Mumble Rumble, Insidious inside

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Non ci siamo mai occupati di loro e lo facciamo ad un anno di distanza dal loro ultimo disco, Insidious inside, loro quarto disco. Così è meglio procedere con le presentazioni. Le Mumble Rumble vengono da lontano, nate nel 1990 provenienti da due gruppi che suonavano cover degli anni ’60 e nel 1992 già vincevano l’Arezzo Wave a dimostrazione della solidità del loro suono.

Attualmente la band si compone di: Meltea Keller pseudonimo di Martina Biscarini oltre ad essere la voce del gruppo è una traduttrice, Erica Martini (basso),Tiziana Govoni alla chitarra e leader storica del gruppo insieme a Cristina Atzori (batteria) rappresentano la continuità del suono arcigno e deflagrante, un suono che nella sua essenza ha il cuore del punk più veritiero.

Qualche tempo fa Tiziana aveva detto che «i nostri gusti sono piuttosto diversificati, ma in fondo, nel tempo, ciò che continua a renderci più affini è proprio l’aspetto più ludico, il gusto per l’azzardo, l’insofferenza per le regole, un’attrazione a volte per l’estremo, laddove non necessariamente tutto ciò si traduca in qualcosa di duro». Bene è questa la trama anche di Insidious inside che arrivava dieci anni dopo da Tredici E poi aggiungeteci che i testi sono in inglese, in italiano e uno in tedesco.

Da qualsiasi punto partiate il disco vi prende. Le percussioni in stile Africa profonda e il basso con cui attacca Intro e poi le sterzate di chitarre mettono in chiaro chi sono e la voce di Meltea fa la sua comparsa. Forse non è l’esempio più calzante ma in diversi passaggi mi ricorda la Nada dei passaggi rock. Si conferma nel rock successivo di Seasons of the Witches dove cambi di velocità e di toni, fino al parlato, sono frequenti senza però che la potenza degli strumenti scemi di livello
I’m feeling so upset now
Knowing the mess you made
In your stupid arguing over his estate

I movimenti diventano più dolci in diversi passaggi di Pandora dove però sembra sempre che le nostre non siano capaci o abbiano voglia di staccarsi dalla forza del loro suono, e dal loro voler governare più generi, per farla diventare una ballata fino in fondo, fino a naufragare. Gran bel lavoro qui sia strumentale che vocale.
I thought a shipwreck wasn’t much to face for me
I was prepared
But when the nightfall came and I jumped on a boat
I was damn…scared!

A peaceful man and his fucking family si apre una con chitarre sfavillanti che diventano possenti insieme alle percussioni e al basso, mentre Per N. un inizio simil grunge si muove per portarsi dietro i ricordi di certo wave anni ’80 fino a sfociare in lievi movimenti prog. E non mettete da parte Schicksal dove la soluzione del tedesco è quanto mai appropriata per una cadenza costante ma chitarre che sferragliano acide fino alla chiusura di una ninnananna alterata.
Non vi curate di noi e ascoltate
Ciro Ardiglione

genere: rock
Mumble Rumble
Insidious inside
etichetta: Latlantide/Edel
data di uscita: 18 maggio 2018
brani: 10
durata: 00: 36:44
album: singolo

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