Mondiale femminile. Supremazia tattica dell’Italia contro la Cina

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L’Italia femminile è ai quarti. Il passato calcistico delle due nazionali ci diceva che le chance sarebbero state limitate, mentre la storia delle partite in Francia 2019 ci dava per favorite. Due anni fa le azzurre erano uscite nella fase ai gironi, ora sono le prime otto del mondo.

La nazionale della Cina è alla sua settima partecipazione e nel 1999 arrivò seconda. Per noi ora il passaggio ai quarti di finale significa il miglior risultato di sempre, come nel 1991 ma allora erano dodici le squadre a partecipare.

Una partita quasi perfetta: 2-0 alla Cina. Una partita di grande sapienza tattica con l’Italia che non si è lasciata intimorire da un gioco avversario spigoloso.

Come sarebbe andata lo si era capito subito: nel primo minuto di gioco due recuperi che, se fossero stati gestiti meglio, avrebbero messo le italiana davanti al portiere. Primi minuti a viso aperto delle due squadre nel tentativo di conquistare spazio e palloni utili come accaduto a Giacinti (sono tre anni che vince la classifica delle cannoniere) che ha infilato la palla in rete ma partendo da una posizione di fuorigioco. Giacinti che ci riprova al 12′ con un tiro finito di poco a lato con il portiere Peng Shimeng che non ci sarebbe arrivata. Al terzo tentativo la Giacinti, dopo aver recuperato un pallone a metà campo, ha seguito con determinazione l’azione e, in area, ha infilato la porta avversaria.

La nazionale di Jia Xiuquan basa tutto sul gioco di squadra e resta sempre molto unita, ma errori tecnici in difesa e una pressione alta dell’Italia hanno dato vantaggi alle azzurre per i primi 23 minuti. Il tentativo di pareggiare, senza troppi patemi per l’Italia, comincia al 25mo quando un check penalty per un presunto fallo di Gama e al 27mo il tiro da fuori di Wang Yan e al 35mo Linari, tra le migliori in campo, anticipa un’attaccante. La sensazione è quella di un pressione più fruttuosa delle cinese, fraseggi veloci e diretti a smarcare le compagne e con azioni ripetute soprattutto da sinistra. Ma tutto va a vuoto con una difesa irreprensibile. Anzi al 32mo la Bergamaschi si è trovata davanti al portiere che ha mandato in angolo con un intervento da prima della classe. Secondo tempo e inizio deludente come quello del primo per le cinesi e subito arriva il terzo gol nel Mondiale per Iaia Galli, incrocia un destro imprendibile per la Peng. Al 70mo debutta al mondiale Rosucci al posto di Barbara Bonansea. Negli ultimi minuti sono cinque le cinesi a giocare in attacco ma ancora senza costrutto.

Tolta qualche perplessità, per il VAR ad esempio, è un bel mondiale di calcio che aiuterà nella crescita il movimento femminile nel calcio (il Real Madrid ha annunciato la nascita della squadra femminile) e nello sport. Speriamo anche per le donne nella società. Sarà difficile perché il potere maschile non lascia spazi.
Almeno vorremmo che si smettesse con la “presunzione di incompetenza e illegittimità” che pesa sulle calciatrici, da quando sono bambine all’età adulta, come ha detto l’ex giocatore internazionale Mélissa Plaza.
Ciro Ardiglione

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