Monica Florio: Un tiro mancino

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Tre ragazzi e un’amicizia che attraversa un’età difficile e complessa. Un mondo di ragazzi con i quali non sappiamo più comunicare e intrattenere relazioni rilevanti. Il romanzo di Monica Florio, con misura e con attenzione, esplora una storia di omofobia.

Bullismo, omofobia, pedofilia, difficoltà relazionali sono alcuni dei temi che Monica Florio ha saputo affrontare nelle sue opere più recenti.
Il suo racconto mi è sembrato capace di trovare un equilibrio tra violenza e delicatezza: la violenza sta nella storia narrata che non è celata o ammorbidita; la delicatezza sta nella scelta del linguaggio, delle immagini e della struttura narrativa che non si presta alla brutalità o alla spettacolarizzazione del dolore e della sofferenza.
Occorrono misura e attenzione per narrare una vicenda di omofobia, di amicizie che corrono il rischio di svanire e di confusione affettiva e familiare.

Monica Florio, forte delle precedenti prove narrative già incentrate su temi caldi e attualissimi, usa le sue parole con misura e, diremmo, con rispetto per i suoi stessi personaggi e per i sentimenti dei giovani ragazzi coinvolti, loro malgrado, nelle trame della vita che gli adulti non sempre sanno riconoscere.

Citazione 1
Presa in contropiede, Elena lasciò cadere i pacchi sul pavimento. All’improvviso, stentava a riconoscere sua figlia, solitamente dolce e remissiva, in quell’adolescente astiosa e problematica. Mai come in quel momento, per fronteggiare quel vulcano spento desiderò la presenza di suo marito Enzo che aveva sempre la risposta giusta.
«Sarà come dici tu, cara» mormorò amareggiata. A sentire quelle parole, l’ombra che aveva oscurato il viso di Milena si dileguò, lasciando il posto a un sorriso tirato.

I temi che Monica Florio indaga, ormai da qualche anno nella sua produzione letteraria, nascono da un’attenta riflessione e una profonda analisi del rapporto che siamo in grado di costruire con i nostri adolescenti.
Molto spesso adulti e adolescenti si sfiorano senza un reale contatto.
Negli ultimi decenni autori ed esperti hanno dedicato molti testi a quella parte della vita che va sotto il nome di “adolescenza”.
Questo periodo della vita non sembra più coincidere con gli anni di una spensierata giovinezza o di una serena crescita del corpo, della mente e della psiche.
Il catalogo delle difficoltà sembra davvero lungo: anni amari, camerette sbarrate, comportamenti a rischio, solitudine e rifiuto dei legami sociali, complessità dei rapporti fra pari e pesantezza dei legami con gli adulti.

Citazione 2
L’unica persona per cui lui aveva un debole era Milena: in comune avevano non poco, visto il tempo che trascorrevano insieme in giro per i negozi – non in quelli di abbigliamento, i preferiti di Veronica – e in palestra, dove si erano conosciuti. Condividevano poi la stessa fissazione per gli animali, per la musica ad alto volume – quella che non sentirete mai in discoteca perché è assordante e non vi fa ballare – e per i libri.
Col passare dei giorni, l’invidia che nutriva per Milena era degenerata in astio. Veronica si era convinta che Milena non meritasse le attenzioni di Marco e che spettasse a lei screditarla.

I genitori, i docenti e gli educatori si trovano a fare i conti con la difficoltà a interagire con ragazze e ragazzi che vivono la loro adolescenza.
Sono tante le domande che emergono e sono tutte necessarie e complesse:
Segno dei tempi e dei mutamenti sociali? Cambiamenti antropologici di un mondo consumistico che ha coinvolto fasce d’età sempre più basse? Influenza negativa di modelli presi in prestito da altri ambienti? Nefasta mania dei new media? Bande di bulli che si aggirano nelle piazze reali e virtuali? Giovani alcolisti o depressi fumatori?
Nelle scuole, nelle strade, nelle famiglie sembra che si sia interrotta la continuità storica-educativa che costituiva il tessuto comune in cui passato, presente e futuro potessero collegare le diverse generazioni.

Citazione 3
Era una giornata uggiosa e il cielo cupo induceva a restarsene a letto sotto le coperte. Vincendo la pigrizia, Marco si alzò e si infilò sotto la doccia. L’orologio segnava le nove, tardissimo se fosse stato un giorno come gli altri, ma la sua scuola era chiusa e quindi lui era libero di fare ciò che voleva.
Marco entrò nella cabina della doccia fischiettando un motivo ascoltato alla radio e si pulì il torace muscoloso scrupolosamente. Lui non era un narcisista, ma un vero patito dello sport: il suo sogno sarebbe stato possedere una palestra non per uso commerciale ma personale, dove potersi allenare anche tutti i giorni.
Prendersi cura di sé lo metteva sempre di buon umore.
Rilassato, indossò un accappatoio e accese il cellulare per controllare se vi fossero dei messaggi in arrivo.

I fattori invocati sono stati e sono tanti e anche lontani fra loro: dalla crisi della figura paterna alla dissoluzione della famiglia tradizionale; dalla messa in crisi dei ruoli ai grandi mutamenti sociali ed economici; dalla chiusura in un mondo individuale alluso dei social-media: l’elenco delle ragioni  indagate di volta in volta è ben più lungo di quello che abbiamo qui appena accennato.
Come sempre le domande sono tante e le risposte approssimative e quasi limitative.
Da più parti, si rilevano le mancanze di un sistema formativo che non sa proporre “un’educazione sentimentale” capace di aiutare nella gestione dei rapporti di genere e di relazione con gli altri.

Citazione 4
Prima ancora che Lello potesse rispondergli, Filippo gli voltò le spalle e, come un fantasma, si confuse tra la folla. Le insinuazioni di Lello avevano profondamente turbato. Filippo, facendolo precipitare nel panico. Possibile che, nonostante il casco, Marco l’avesse riconosciuto?

Nella direzione del rispetto della complessità e dell’indagine sui comportamenti delle giovani generazioni i lavori di Monica Florio sono davvero utili.
La vicenda narrata in Un tiro mancino parte nelle pagine iniziali dall’analisi di una famiglia come tante e di ragazze e ragazzi come tanti; famiglie con storie diverse e alle prese con i problemi legati alla crescita di figli adolescenti che si avviano a cercare un proprio posto nel mondo.
La storia è in realtà molto più complessa e fa emergere, pagina dopo pagina, il lato più oscuro e invadente delle possibili relazioni affettive.
Antonio Fresa

Monica Florio
Un tiro mancino
L’Erudita, 2019
Pagine 120; € 15,00

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