Mondiali di Rugby: Inghilterra esordio con le Fiji. God save the Rugby!

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Parte l’ottava edizione della Coppa del Mondo di Rugby, da oggial 31 ottobre in Inghilterra.
Il conto alla rovescia sul tanto atteso Mondiale di Rugby 2015 è terminato, da oggi si fa sul serio. Inaugurano la competizione i padroni di casa Inglesi che questo sport l’hanno inventato nell’800, giocando con le isole Fiji, un match di apertura tutto sommato abbordabile per i seguaci della Regina. Però mai fidarsi degli impatti con gli abitanti del Pacifico che come statue dell’isola di Pasqua fanno sempre sentire il peso dei loro muscoli: la competizione è lunga e gli infortuni pesano e condizionano il futuro della disfida. Ne sanno qualcosa, solo per fare un esempio che ci riguarda, l’Italia ed il Galles che si sono incontrate un paio di settimane fa. I nostri Morisi, Garcia e capitan Parisse sono KO (il capitano e Garcia dovrebbero recuperare), i Gallesi con giocatori di altissimo livello, come il talentuoso estremo Halfpenny, sono irrimediabilmente fuori dalla Coppa. Segno dei tempi di un rugby intenso che corrode il fisico dei giocatori con la sua iper velocità e con tanti chili di muscoli necessari per non essere sopraffatti dai big player internazionali.

Quattro gironi da cinque squadre, ossia venti nazionali che si sfidano in rappresentanza di tutti i continenti, Africa compresa con la Namibia (più South Africa), che esordirà il 24 settembre incontrando la Nuova Zelanda, una delle squadre favorite per il titolo.

L’Italia del rugby arriva a questo appuntamento con un fardello di dubbi notevoli: il raduno estivo di preparazione disturbato da una “incomprensione” sui premi con conseguente inizio ritardato del ritiro, infortunio del leader indiscusso Sergio Parisse reduce dallo scudetto vinto nel Top 14 con il “suo” Stade Francais, infortunio di Morisi uno dei centri migliori mai visti dalle nostre parti (quanta sfortuna per Luca!), due brutte sconfitte con la Scozia nei recenti test match, il tecnico Brunel, in procinto di mollare il team dopo questa competizione, un diluvio di critiche sull’operato della Federazione… sarà l’anno buono per il nostro XV che nella disperazione generale imbrocca la storica qualificazione al secondo turno? Mai successo.
Raramente nel rugby internazionale si sovvertono le gerarchie costruite nel tempo ma come per ogni sport vale la regola che solo il campo decide, anche a dispetto dei numeri.
Ecco quindi un’Italia che orfana di Parisse e della sua capacità di attacco dovrà aggrapparsi all’esordio, con la Francia domani 19 settembre a Londra, con una difesa disciplinata e granitica per mettere in difficoltà il gioco brioso dei cugini galletti.
Il resto dovranno farlo i nostri giovani trequarti chiamati ad esprimersi senza timori, anzi con sfacciataggine viste le loro buone qualità individuali. Nota di speranza: in caso di un Allan (numero 10) non particolarmente ispirato in regia, il giovane Canna (esordiente in Nazionale maggiore) potrebbe portare aria fresca per quanto abbiamo potuto vedere nel recente test match con il Galles, perso dignitosamente dai nostri: un drop centrato dopo pochi minuti di gioco, velocità nelle decisioni, ritmo alto in generale, calci di spostamento azzeccati sotto il profilo della scelta tattica e della sensibilità di piede. Sensazioni da riprovare al più presto.
Non resta che immergersi con gli amici in una nuvola di birra, tv (esclusiva diretta di Sky + differita dell’Italia su MTV) e patatine fritte, come nella migliore tradizione terzotempistica del rugby, e assaporare a distanza il meglio del rugby mondiale.

Zobi la Touche

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