Muntagnin Jazz Festival 2015, Nicola Piovani in concerto

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Sul monte Morrone, nel cuore dell’Abruzzo, sorge l’Eremo di Sant’Onofrio che ospitò quale eremita  ”Colui che fece il gran rifiuto” e che nel 1294 divenne Papa Celestino V.  Sulla stessa direttrice, poco più in basso, si trovano i resti del tempio di epoca romana di Ercole Curino in una zona archeologica dove, tra mosaici ed antichi ruderi, si dice siano anche  stati individuati i resti della villa di Ovidio Nasone. Di certo vi fu rinvenuta una copia in bronzo dell’Ercole datata all’incirca III secolo a.c. . Ancora più in basso, alla base del monte, in un ideale concentrato di reperti storici distribuiti in zone ancora piene di fascino mistico, sorge, sempre legata all’attività dell’eremita Pietro Angeleri, l’Abbazia celestiniana  di S. Spirito al Morrone. Si tratta di una chiesa settecentesca con annesso maestoso monastero racchiusi in una imponente cinta muraria. L’austera struttura, nel corso degli anni ha visto cambiare più volte la propria destinazione d’uso tanto da essere utilizzata anche come carcere di massima sicurezza fino a qualche anno fa.

Montagnin jazz festival Piovani

In questo scenario, nel centro del cortile principale del complesso celestiniano, ieri abbiamo trovato uno “Yamaha gran coda” con vicino il Maestro premio Oscar© coadiuvato da: Marina Cesari – sax, clarinetto- ; Pasquale Filastò -violoncello, tastiera , chitarra -; Andrea Avena – contrabasso-; Cristian Marini – batteria, percussioni, fisarmonica-; per un Concerto in Quintetto da emozione collettiva, da assaporare intimamente.

Doveva essere l’evento centrale e più atteso del programma di Muntagnin Jazz Festival 2015 e tale si è rivelato ai fortunati  partecipanti. L’atmosfera ha da subito coinvolto, prima ancora delle note, ognuno dei presenti. Il repertorio di pezzi scelti e riarrangiati dal maestro, tra colonne sonore scritte per il cinema dei Taviani e di Benigni e di Fellini e di Moretti, o i contributi musicali  per l’omaggio a De Andrè con una soave riproposizione di musiche da “non al denaro non all’amore né al cielo” e da “Storia di un impiegato”,  ha  regalato un Concerto in Quintetto unico per il luogo di gran pregio, per le scelte dei brani proposti e per esecuzioni impeccabili e di travolgente emozione. Per ottenere un tale coinvolgimento hanno avuto un ruolo, per ogni spettatore, le scene di film richiamate alla memoria non senza le loro colonne sonore che però, come ha detto l’artista: “… nei film le musiche  sono come impallate. In questa circostanza sonoin libera uscitain un modo teatrale di fare musica”.  Non sono mancate dotte descrizioni mitologiche con riferimenti alla loro attualità e che hanno ispirato alcune composizioni proposte così come è stato rimarcato l’uso improprio che si fa della musica, dal maestro definita: “… passivao usata come carta da parati”.

Anche i ricordi delle collaborazioni con altri artisti importanti a cui Piovani ha continuamente fatto riferimento hanno prodotto musiche sapientemente riarrangiate in un quintetto che, anche con il gioco di sguardi tra i componenti ed il maestro, ha cercato l’eccellenza dell’esecuzione in una nuova emozionante ubriacatura di piacevoli sensazioni. Insomma, secondo le previsioni, c’erano tutte le condizioni per non deludere ed il sold out dei 1.200 presenti ne era testimonianza da tempo; la valenza indiscussa del Quintetto del maestro Piovani, i pezzi scelti offerti al pubblico nella scaletta preordinata ed anche quelli proposti per i bis, hanno reso indimenticabile una serata di musica di altissima qualità per tutti coloro che ne hanno potuto gradire le sensazioni e che, inevitabilmente, si sono lasciati coinvolgere ed avviluppare dal protagonismo che il concerto ha lasciato ad ogni singolo ascoltatore.
Emidio Maria Di Loreto

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