Mondiali di pallavolo femminile: un obbiettivo, ma non si dice.

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Vi siamo arrivati con negli occhi e nell’animo la delusione per i ragazzi che pure avevano illuso sull’esito del loro mondiale. E allora le ragazze non hanno scherzato per nulla presentandosi alle Final Six mondiali in Giappone con un percorso netto che, si pensa ma non si dice, proietta verso sogni che nel loro caso sembrano più probabili. Per l’Italvolley multienica dal carattere, solidità e compattezza granitica, che oltre alle imprecazioni più tipiche del linguaggio che contraddistingue il nostro popolo, ha anche messo in mostra la determinazione a più alta concentrazione ed anche la capacità di sciogliersi nel pianto di soddisfazione post vittoria.

Le nostre Final Six a Nagoya iniziano oggi, quando da noi si sta per andare a pranzo ed Italvolley ha negli occhi e nella mente la consapevolezza di arrivarci con un percorso netto fatto di 9 vittorie. Lo si capisce mentre cantano l’inno, tutte con una padronanza della situazione ed una stretta di mano che le incatena in modo robusto ed inscalfibile. Come il gruppo che Mazzanti ha voluto, ed ottenuto, scherzoso ma compatto e concentrato sull’obiettivo che c’è ben chiaro, ma non si dice. Non ancora.
Nei giorni precedenti si è giocato molto con la tensione prendendo in giro la simpatica Miryam Sylla sulla possibilità di essere rincorsa dai responsabili giapponesi delle lavanderie degli hotel frequentati per l’uso esagerato di tintura azzurra per la sua folta capigliatura che poi irrimediabilmente si trasferisce sulla biancheria da bagno utilizzata.

Dalle odierne 12,10 italiane però non si scherza più, lo dicono i loro occhi mentre le avversarie giapponesi sorridono sempre, anche nei momenti di maggior tensione sportiva. Italvolley deve affrontare le padrone di casa alla loro ultima spiaggia essendo state sconfitte 3 a 0 dalla Serbia. Quest’ultima ancora loro sulla nostra strada? Pare di sì, ma se batteremo le nipponiche vorrà dire accesso alle semifinali garantito cioè, da dopo, si inizia sul serio a giocare per una medaglia. E’ quel che accade, seppur al tie break e l’incontro di domattina vs le serbe servirà solo ad indicare se avremo il primo posto nel girone dopo 10 incontri di fila vittoriosi; dirà anche se affronteremo Cina od Olanda a seconda del risultato di domattina ore 9 italiane circa..
Il pericolo che incombeva sulla palleggiatrice Ofelia Maninov e le altre ragazze di Davide Mazzanti era aver dovuto interrompere da troppi giorni la cavalcata poderosa alla quale ci eravamo abituati. Tutti, atlete tecnici e tifosi. La voglia di ricominciare il percorso incompiuto però è troppo forte, e troppo determinata la convinzione delle atlete.


Il primo set, malgrado la difficoltà a carburare della inesauribile miniera di punti per le azzurre che risponde al nome di Paola Egonu, ne comunque porterà a casa 37 a fine tie break di cui 9 solo nell’ultimo set, si conclude vittorioso per le azzurre 25 a 20.
Nel secondo set le giapponesi, che mai abbandonano i loro felici e scanzonati atteggiamenti, almeno nelle apparenze, innalzano ancora il loro livello difensivo in grado di recuperare i palloni più insidiosi e, parallelamente, iniziano a servire in modo più preciso e potente malgrado non godano di palle che, come la nostra Egonu, possono essere indirizzate nel campo avversario a 99,9 Km/h. Se però l’Italia in ricezione riesce a dare palloni adeguati alla Malinov, l’innesco delle centrali azzurre Chirichella (capitano) e Danesi procura punti pesanti alla causa delle azzurre grazie all’alto numero di veloci andate a segno. Nei set successivi anche contributi importanti da Bossetti, Cambi, Pietrini e De Gennaro, è di quest’ultima un difficilissimo pallone alzato impeccabilmente alla Egonu per una schiacciate che è determinante per il risultato finale. I baci e le lacrime ritardate per una richiesta di challenge giapponese chiaramente inutile. Comunque si andrà a Yokohama: il risultato contro la Serbia servirà solo ad indicare il prossimo avversario per le medaglie: Usa o Cina? Non abbandoniamo il sogno!
Emidio Maria Di Loreto

ITALIA-GIAPPONE 3-2 (25-20, 22-25, 25-21, 19-25, 15-13)
La seconda giornata delle finali di Nagoya.
Girone G: Olanda-Usa 3-2 (da 0-2). Classifica: Cina e Olanda 1 vittoria; Usa 0. Domani: ore 12,20 Olanda-Cina .
Girone H: Giappone-Italia 2-3 (20-25, 25-22, 21-25, 25-19, 13-15). Classifica: Serbia, Italia 1 vittoria; Giappone 0. Domani: ore 9,10 Italia-Serbia.
Le prime due giocheranno le semifinali incrociate venerdì 19 a Yokohama.

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