MotoGP: il capo della Dorna accusato di frode fiscale

motociclismo
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Non bastava la bacchettata a gennaio da parte del fondo di private equity Bridgepoint, azionista di maggioranza della Dorna di cui Ezpeleta è CEO, che non ha gradito i dati di bilancio 2014-15 e la gestione del “caso Rossi”.
Non è servito a inizio marzo aver pagato quasi 4 milioni di euro di multe a causa di un mancato versamento di 25 milioni di tributi relativi ad una compravendita d’azioni avvenuta negli anni 2003-2004.
Il deus ex machina della Dorna, la società che gestisce Superbike e MotoGP e che lui dirige con una linea di comando basata più sulle relazioni personali che sul merito, è stato denunciato per frode fiscale per 70 milioni.
Ma veniamo ai dettagli.

Il quadro accusatorio.
–    Fondi neri fatti sparire nei sacchi della spazzatura.
Nel febbraio 2014 il sito italiano MotoBlog affermava che, relativamente alla gestione del circuito spagnolo di Jerez de La Frontera, “Denaro in nero sarebbe stato fatto uscire dal circuito nascosto nei sacchi della spazzatura”. L’Agencia Tributaria (l’agenzia delle entrate spagnola) sospetta infatti che in tale periodo l’impianto spagnolo avesse una specie di “doppia contabilità” per quanto riguarda le entrate del circuito e, tra i personaggi principali intorno a cui ruoterebbe questo presunto sistema di frode, risulta casualmente proprio Ezpeleta come membro del consiglio di amministrazione del circuito.
–    Biglietti bruciati al termine delle gare.
Secondo Manos Limpia, sindacato spagnolo di funzionari pubblici, esisterebbero irregolarità relative alla vendita dei biglietti del GP di Spagna a Jerez de la Frontera. Gli introiti sarebbero infatti molto superiori ai 2 milioni di euro dichiarati dalla Dorna. L’accusa è di aver messo in circolazione biglietti dalle doppie matrici in occasione del round spagnolo del Motomondiale. Biglietti che venivano bruciati al termine delle gare.
–    Società fittizie per vantaggi fiscali ed economici.
Dorna ha creato nel 2004 la società olandese DWW con il fine di gestire le operazioni di cargo, ovvero i contratti dei charter aerei che servivano per gestire il trasporto del campionato. Tale società però sembrerebbe non avere impiegati, telefono fisso e indirizzo di posta elettronica. L’accusa è quindi che sia stata creata con il solo scopo di aggirare il fisco (la tassazione olandese è molto meno invasiva di quella spagnola) caricandosi i costi passivi, quando di fatto tutto veniva gestito dal personale Dorna di Madrid e Barcellona.
–    Abuso di posizione dominante.
Dorna, secondo la denuncia degli accusatori, gestendo sia il Motomondiale che il Mondiale delle derivate, imporrebbe prezzi, condizioni, carrier e tempistiche a tutti i team, uccidendo così la libera concorrenza. E pensare che, quando nel 2011 la svizzera Infront fu acquisita da Dorna, gli analisti finanziari prevedevano un aumento considerevole del giro d’affari per azionisti, inserzionisti e indotto. Il vantaggio sembra invece essere rivolto ai soliti e pochi noti.

Gli accusatori.
Pier Carlo Bottero, CEO di Sel, la società di logistica che ha presentato formale denuncia presso la Udiencia National di Madrid e che ha gestito fino al 2015 tutto ciò che riguardava i trasporti di materiali per la MotoGP da un circuito all’altro. Per il 2016 il contratto non gli è stato rinnovato e il motivo, secondo Bottero, sarebbe rintracciabile nella richiesta di spiegazioni sulla DWW, la società a cui doveva fare riferimento per i pagamenti.
Miguel Bernard Remon, segretario generale di Manos Limpias, il sindacato spagnolo di funzionari pubblici che si è costituito parte civile e che in passato ha fatto vittime illustri come il marito dell’Infanta di Spagna, al centro di un’inchiesta per corruzione e falso, e il consiglio di amministrazione dell’autodromo di Jerez de la Frontera.

La difesa.
In un comunicato diramato il 30 marzo la Dorna replica alle accuse:”Dorna non è a conoscenza dell’esistenza di una denuncia presentata contro di essa né Mr. Carmelo Ezpeleta o uno qualsiasi dei suoi amministratori. Nel 2014 Dorna ha chiuso  formalmente il suo rapporto commerciale con SEL per motivi economici e l’ha sostituita con un altro operatore logistico.
Il Signor Pier Carlo Bottero ha minacciato che se il rapporto non fosse continuato, avrebbe avviato azioni legali, ricorsi alle  autorità garanti della concorrenza, alle autorità fiscali e attraverso i media”[1]

Tutti sono da considerarsi innocenti fino a quando la loro colpevolezza non è accertata in via definitiva da un tribunale. E noi seguiamo e aspettiamo.
Federica Crociani

[1] http://www.corsedimoto.com/il-caso/motogp-caso-dorna-tutte-le-accuse-sono-infondate/

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