Nada, Occupo poco spazio. Un gioiello tra punk, pop e classica

Nada Occupo poco spazio
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Scrivere di Nada non è importante perché ha una storia musicale come pochi, non è perché tutta la critica ne parla, non è perché occupa poco spazio rispetto a quello che meriterebbe e non è nemmeno perché è una donna e canta anche di donne. Semplicemente perché ha pubblicato un disco che, già dalla copertina con quella figura femminile anonima ma fiera nella postura, lascia il segno per un fiume di sangue di vita che scorre tra liriche e suoni con noi naviganti all’ascolto. E così viaggiamo sempre stupiti da quella voce quasi indolente che sposa felicemente anche note di estrazione punk.
In questo disco Nada ha cambiato registro, «necessitavo di altre sonorità, sentivo questa voglia di mettere in piedi delle storie con suoni diversi, diciamo più acustici e classici, ma senza tuttavia usarli in maniera “classica”, bensì in chiave rock, punk, pop, chiamalo come vuoi» [1].
Con gli arrangiamenti di Tommaso Colliva (Baustelle, Afterhours, Calibro 35) e Enrico Gabrielli che dirige la band, Occupo poco spazio è confezionato da dieci brani suonati in presa diretta da un’orchestra una band di dieci elementi [2] che si avvertono tutti nella ricchezza delle composizioni. E lo si intuisce anche quando la magnifica ballata che chiude l’album, Sulle rive del fiume, un delicato intreccio in cui si incontrano temi musicali come le pizzicate orientaleggianti, il folk e la musica classica, sulle rive di un fiume di sangue, ci si lavano i dolori e nei suoi grandi occhi di carne ci si accecano i rancori. E la vecchia coscienza del mondo torna nuova a volare in alto.
L’attacco operistico dell’altra ballata che si chiude su una pennellata di chitarra classica per poi lasciare spazio alle parole de La terrorista, è un altro pezzo pregiato del lavoro che prosegue in ambienti a tinte fosche, cupi, di striduli elementi elettronici per urlare l’aggressione ad una donna che pensavano fosse una terrorista.
Con Gente così siamo dalle parti del pop, rimandi e ricordi  dei suoi esordi, con accelerazioni e decelerazioni che Nada canta con la naturalezza e la grazia per un amore, Tu che ne sai di questo amore? Come puoi dire che poi muore? Tanto io lo vivo come me. Quando invece ascoltiamo Occupo poco spazio e Questa vita cambierà le battute punk si sentono e rimandano, con l’originalità che contraddistingue buona parte del disco,  ai ritmi di gruppi come gli Zen Circus.
A tre anni di distanza da Vamp, l’artista livornese ritorna con un altro gioiello.
Ciro Ardiglione

genere: punk-pop
Nada
Occupo poco spazio
etichetta: Santeria
data di pubblicazione: 14 marzo 2014
brani: 10
durata: 43:49
cd: singolo

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