficacissime.
Nella gara la Roja ha fatto in modo di non concedere ai sudamericani la sensazione di poter risultare vincenti. Lo ha fatto mettendo subito nei primi tre minuti un gap di 10/12 punti, mai colmato e mantenendo una tensione sufficiente a preservare il divario finale di 75 a 95.
Il successo è anche suffragato dalla presenza, nel miglior quintetto del torneo, dei suoi Marc Gasol e Ricky Rubio, insieme a Bogdan Bogdanovic; Evan Fournier; Luis Scola. Rubio è stato anche proclamato mvp del torneo e della finale.

L’abbraccio a conclusione della gara che vale la finale tra Luis Scola (l’ultimo della generacion dorata; partecipazione a 5 mondiali e 28 punti e 13 rimbalzi in semifinale) e Manu Ginobili rientra poi nelle immagini che saranno riproposte ad esempio e distribuiscono commozione tra gli sportivi della palla a spicchi. Gli amanti del basket storico faranno fatica a riconoscere il lungo argentino dalla lunga capigliatura nera, adesso 39enne brizzolato, ed il Manu Ginobili, che qualche capello in gioventù lo aveva. Adesso le immagini televisive li hanno riproposti in uno spot efficacissimo per la pallacanestro con visi e vicendevole commozione celati nel vigoroso abbraccio, uno in canotta, Scola, e l’altro ormai in giacca indossata però con poca naturalezza come per coloro che hanno abbandonato da poco il parquet.

Sull’altra sponda finalista Mark Gasol, dopo aver trascorso l’estate del 2018 come volontario salva-migranti sulla Open Arms nel mediterraneo, vince il titolo NBA, conquista la finale mondiale, sale sul gradino più alto del podio sapientemente guidato come i suoi da quel Sergio Scariolo che in Italia e a Milano, non aveva goduto di considerazioni adeguate. Sarà questa la ragione per la quale vi deve essere nel nostro movimento qualcosa che non lascia tornare i conti.

La finale non è stato solo il duello tra Gasol e Scola, oppure Rubio e Campasso. Ha messo in mostra anche la sapiente guida di Sergio Scariolo, bravo a non far mai scendere la necessaria tensione dopo la conquista del gap iniziale e Sergio Santos Hernandez che ha tentato fino ai due minuti finali di provarle tutte.

Per la medaglia di bronzo la Francia la spunta su un’Australia che probabilmente risente troppo dei due supplementari che le sono stati necessari, in semifinale, per affrontare una Roja splendida con Marc Gasol da 33 punti ed un Ricky Rubio da 19 punti 7 rimbalzi e 12 assist. Circa la fine al 7° posto degli Usa, è stata definitivamente acclarata la posizione di questo team nello scenario mondiale dalle parole di un tale di nome Kobe Briant: “Non si tratta del resto del mondo che sta raggiungendo gli Stati Uniti, è che il resto del mondo ci ha raggiunto da un bel po’ di tempo. ….Non sarà un gioco da ragazzi. I giorni del dream team di Barcellona ’92 sono finiti...” .

Oltre questo il mondiale ci lascia anche una Repubblica Ceca vera rivelazione del torneo con il suo Tomas Satoransk, un Sasha Djordijevic che la batte 90-81, a sua volta battuta dall’Argentina finalista. Ecco la Serbia ha avuto un grande interprete in Bogdan Bogdanovic, sicuramente tra i migliori del mondiale se non il migliore, che chiude il torneo con 30/56 da 3 punti e 23/38 da due. Se la Serbia fosse andata più avanti si sarebbe parlato di lui come per Gasol e Scola.

Relativamente ad Italbasket la buona notizia è della partecipazione al torneo preolimpico. Per il resto poi non sono pervenuti segnali ai quali aggrapparsi. Sono passate come da copione Serbia e Spagna che poi finiranno una con l’oro e l’altra quinta senza che questo significhi nulla circa l’insuccesso ancora patito da Italbasket.
Dalle dichiarazioni che si susseguono sembra si voglia proseguire sulla strada del preservare i singoli orticelli quando servirebbe tentare con equilibrio di rifondare. L’impressione è che il basket italiano sia su una via del cambiamento che è ancora molto prima della metà del guado. Anzi sembrerebbe priva di chiari segni nel volere percorrere quell’altra metà.
La prestazione finale sul parquet con Portorico conclude indecorosamente l’esperienza nel mondiale. Primi due quarti mortificanti con Portorico che ci raddoppia nel punteggio! Difficoltà inusitate anche nel secondo tempo dove però riusciamo a riprendere la gara e a mitigare l’evidente imbarazzo. Forse il segno arriva proprio da Sacchetti che, tenendo in campo i cosiddetti senatori, li espone in modo visibile alle loro responsabilità. Si attende adesso che la delusione patita dia segnali importanti per il movimento, in modo equilibrato, con umiltà e facendo a meno dei proclami tipo “…la migliore nazionale di sempre” che hanno dimostrato che con le parole non si ottengono risultati. Servirà lavorare duramente e con le persone che dimostrino competenze adeguate. Altre ricette non se ne hanno.
Emidio Maria Di Loreto

Argentina-Spagna 75-95
ARGENTINA: Brussino 8, Caffaro 0, Campazzo 11, Deck 24, Delia 2, Fjellerup 0, Gallizzi 0, Garino 0, Laprovittola 17, Redivo 3, Scola 8, Vildoza 2

SPAGNA: Beiran 0, Claver 2, Colom 0, Fernandez 11, Gasol 14, J. Hernangomez 11, W. Hernangomez 11, Llull 15, Oriola 6, Rabaseda 0, Ribas 5, Rubio 20

Mondiali di basket Cina 2019
Semifinali:
Spagna-Australia 95-88 d.2t.s.
Argentina-Francia 80-66.

FINALI a Pechino:
5° posto: Serbia Rep. Ceca: 90-81
7° posto USA-Polonia 97-74
3° posto Australia-Francia: 59-67

Classifica finale
Spagna, Argentina, Francia, Australia, Serbia, Repubblica Ceca, USA, Polonia, Lituania, Italia, Grecia, Russia, Brasile ,Venezuela, Portorico, Repubblica Dominicana, Nigeria, Germania, Nuova Zelanda, Tunisia, Canada, Turchia, Iran, Cina, Montenegro, Corea, Angola, Giordania, Costa D’Avorio, Senegal, Giappone, Filippine.

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