Mondiali femminili di Francia, un calcio alla discriminazione

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Alle 21:45 ho aperto la home page del sito della Gazzetta dello sport e ho dovuto scorrere molto prima di trovare un articolo sul FIFA Women’s World Cup 2019™ che è cominciato oggi. Questa è la realtà ancora e per la quale bisogna combattere per il calcio e per la società.

A quell’ora era appena finito il primo tempo della partita inaugurale con la Francia avanti già 3 a 0 sulla Corea del Sud con il goal di Le Sommer e poi Renard in doppietta. A guardare il gesto atletico del secondo goal della centrale difensiva Renard, una sospensione aerea che incanterebbe chiunque, bisognerebbe pensarci bene a tralasciare l’evento della giornata. Sarà la capitano Henry, ricevuto il pallone da Le Sommer, con un destro a giro tirato da oltre sedici metri, a piazzare il quattro ed ultimo goal. Era chiaro alla partenza che la Corea del Sud non fosse della forza delle transalpine, ma di fatto non ha opposto resistenza, forse impacciata, distratta da quasi 48.000 spettatori al Parco dei Principi. Saranno 21 i tiri totali con il 66% del possesso palla da parte delle Blues allenate da Corinne Diacre, la prima donna ad allenare una società professionistica francese maschile, il Clermont.

I commentatori esperti considerano la Francia (alla sua quarta partecipazione) una delle candidate alla vittoria finale perché coagula tecnica e fisicità in tutti i reparti compresa la portiere, considerata la migliore al mondo nel ruolo. Tra le europee bisogna metterci l’Inghilterra, allenate dall’ex Manchester United ed Everton, Phil Neville, hanno ottime giocatrici nella fase difensiva come le due giovani McManus e Walsh e un’attaccante in grande spolvero che si mostra capace di giocare bene con e senza palla. E poi la Germania anch’essa un mix di tecnica e forza fisica con la capitana e cannoniera Alexandra Popp in ottima forma. Come outsider la Spagna. E poi restano le statunitensi delle tre formidabili attaccanti Carli Lloyd, Alex Morgan e Megan Rapino  che «guidano una squadra che è il consueto mix di gioventù ed esperienza. Con Rapinoe in particolare sempre più leader della battaglia “Equal Play Equal Pay”, per un equo trattamento economico tra femmine e maschi. Uno sforzo che, dall’alto della loro condizione, le statunitensi portano avanti per tutto il movimento» [1].

Un evento che dovrebbe aiutare a fare ulteriori passi in aventi nella parità di genere e non solo nello sport. Si spera si riesca a mettere alla berlina tutti coloro che continuano ad avere comportamenti e commenti sessisti. E l’Italia naturalmente non è un bell’esempio: «secondo I numeri dello sport 2017 del Coni, lo sport italiano è ancora di forte impronta maschile, nonostante l’incidenza delle atlete negli ultimi anni stia gradualmente aumentando. Continua a essere terreno maschile, se non altro perché le donne (anche nello sport) continuano a venire pagate meno, sono sotto rappresentate negli organi decisionali delle istituzioni sportive (a livello locale, nazionale ed europeo) e, se ciò non bastasse, vengono raccontate poco e soprattutto per il lato B » [2].

Ai Mondiali femminili sono 24 le nazioni al via divise in 6 gironi eliminatori. La prima edizione è del 1991 e questa è l’ottava; per tre volte, compresa l’ultima quattro anni fa, li hanno vinti le USA, due volte la Germania e una volta Giappone e Norvegia. Della Norvegia mancherà e non per infortunio, la 23enne Ada Hegerberg, capocannoniere dell’Olympique Lyonnais, sei volte campione d’Europa e primo Pallone d’oro. Non è riuscita a trovare un accordo con la sua federazione e di fatto come segno di protesta e sensibilizzazione contro le discriminazioni nel calcio femminile.
Ciro Ardiglione

[1] Vittorio Martone, “Guida alle favorite del mondiale femminile”, http://www.rivistaundici.com/2019/06/05/favorite-mondiale-femminile/,
[2] Simona Regina, “ Mondiali di calcio femminile: il Manifesto contro stereotipi e discriminazioni nello sport, https://www.iodonna.it/attualita/costume-e-societa/2019/06/05/mondiali-di-calcio-femminile-il-manifesto-contro-stereotipi-e-discriminazioni-nello-sport/?refresh_ce-cp , 5 giugno 2019

Ciro Ardiglione
Le squadre partecipanti
Gruppo A: Francia, Corea del Sud, Norvegia, Nigeria
Gruppo B: Germania, Cina, Spagna, Sud Africa
Gruppo C: Australia, Italia, Brasile, Giamaica
Gruppo D: Inghilterra, Scozia, Argentina, Giappone
Gruppo E: Canada, Camerun, Nuova Zelanda, Olanda
Gruppo F: Stati Uniti, Tailandia, Cile, Svezia

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