Monete virtuali: evoluzione o speculazione

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Negli ultimi mesi sui media, soprattutto quelli statunitensi, si parla molto di Bitcoin sistema di creazione e scambio  di moneta virtuale su Internet.
La cronaca, anche quella giudiziaria  ci conferma che il sistema sta decollando!  Fonti qualificate  raccontano che  eBay li accetterà in pagamento. I giornali riferiscono che Charlie Shrem (capo della sorveglianza protocollo software) e Robert Faiella ( “the Bitking” vice presidente di  Bitcoin Foundation), sono stati arrestati  negli Stati Uniti, con l’accusa di riciclaggio di più di 1 milione di dollari in moneta virtuale. utilizzato  poi per scambi di droga sul sito Silk Road: sito di commercio elettronico chiuso di recente perché favoriva lo scambio di tutto, comprese armi esplosivi ecc. “l’Amazon delle droghe”.

Il sistema Bitcoin è stato creato nel febbraio 2009 (in realtà l’idea era di cinque anni prima). Il creatore?  Satoshi Nakamoto, nome di fantasia, gli inventori hanno voluto mantenere l’anonimato.
Non si tratta solo di una valuta, ma di un complesso sistema di acquisto e vendita.  Infatti alla base c’è “blockchain”  un sistema che collega tutte  “le transazioni“ attraverso un unico “libro mastro digitale”.
A differenza della delle valute tradizionali, Bitcoin non è controllata da un ente centrale né collegata a bilanci statali o a riserve in oro o in valuta ; utilizza un database distribuito tra tutti  i nodi della rete che dispongano di un “indirizzo Bitcoin“.  Il  “conio” funziona sulla base di un protocollo  cosìdetto peer-to-peer (P2P), i nodi  conservano traccia delle transazioni (“portafogli digitali”), e sfrutta la crittografia per gestire e proteggere gli aspetti come la generazione di nuova moneta e l’attribuzione di proprietà dei Bitcoin.
La mancanza di un ente centrale rende impossibile per qualunque autorità, governativa o meno, di bloccare la rete, sequestrare Bitcoin ai legittimi possessori o di svalutarla stampando nuova moneta. Qualcuno auspica un collegamento al valore dell’oro, perché questo genera anche  problema attuale che è la volatilità del valore.
Il sistema viene usato ancora da pochi  e sono pochissime le società che accettano pagamenti di questo tipo. In Italia solo qualche struttura turistica nel nord est, qualche  negozio, e qualche professionista. Ma le previsioni di esperti molto qualificati sono  che il 2014 sarà l’anno di Bitcoin, come il 1975 fu quello dei personal computer e il 1993 quello di Internet. Il numero di utilizzatori rende ad aumentare e così pure il valore,  sia pure con grandi oscillazioni.


1 Euro cent. Foto Davide Pisano
Altre soluzioni  hanno  risolto in maniera diversa e brillante gli interrogativi su sicurezza e riservatezza che tutte le transazioni in rete sollevano;  PayPal ad esempio , può essere impiegata, con tranquillità, per acquistare beni o servizi e anche per trasferire denaro fra differenti soggetti. Anche il sistema Bitcoin è fatto in modo da dare affidamento  a un utente che su Internet voglia trasferire la proprietà digitale a un altro utente, in tutta sicurezza,  con garanzie di pubblicità  circa l’avvenuto trasferimento e nessuna incertezza sulla legittimità della transazione.
In realtà il sistema è una matrice, un grande libro con delle caselle ( il numero limitato favorisce la fluttuazione del valore) e ognuno può comprare la sua o le sue caselle pagandola con titoli o danaro o barattandole. Le commissioni di acquisto o vendita a differenza di tutti gli altri meccanismi di scambio su internet sono contenutissime  o inesistenti,
La crittografia rende praticamente inaccessibili le comunicazioni e così si evitano  gli attacchi informatici come quello  ai “supermercati Target” che ha sottratto informazioni su 70 milioni di carte di credito.

