In morte di Diego Armando Maradona

Maradona murales
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Un tempo gli dei dell’Olimpo scendevano fra gli uomini assumendo le più varie fattezze e forme. Tu avevi scelto di essere un calciatore perché la tua divinità si esprimeva nel rendere possibile l’impossibile. E questo, come sapevano gli antichi, lo possono solo gli dei giusti. Vedi, caro Diego, gli dei quando scendevano in terra non facevano solo cose buone e spesso si macchiavano di mille colpe agli occhi degli umani. Ma restavano divini, sempre e comunque, e la maggioranza degli uomini giusti sapevano che gli dei non andavano giudicati secondo i criteri degli umani. Gli dei quando scendevano in terra mostravano miracoli agli uomini, compivano imprese appunto divine, cambiavano il corso delle cose ma dovevano soffrire come può soffrire la perfezione quando viene chiusa in un corpo umano. E tu sei stato così, una divinità chiusa nel corpo di uomo chiamato a sfidare le regole della fisica, della geometria, delle gerarchie che gli uomini avevano creato sulla terra. Insomma, avevi cambiato forma – metamorfosi – ed eri divenuto Diego Armando Maradona. Qualcuno fra gli uomini ti aveva iniziato a guardare con sospetto e aveva iniziato a capire che in te c’era qualcosa di divino. Non a caso avevano definito il tuo arto come la mano di dio: non erano andati lontani dalla verità. Quello che avevano fatto a te come un complimento, era servito a ricordarti che non saresti rimasto per sempre su questa terra. Il tuo posto è infatti nell’Olimpo, dove gli dei e gli eroi sono ricordati per sempre e per sempre ancora.

La frase giusta è, quindi, davvero che tu sei andato via; sei andato via perché la terra non era la tua patria e hai accettato di morire per ritornare dove ti compete. E noi, piccoli uomini fortunati per aver incontrato il tuo genio, nel mentre ti piangiamo, sappiamo davvero che tu continuerai a brillare come solo le vere divinità sanno fare. Sarà sufficiente alzare la testa al cielo per vedere un pallone rotolare verso di te. Hai scelto di andare via perché gli dei, che vivono per sempre, non possono reggere al corpo umano che invecchia e, ad un certo punto, sanno di dovere abbandonare il proprio travestimento per tornare ad essere quello che sono davvero, ovvero immortali campioni di qualunque forma della creatività. Un saluto a te da un piccolo napoletano al cospetto di un miracolo irripetibile.
Antonio Fresa

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