Martedì 9 aprile 2013, ha raggiunto il valore di 200 dollari per ogni unità, superando 7 volte  i 30 dollari di inizio febbraio, a Dicembre si era avvicinata a 1000 dollari,  il 1 febbraio 2014 il valore è 633.22 €  con un incremento di venti volte in un anno! Non sono molti gli investimenti legali che permettono tali margini di guadagno  per cui il numero in circolazione è oltre 12 milioni di unità e valore totale dei Bitcoin in circolazione ha ormai superato 10 miliardi di dollari. Per ora si tratta soprattutto di  investimenti speculativi.  Gli  economisti consigliano cautela e avvertono che potrebbe trattarsi di una bolla che potrebbe impoverire gli investitori.
il sistema potrebbe essere usato da criminali e terroristi  per il fatto che i pagamenti sono effettuati in forma anonima. Ma il sistema funziona come le email, quindi ciò che avviene sulla sua rete è tracciabile. Inoltre il registro delle transazioni mantiene traccia degli scambi avvenuti e  per scambiare Bitcoin occorre dotarsi di un  codice a barre bidimensionale (QR code o mobtag). La notizie degli arresti riportato all’inizio confermano la possibilità di indagini sugli scambi
Integrato con Colored Coin (un metodo per monitorare l’origine e le evoluzione di una certa quantità di moneta virtuale, in funzione del possibile utilizzo),  potrebbe consentire  in tempi rapidissimi e senza frontiere anche di eseguire, senza mediazione, scambi di beni e servizi di qualsiasi natura, anche eterogenea, e molto altro ancora. Per cui si immagina che possa avere grande sviluppo nell’area dei trasferimento di danaro dei lavoratori. Quest’area vale, secondo la Banca Mondiale, 400 miliardi di dollari all’anno. Su questo denaro, banche e società che si occupano dei trasferimenti applicano commissioni che possono arrivare anche al 10 per cento di ogni somma trasferita e che mediamente sono superiori al 5%, con un gradiente che svantaggia i lavoratori dei paesi meno sviluppati. Disponendo di una connessione e di un computer si potrebbe risparmiare tantissimo e la transazione potrebbe essere quasi gratuita a prescindere dai paesi implicati.
Un’altra area di sviluppo potrebbe essere quella dei pagamenti di somme minime come i centesimi di euro o di dollari. Oggi con le carte di credito è impensabile lo scambio di beni che valgono pochi centesimi o anche pochi millesimi, questo impedisce di valorizzare e di commercializzare cose di valore unitario molto basso. È questo il motivo per cui i beni immateriali generalmente sfuggono e non è immaginabile far pagare il singolo ascolto di un brano musicale o la lettura di una sola di pagina di un libro e neppure, di addebitare un minimo per mail multiple(che vengono inviate a centinaia  migliaia)  e porre un freno alle spam. Le monete virtuali possono essere divisi in unità molto più piccole rispetto al classico centesimo delle valute diffuse oggi al mondo. Il limite per ora sono otto decimali, ma potrebbero essere aggiunti anche altri. Ogni utente potrebbe  quindi trasferire un decimillesimo di unità di denaro senza preoccuparsi delle commissioni e senza neppure conoscere in dettaglio i dati del beneficiato.
In realtà  Bitcoin è solo la punta di un iceberg molto profondo visto che ad oggi esistono altre 80 monete virtuali e ne vengono introdotte di nuove ogni giorno!
La più importante dopo Bitcoin è Litecoin, che ha in programma di produrre quattro volte il numero dei Bitcoin, per un totale di 84 milioni di monete. Il  valore attuale è 16.11 euro,  ma l’incremento di valore è stato del 400% in poche settimane. La capitalizzazione di mercato è di poco superiore ai 10 milioni di dollari, ed è in ascesa.
Appare quindi evidente che queste nuove monete, così come ogni altro mezzo di scambio tradizionale, sono finite nel vorticoso e incredibile giro della speculazione finanziaria e non sfuggono alla criminalità organizzata e sono riciclati e utilizzati per alimentare attività criminali. Avrà bisogno comunque di tanto lavoro e di tempo per essere inquadrata e migliorata e la Commissione europea invita alla “massima prudenza operatori e regolatori europei, perché  non è una moneta, non è possibile controllarla,” come dice un vice commissario europeo.
È uno strano mondo! Perché mentre si affermano le monete virtuali, qualcuno ancora  inneggia al ritorno al “golden standard” con un sistema che permette di pagare le transazioni in oro fisico. Infatti col sistema Vera Carta, è possibile comprare oro stoccarlo in zona franca a Ginevra ed effettuare i pagamenti (www.aucoffre.com).
Francesco de Majo

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